Prosek/2: Federvini e Unione Italiana Vini vanno all’attacco

Caso Prosek: anche Federvini e Unione Italiana Vini scendono in campo contro la richiesta della Croazia pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. La questione è più che rovente. L’attacco al Prosecco Italiano è tanto palese quanto preoccupante, dal momento che il mercato vale 2 miliardi di euro l’anno, la metà dei quali derivano dall’export (sui mercati esteri sono vendute 370 milioni di bottiglie delle tre denominazioni).

Federvini: coordinamento della filiera

Federvini chiede che venga dato immediato avvio a un coordinamento tra i rappresentanti della filiera coinvolta e il Governo per opporsi alla domanda. Lo fa nel ribadire che tale formulazione va considerata inaccettabile in quanto altro non è che un tentativo imitazione della denominazione “Prosecco” che identifica una denominazione di origine riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo, e che ogni tentativo di emulazione o indebolimento di tale denominazione deve essere respinto con forza, Federvini chiede che venga dato immediato avvio a un coordinamento tra i rappresentanti della filiera coinvolta e il governo per opporsi alla domanda. “È superfluo sottolineare quanto il termine Prošek oltre a essere chiaramente illegittimo, sarebbe fortemente fuorviante per i consumatori internazionali e penalizzante per l’export dei produttori italiani”, ha dichiarato Micaela Pallini, presidente di Federvini. “Stiamo assistendo ad un assalto alla nostra cultura e alla nostra storia, oltre che alla chiara evocazione di un nostro prodotto fortemente identitario. La federazione chiede di reagire come sistema paese e in tal senso auspicalo sviluppo di un’azione che veda coinvolti tutti i rappresentanti della filiera in coordinamento con il governo e in particolare con il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli”. 

Unione Italiana Vini: fare squadra in Europa

Anche Unione Italiana Vini (Uiv) condivide la linea tracciata dal titolar del dicastero. Assieme al gruppo di lavoro istituito dal sottosegretario Gian Marco Centinaio, Uiv collaborerà alla difesa comune in sede Ue convinta che gli obiettivi italiani siano gli stessi dei grandi Paesi produttori europei, perché in gioco c’è la credibilità del modello europeo di tutela dei prodotti agroalimentari. Per questo Uiv farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinché presentino anch’esse mozioni contrarie all’indicazione della Commissione. Il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek. Secondo Unione italiana vini – che rappresenta l’85% dell’export di vino del Belpaese –, i temi centrali da far valere nell’opposizione formale sono quelli indicati oggi dal ministro. Il nome Prosek, che tra l’altro al contrario del Prosecco nulla ha a che fare con una località geografica, richiama inevitabilmente, per un ‘consumatore normalmente informato’, le bollicine del nostro Paese. Come ricordato nella recente sentenza “Champanillo” della Corte di Giustizia ‘l’esistenza di un’evocazione può essere valutata anche con riferimento ai consumatori di un solo Stato membro’. Un’affinità fonetica e visiva palese e contraria ai dettami di tutela vigenti nell’impianto normativo di Bruxelles.

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