Moscato d’Asti Nivole: more to love, more to share

Il successo mondiale del Moscato d’Asti Nivole è stato decretato negli anni dalla finezza delle sue bollicine, dall’eleganza dei suoi profumi e dalla sua inconfondibile freschezza, frutto del territorio d’elezione da cui nasce. Ma non solo. L’iconica bottiglia dalla forma slanciata – nel formato da 37,5 cl – ha contribuito a conquistare la clientela internazionale e i più importanti ristoranti del mondo. 

Oggi la famiglia Chiarlo, nel rispetto della sua filosofia di valorizzare i migliori vitigni piemontesi, rafforza il suo impegno nella promozione del Moscato ed esce sul mercato con una bottiglia da 75 cl, che andrà ad affiancare la mezza bottiglia. 

Il Moscato Nivole 2021 sarà inoltre caratterizzato da un restyling grafico che andrà a impreziosire l’etichetta con sfumature dorate.

Moscato d’Asti Nivole, il vigneto 

Il territorio d’elezione del vitigno moscato bianco viene circoscritto, già alla fine dell’Ottocento, a “quell’insieme di colline e di vallate” delimitato a nord da Asti e dal fiume Tanaro, a sud dal fiume Bormida e “costituenti nel loro insieme una zona, che a buon diritto può chiamarsi zona del Moscato”. All’interno di essa questa area, definita dallo Strucchi, autore di una fondamentale monografia su questo vitigno, “la più importante di gran lunga su tutte le altre” si trovano “una serie di Comuni contigui” dove il moscato è coltivato di proposito e non solo occasionalmente dando i suoi risultati migliori. Tra i comuni elencati dallo Strucchi figurano tra gli altri Calosso, Canelli, Castiglione Tinella, Mango e S. Stefano Belbo, a costituire quell’area che molto più tardi sarebbe diventata a buon diritto la patria riconosciuta del Moscato d’Asti D.O.C.G. 

Annata 2021

La 2021, come la 2020, è un’annata davvero ottima, raramente si hanno due vendemmie così consecutivamente” – afferma Stefano Chiarlo, enologo e proprietario insieme al padre Michele e al fratello Alberto. “L’andamento climatico del 2021 è stato caratterizzato da un luglio mite a cui è seguito un agosto con temperature molto elevate, creando la condizione perfetta tanto a livello sanitario quanto nell’equilibrio tra zuccheri e acidità, che resta ben presente. Ci sono tutti i presupposti affinché il quadro aromatico possa sviluppare un bouquet ricco ed elegante, con un picco importante di aromi terpenici e con premesse di un vino dalla bollicina fine ma con una bella grassezza, sviluppandosi in un finale asciutto e mai dolciastro, pienamente nello stile del Nivole”.

Note di Vinificazione 

Dopo la raccolta manuale, l’uva intera subisce una pressatura soffice e in seguito il mosto viene stoccato in acciaio a -2°C. Segue una lenta fermentazione in autoclave a temperatura controllata fino al raggiungimento di 5 gradi alcolici. Durante questo processo parte dell’anidride carbonica sviluppata durante la fermentazione rimane “intrappolata” nel vino regalandogli la sua naturale lieve effervescenza. Prima dell’imbottigliamento il vino è quindi stato sottoposto ad una micro-filtrazione per donargli trasparenza, purezza ed impedire ogni ulteriore fermentazione in bottiglia.

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