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Marilisa Allegrini: la Signora dell’Amarone ora è Cavaliere

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La Signora dell’Amarone vestirà le insegne di una delle più prestigiose onorificenze assegnate dalla Repubblica Italiana: quella di Cavaliere “Al Merito del Lavoro”. Al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 26 ottobre il vino italiano ha celebrato il conferimento del prestigioso titolo a Marilisa Allegrini, produttrice simbolo della Valpolicella. La cerimonia ha visto la consegna delle onorificenze a tutti i Cavalieri nominati il 2 giugno 2020 e 2021.

Marilisa Allegrini: “Il premio alle imprese è un messaggio di forza e speranza”

“La nomina a Cavaliere del Lavoro”, sottolinea Marilisa Allegrini, “mi onora, dà lustro al mondo dell’agricoltura, alla mia Famiglia ed ai miei collaboratori, oltre a premiare un lungo impegno personale sviluppatosi nei mercati di tutto il mondo, oggi definitivamente conquistati dal vino italiano”. 

“La bellissima cerimonia al Quirinale ha coinvolto i premiati del 2020 assieme a quelli del 2021, gli anni che ricorderemo come i più duri e difficili della pandemia. Ma essi segnalano, come spesso ha sottolineato il Presidente Mattarella, anche la voglia di riscatto delle imprese che hanno saputo e voluto coniugare etica del lavoro e spirito d’innovazione, senza badare a rischi e sacrifici: un messaggio di forza e di speranza”.

Marilisa Allegrini, la Signora dell'Amarone, è una delle produttrici simbolo della Valpolicella
Marilisa Allegrini, la Signora dell’Amarone, è una delle produttrici simbolo della Valpolicella

Ritorno al Quirinale dopo il Premio Leonardo Qualità Italia 2019

Marilisa Allegrini torna a Roma dopo che lo scorso 29 settembre, sempre al Quirinale, aveva visto lei assegnato un altro importante riconoscimento, il Premio Leonardo Qualità Italia 2019, conferito a quattro eccellenze del made in Italy di diversi settori industriali. 

Anche in quel caso, la cerimonia si era svolta alla presenza del Presidente della Repubblica, con la realtà veneta che era stata premiata dal Comitato Leonardo, presieduto da Luisa Todini, come “azienda familiare dedita alla produzione del vino da generazioni ed impegnata in prima linea nella valorizzazione e promozione della Valpolicella”.

“Sapere di essere una delle eccellenze del nostro Paese”, aveva condiviso in quella occasione Marilisa Allegrini, “mi riempie di orgoglio e mi infonde ulteriore energia a fare sempre meglio”. 

E poi aveva raccontato:

Provengo da una famiglia di agricoltori che ha dedicato la propria attività alla produzione di vino. Mio padre Giovanni mi ha insegnato a coniugare il concetto di impresa alla valorizzazione del territorio, nel mio caso la Valpolicella. Con questo principio nel cuore nel 1983, io e miei fratelli abbiamo preso il timone dell’azienda e l’abbiamo fatta diventare una delle realtà qualitative più importanti dell’enologia italiana”. 

“Nel 2001 ho messo radici in Toscana, prima a Bolgheri e poi a Montalcino. Nel 2008 ho realizzato un mio sogno con l’acquisto di Villa della Torre, uno degli esempi più belli del Rinascimento italiano, opera del Maestro Giulio Romano”. 

Con lo sguardo imprenditoriale femminile che rappresenta tanta parte del successo del made in italy nel mondo, a partire dal 1983 mi sono dedicata alla promozione dei vini prodotti dalla mia famiglia. E l’ho fatto girando il mondo e narrando con amore e passione quanto il vino si sposi con l’arte, la cultura, la storia e la bellezza del nostro Paese. Per cui con orgoglio posso davvero affermare di esserne diventata ambasciatrice”. 

Dopo questo anno pieno di sfide e di incognite, sento che dobbiamo cavalcare l’ottimismo della rinascita perché questa nostra amata Italia è pienamente titolata ed ha tutte le risorse per superare un momento così difficile della storia dell’umanità. Io continuerò a svolgere il mio compito con impegno e determinazione, memore del passato, consapevole del presente e con uno sguardo ottimista al futuro. Questo è l’impegno che noi tutti dobbiamo prendere di fronte alle generazioni future, confidando di arrivare ad essere un Paese migliore”.

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