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Vino e musica, a ogni canzone un calice: assaggi Pop per il weekend

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Vino e musica. Un modo diverso di raccontare quel che possiamo trovare dentro un calice. E renderlo ancora più Pop. La strana coppia: una canzone e una bottiglia. I protagonisti degli assaggi musicali di WineCouture.

Che il vino sia da sempre un fulcro e centro per il quale passano infinite rette è indiscutibile. Sia linguaggio, storia, tecnica, innovazione, tradizione, arte: e chi più ne ha, più ne metta. 

Su quella sacra arena di confronto che è la tavola, dove tutti sediamo allo stesso livello, la bottiglia arbitra perfettamente ogni nostro discorso, ogni nostro pensiero, e il sacro e il profano finalmente s’incontrano. 

Sulla falsa riga di questi momenti e questi pensieri ci si scioglie e ci si spoglia anche un po’, la vita diviene più leggera, si perde il controllo senza perdere lo stile e tutti quanti possiamo sentirci davvero delle rock star. 

Dunque, in un pomeriggio d’ottobre eccoci a creare la nostra Hit Parade, playlist vinosa. Quella riproducibile e riassaggiabile, ad oggi forse l’abbinamento migliore mai fatto e che vi sfidiamo a replicare.

Vino e musica: la prima hit parade di WineCouture in sei etichette

Ecco la nostra playlist per un weekend all’insegna della scoperta e del buon vino, tutto con il giusto sottofondo musicale.

  • Black – Pearl Jam: Coche Dury Bourgogne Pinot Noir

Nel 1991 i Pearl Jam pubblicano Ten, l’album d’esordio che proietta la band di Eddie Vedder sul palco del grunge di successo degli anni 90’. Fra gli straordinari brani che compongono questo album senza tempo, Black è senza dubbio l’opera più emozionale e intima dei PJ. 

Le parole, la musicalità del brano ci richiamano al palato sapori di Borgogna e quel Pinot Nero d’eccellenza che il Domaine Coche Dury ci regala a suon di sensazioni terrose, di pelle e caffè, che colpiscono il palato e il cuore, giù in profondità come le parole di Vedder. 

  • San Tropez – Pink Floyd: Paltrinieri Lambrusco di Sorbara Doc Radice 

La quarta traccia del celebre album Meddle, pubblicato nel ‘71 dalla band britannica, è una vera e propria critica, anche se velata ed a tratti ermetica, del troppo lusso offerto dalla cittadina francese sulla Costa Azzurra. 

La sua composizione, interamente accreditata al genio folle di Waters, è un vero sottofondo estivo, da cuor leggero che richiama al palato la frutta, l’acidità e la freschezza che solo un buon rifermentato come questo può darci quando si ha voglia di bere qualità, artigianalità e semplicità a cuor leggero

  • A Case of You – Joni Mitchell: Scarzello Barolo Sarmassa Vigna Merenda 

Dall’eterno album Blue del 1971 spicca l’iconica e immortale A Case of You della chitarrista canadese Joni Mitchell. Un brano che non si dimentica. Qui, la Mitchell, descrive il potere che questo sentimento ha su di lei in termini religiosi, paragonandolo al vino della comunione e facendo sembrare questo amore molto più profondo di una normale avventura. 

Fa capolino anche, ad inizio brano, l’amore carnale, che da subito richiama al nostro palato sensazioni calde e avvolgenti, rosse e potenti. La peonia, la cipria, e una punta di tabacco. 

  • Centro di Gravità Permanente – Franco Battiato: Champagne Jean Vesselle Oeil de Perdrix 

Una canzone che funziona, magicamente, per un misto di maestria della scrittura ma soprattutto per un’alchimia perfetta tra il mondo colto e quello irriverente e poi giocoso tipici della natura di Battiato. La fusione fra la finzione e la realtà, un ritmo effervescente ed elitario. Il mix perfetto. 

Ballarla, ascoltarla, cantarla ci smuove l’anima i sensi e ci proietta in un calice rosa salmone, vibrante, eccentrico ed elegante. Una bollicina, questa di Jean Vesselle che incornicia un tempo antico ma anche moderno, una bolla alla ricerca del sé. 

Vino e musica: un modo diverso di raccontare il vino. E renderlo ancora più Pop
Vino e musica: un modo diverso di raccontare il vino. E renderlo ancora più Pop
  • Ob-La-Di, Ob-La-Da – Beatles: Alessio Brandolini Luogo d’Agosto Brut Nature 

Una sorta di favola moderna con lieto fine, in cui la protagonista non è una principessa ma canta in una band, mentre il suo compagno anziché essere un cavaliere lavora al mercato. Ma s’innamorano come nelle fiabe: lui le compra un anello da sogno, si sposano, hanno due bei bambini: e vivranno felici e contenti, tra i toast e la musica pop. 

È il ’68, i Beatles sono in studio di registrazione a provare quella che verrà considerata il primo esempio di “raggae bianco”: una canzone spensierata, allegra e con un “the end” comune e desiderabile. Ci richiama la vivacità del momento, un Pinot Nero d’Oltrepò carico di freschezza, frutto con una nota di lievito sul finale a dare consistenza, un bel lieto fine.

  • Vento d’Estate – Max Gazzè Niccolò Fabi: Girolamo Russo Etna Bianco Nerina

Nell’anno 1998, due cantautori italiani ci regalavo un vento d’estate, discorrendo sulla bellezza e la possibilità di poter scegliere che direzione dare alla propria vita e ad un viaggio. Un canto alla leggerezza e al conforto che solo il vento estivo può dare. 

E sulle note di questo duetto soft rock la voglia di dissetarsi al tramonto è forte, magari con un vino che richiama i sentori marini, freschi e slanciati. Con una confortante nota fumé e di limone e quell’energia perfetta che serve per rinfrescarsi seduti intorno ad un falò, sulla spiaggia, nel caldo vento d’estate.  

Questi i nostri consigli, ora non vi resta che alzare il volume e riempire i calici. Buon ascolto, buona degustazione e buon weekend all’insegna di vino e musica.

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