Caso Prosek: le audizioni con la Nona Commissione del Senato

Il caso Prosek continua a tenere banco. Si lavora nei palazzi della politica e a livello istituzionale per delineare in maniera efficace la linea operativa da portare avanti in sede europea a tutela del Prosecco Italiano.

Nella mattinata di oggi 5 ottobre, presso la Nona Commissione del Senato, si è svolto l’incontro con i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e degli organismi della cooperazione, del Consorzio Tutela Vini Asolo Montello, del Consorzio Tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco e gli Assessori all’agricoltura del Veneto, del Friuli-Venezia-Giulia e del Piemonte. Una seconda seduta è prevista per raccogliere le voci e i pareri anche del Presidente dell’Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Marina Montedoro.

Prosek: l’Italia a difesa serrata del Prosecco

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della richiesta da parte del governo croato per un riconoscimento del Prosek, l’Italia si sta muovendo in modo solerte, oltre che compatto. E anche dalle audizioni di oggi in Senato è giunto un segnale forte per tutta la filiera del mondo vitivinicolo.

Lo ha espresso Elvira Bortolomiol,  presidente del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – ai margini di una conferenza nel corso della Milano Wine Week. “Abbiamo ricevuto grande ascolto e attenzione da parte dei componenti la Nona Commissione. Ho ribadito la centralità del Prosecco Italiano, che va ben al di là di una semplice produzione. Stiamo parlando di un territorio che, con le sue colline, diventato Patrimonio dell’Unesco e che dunque ha nel suo DNA riconosciuto una storia vera e solida di oltre 200 anni. Il Prosecco è una bandiera per l’Italia del vino. E gli esponenti politici italiani hanno confermato la netta presa di posizione a tutela, affinché l’Ue non commetta errori. Ancor più perché si darebbe il via a un eventuale “casus” che potrebbe intaccare anche altre tipologie di prodotti patrimonio di altri Paesi”.

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