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Caso Prosek: il governatore veneto Zaia svela le carte per bloccare il riconoscimento Ue

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Lo aveva detto e promesso. Sul caso Prosek, il governatore del Veneto Luca Zaia cala sul tavolo le carte per bloccare il riconoscimento Ue. La cosiddetta pistola fumante. “Come ho anticipato i documenti parlano chiaro. Mi riferisco a tavole e riferimenti storici rinvenuti grazie al lavoro della task force messa in campo dalla nostra regione. La storia del Prosecco è una, chiara, italiana, risale al lontano 1382 e che non ha mai in realtà interessato il territorio croato”. 

“Il Prosek non esiste”

Parole chiare e nette quelle del “doge” che fanno da preludio al Tavolo Tecnico Specifico convocato per il prossimo 2 novembre a Venezia.

Una sorta di grande riunione che vedrà coinvolte tutte le parti interessate della filiera, che da questa situazione (e giustamente) stanno patendo non poca apprensione.

Il consesso di Venezia darà in sostanza vita a una sorta di “preliminare cabina di regia” alla presenza del viceministro Gian Marco Centinaio (che ha la delega proprio sul vino).

Nella riunione è anche previsto che si vadano a delineare le azioni formali da attivare in sede europea. Già, perché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della richiesta di riconoscimento per il Prosek da parte dell’esecutivo di Zagabria ha mandato in fibrillazione diverse cancellerie.

La faccenda è solo in apparenza tutta italiana. Potrebbe diventare una sorta di “casus belli” o più semplicemente di “precedente” destinato ad allargarsi a macchia d’olio tra i 27 Stati Membri.

Prosecco, una storia solo italiana

L’Italia è compatta e pronta a tenere il punto a tutela del Prosecco, un patrimonio indiscusso (anche in termini economici e non solo valoriali, storici e culturali).

Come accennato di Prosecco si parla fin dal XIV secolo. Le ricerche hanno fatto emergere che la data esatta risale al 20 settembre 1382. Allorché Trieste – siglando a seguito dell’ingresso nei domini austriaci – si impegnava a consegnare ogni anno ben 100 orne del miglior vino di Prosecco al Duca d’Austria.

Prosek
 La città di Prosecco, non lontana da Trieste, era stata chiamata Proseck proprio a seguito dell’assoggettamento austriaco.

Prosecco è stato quindi un vocabolo in uso nei secoli successivi a identificare proprio un vino specifico proveniente tanto dal Friuli-Venezia-Giulia quanto dal Veneto. Su queste fondamenta è quindi giunto anche il riconoscimento della Doc Prosecco con Decreto del 17 luglio 2009. Che è stato adottato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali all’epoca guidato proprio da Luca Zaia.

Ma la storia racconta anche di altri elementi che depongono in favore dell’italica specialità e denominazione, che nulla ha a che fare con la Croazia. Un esempio? La città di Prosecco, non lontana da Trieste, era stata chiamata Proseck proprio a seguito dell’assoggettamento austriaco. Un’altra carta geografica del 1770 del territorio friulano, quindi, utilizza la denominazione italiana Prosecco. 

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