Caso Prosek, Centinaio: “Pronta la risposta dell’Italia”

Tutto è quasi pronto per la controffensiva italiana sul caso Prosek. Ad annunciarlo è il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, il senatore Gian Marco Centinaio. Che puntualizza: “I lavori del gruppo incaricato di mettere a punto l’opposizione alla domanda di protezione della menzione tradizionale croata Prosek avanzano secondo i tempi stabiliti. La prossima settimana saranno ultimate le valutazioni e la redazione del testo in sede ministeriale e vi sarà un ulteriore confronto a distanza con tutte le componenti interessate”. Fissata anche la data dell’appuntamento: il 2 novembre prossimo, per la riunione definitiva con Regioni, Consorzi, associazioni professionali e vitivinicole finalizzata a stabilire le linee guida della risposta italiana sul caso internazionale.

Il 2 novembre, il Sistema Italia si riunisce a Venezia per rispondere sul caso Prosek

“La riunione finale del gruppo si terrà a Venezia il prossimo 2 novembre”, spiega Centinaio, “hanno già assicurato la partecipazione tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati alla tutela della Dop Prosecco che costituisce un’eccellenza italiana, segno di identità territoriale e di distintività a livello mondiale”. 

Il Sistema Italia, dunque, intende muoversi compatto in questa occasione. “Gli italiani e il Sistema paese non possono consentire e non permettono a nessuno che gli elementi caratteristici dell’identità nazionale e territoriale possano essere oggetto di goffi tentativi di imitazione e speculazione economica”, conferma l’esponente leghista del Governo.

Le ragioni del Belpaese contro le richieste croate

Secondo le direttive del ministro Patuanelli e del sottosegretario con le deleghe al vino Centinaio, il gruppo di lavoro sta approfondendo alcuni assi nella manica da portare in sede europea per opporsi alla ratifica del riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek.

Tra i motivi di opposizione, in particolare si segnalano quelli dell’incompatibilità con le norme sulle menzioni tradizionali con particolare riferimento alla questione della omonimia tra la menzione “Prosek” e le Dop “Prosecco”, “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” e “Colli asolani – Prosecco” o “Asolo – Prosecco”. 

Ulteriore attenzione, infine, si pone alla tutela delle Dop e Igp nell’Unione Europea e a livello internazionale anche in ambito Trips, nonché alla preesistente richiesta croata di protezione della menzione Prošek nell’ambito dei negoziati di adesione della Croazia all’Ue.

Secondo le direttive del ministro Patuanelli e del sottosegretario con le deleghe al vino Centinaio, il gruppo di lavoro sta approfondendo alcuni assi nella manica da portare in sede europea per opporsi alla ratifica del riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek
Secondo le direttive del ministro Patuanelli e del sottosegretario con le deleghe al vino Centinaio, il gruppo di lavoro italiano sta approfondendo alcuni assi nella manica da portare in sede europea per opporsi alla ratifica del riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek

Centinaio: “Obiettivo task force ministeriale perché casi simili non si ripetano”

“L’agroalimentare è una nostra eccellenza e fa grande l’Italia. Tra le deleghe che ho come sottosegretario una a cui tengo in modo particolare è quella sulle Denominazioni, perché sono convinto che siano uno dei punti di forza del nostro paese. Purtroppo sono sempre più spesso sotto attacco, e non solo perché le multinazionali pensano che sia più facile produrre in grossi stabilimenti in giro per il mondo o in un laboratorio ma, ahimè, anche perché certe politiche vengono agevolate dall’Europa. Per non parlare poi dell’italian sounding, che ogni anno sottrae alla nostra economia decine di miliardi di euro”, conclude Centinaio

“Il lavoro che stiamo portando avanti è quello di valorizzare, promuovere, tutelare e difendere il nostro agroalimentare. Lo stiamo facendo per il Prosek. Ma l’obiettivo è dar vita e istituzionalizzare al ministero una task force per non rincorrere i problemi, ma essere subito operativi se si dovessero ripetere situazioni simili. Una task force che mi auguro possa diventare interministeriale coinvolgendo anche il Mise, il ministero degli Esteri e quello della Salute così da poter essere di supporto ai consorzi, ai produttori e alle eccellenze del made in Italy”.

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