Milano Wine Week 2021: il giudizio di WineCouture

L’appuntamento della conferma. L’occasione per dare seguito a quanto visto 12 mesi fa su questi stessi schermi e capace di allargare, di molto, gli orizzonti del mero evento fisico. Il rendez-vous del vino in una città desiderosa di tornare a brillare, un passo alla volta, ancora cautamente, ma con un incedere inesorabile. E dopo nove intensi giorni, il bicchiere, o meglio sarebbe dire il calice, è mezzo pieno nel giudizio che si offre di quella che è stata l’edizione 2021 della “nuova” Milano Wine Week.

Una Milano Wine Week ambiziosa, ma anche dispersiva

“Nuova”, non per una questione temporale, trattandosi ormai del quarto appuntamento, ma perché arrivata dopo l’edizione “zero” del 2020, con il suo totale restyling del format seguito a quelli che sono stati gli eventi pandemici. 

Dunque, era un corso, il 2021, chiamato a ribadire la ventata di freschezza che aveva caratterizzato l’evento un anno fa. E sotto questo profilo, le occasioni in agenda per definire un salto di qualità non mancavano.

Anzi, a posteriori, c’è da osservare come davvero molti fossero gli appuntamenti in calendario, e di profondo interesse, ma la voglia di coinvolgere e allargare ha inevitabilmente comportato una certa dispersione. 

E questo aver messo così tanto sul piatto, se da una parte è segno di vitalità e non celate ambizioni, dall’altra comporta il dover fare i conti con l’inevitabile querelle di una serrata rendicontazione sulle presenze. Ma, come detto, giudicando nel merito non ci si può che fissare sul bicchiere mezzo pieno, perché non si scordi di come, da oggi, Milano Wine Week si sia dotata di due anime: quella tradizionale e consolidata legata al grande pubblico, richiamato come sempre in forze dalle tante occasioni di consumo e d’incontro con il vino in giro per la città, e il nuovo volto B2B, con l’esordio di Wine Business City, compendio in loco alle masterclass in diretta col mondo da Palazzo Bovara. 

Come è andata Wine Business City: le luci e le ombre

Allo stato attuale dell’arte, però, sarebbe un errore nascondere come di strada su questa seconda strada del B2B ce ne sia ancora molta da fare a Milano. Se le masterclass, infatti, hanno vissuto della rinnovata vitalità delle aziende e dei consorzi che hanno scelto di presentarsi sul proscenio milanese per ribadire che il vino italiano non si è fatto piegare neanche dalle problematiche insorte a causa della pandemia, l’appuntamento del Megawatt Court ha subito tutte le difficoltà di una prima, con luci e ombre. 

Nulla che non possa essere implementato, sia chiaro, correggendo con ancora maggiori spirito e iniziativa quanto non ha “brillato” in termini di incoming e funzionalità della location. E, come ci è stato anticipato, sulle criticità si è già deciso d’intervenire da parte dell’organizzazione, rimanendo fedeli all’impostazione strettamente B2B che continuerà a connotare Wine Business City e il suo piano di sviluppo, ma operando una messa a punto con investimenti mirati sul coinvolgimento di operatori italiani ed esteri, oltre che individuando una nuova “casa” alla kermesse. 

Specificato questo, le tante note di merito: a iniziare dal successo dei diversi forum, tra innovazione e sostenibilità, e di un appuntamento come quello con il Premio Carta Vini Italia, riservato agli esercizi di somministrazione, e il Premio Selezione Retail, dedicato all’universo della vendita al dettaglio: un’occasione che ha radunato i grandi protagonisti dei due mondi, andando a evidenziare la scintilla, quel quid che rende ogni proposta speciale. Ed è stata una vera festa quella cui si è assistito al Megawatt Court il giorno della consegna dei riconoscimenti.

Uno dei grandi successi di Milano Wine Week 2021 è stato indubbiamente la grande festa del Premio Carta Vini Italia, riservato agli esercizi di somministrazione, e del Premio Selezione Retail, dedicato all’universo della vendita al dettaglio
Uno dei grandi successi di Milano Wine Week 2021 è stato indubbiamente la grande festa del Premio Carta Vini Italia, riservato agli esercizi di somministrazione, e del Premio Selezione Retail, dedicato all’universo della vendita al dettaglio

Il bicchiere mezzo pieno: le aziende e i consorzi protagonisti di un grande spot per il vino italiano

Dei gioiosi momenti di scambio sono stati anche le molte degustazioni, i vernissage e i rendez-vous inusuali che hanno scandito la settimana del vino milanese: iniziando dalle perlé dell’Oltrepò Pavese, che hanno aperto grazie al Consorzio i tasting all’ombra della Madonnina, per poi passare alle Rive in verticale, viaggio a ritroso nel tempo proposto da Masottina con il suo Prosecco Superiore, e la celebrazione di creatività, talento e vino tricolore offerti dall’installazione Falling Dreams realizzata dal collettivo None per Pasqua Vigneti e Cantine.

E ancora: l’appuntamento, sempre in compagnia della famiglia Pasqua, con la scomposizione delle due edizioni di Hey French, il primo bianco multivintage italiano, o con lo svelamento, da parte della famiglia Bolla, del nuovo Prosecco Docg Valdobbiadene Biologico firmato Valdo

Continuando poi con l’immersione nella grande bellezza della Valpolicella, tra Classica e Orientale, di Sartori, e nelle Langhe, in un viaggio didattico spazio-temporale con le diverse sfumature di Barolo di Marchesi di Barolo. Per concludere, infine, con l’international breakfast fuori dagli schemi con Daniel Canzian e il primo Cru del Prosecco Superiore di Asolo firmato da Montelvini e con l’annata 2019 in Collio nell’interpretazione gourmet che ne ha offerto Borgo Conventi

Cartoline di un bicchiere mezzo pieno, specchio fedele di un comparto che pensa al domani che lo aspetta.

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