Primitivo di Manduria: vendemmia posticipata, ma ottima qualità delle uve

Buone notizie per il Primitivo di Manduria. E questo nonostante la vendemmia sia stata posticipata rispetto ai tempi tradizionali. Infatti, il riscontro è stato più che soddisfacente. Non solo: la qualità delle uve è stata ottima. A confermarlo è Mauro di Maggio il presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. 

Primitivo, una storia antica

Situata sulle murge tarantine, Manduria è nota anche come “Città dei Messapi” e del “Primitivo”. Fondata dai Messapi, porta ancora numerose testimonianze del suo antico passato, come testimoniato dal grande Parco Archeologico, le 1.200 tombe della necropoli e la suggestiva Fonte Pliniano. In questo contesto climatico, su terreni calcarei e argillosi, in parte battuti da leggere brezze marine, trova il suo habitat naturale il Primitivo, che porta con sé nel bicchiere i profumi e le suggestioni storiche di un territorio tutto da scoprire. “Abbiamo iniziato a vendemmiare con circa 10 giorni di ritardo”, ha Mauro di Maggio. “La qualità delle uve si è dimostrata subito eccellente dal punto di vista fitosanitario. Inizialmente abbiamo pensato a un’annata incerta, a causa delle elevate temperature di luglio ed agosto. Ma, alla fine, tecnologia e competenza ne hanno salvato la qualità”.

L’impegno di vignaioli e aziende

La raccolta delle uve ha riguardato prima le zone costiere, subito dopo gli alberelli e, infine, gli impianti a Guyot o a cordone speronato. “Ci tengo davvero a ringraziare tutti i vignaioli e gli addetti ai lavori che hanno dedicato anima e corpo alla raccolta dell’uva e alla tecnologia in vigna”, ha concluso Mauro di Maggio. “Ma ancor più dico grazie alle nostre aziende che, con passione e abili capacità, producono questo vino straordinario. Un’eccellenza che ha conquistato e sta conquistando rilevanti e importanti quote di business e di mercato”.

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