Caso Prosek, Federvini: “Governo trovi alleati a Bruxelles”

Sul caso Prosek si leva la voce della filiera del vino italiano. Se chiara è la posizione del Governo, che con il sottosegretario Centinaio parla di tentativo maldestro da parte della Croazia di copiare la nostra Dop più importante, contro il riconoscimento come menzione tradizionale della produzione croata in ambito comunitario si schiera apertamente anche Federvini.

La battaglia contro il Prošek non è solo un confronto tra Croazia e Italia, tra chi intende approfittare del successo della Denominazione italiana per ritagliarsi un angolo di mercato e chi, come il nostro Paese, intende difendere con le unghie e con i denti la legittimità dei propri diritti”, dichiara il direttore generale Vittorio Cino

“È questo, ma è anche una questione di principio che dovrebbe allarmare non solo l’Italia ma tutti i Paesi europei che hanno un patrimonio di denominazioni da difendere”.

Dura la posizione di Federvini contro il tentativo croato di danneggiare il Prosecco attraverso il riconoscimento della menzione tradizionale Prosek
Dura la posizione di Federvini contro il tentativo croato di danneggiare il Prosecco attraverso il riconoscimento della menzione tradizionale Prosek

Cino (Federvini): “Su Prosek, intensificare pressione politica su Ue con francesi, spagnoli, portoghesi e tedeschi”

Il tentativo croato arriva solo dopo otto anni dalla presentazione ufficiale della domanda, quando il 22 settembre scorso la Commissione Europea ha sorprendentemente consentito l’avvio dell’iter formale di ricevimento.  

“Abbiamo già posto la questione a Bruxelles con la nostra associazione di categoria europea, chiedendo e ottenendo una presa di posizione forte nei confronti della richiesta croata”, prosegue Cino, “adesso intensificheremo il dialogo con i nostri omologhi francesi, spagnoli, portoghesi e tedeschi, affinché anche la pressione politica sulla Commissione Europea sia massima”. 

“È necessario che, oltre alla predisposizione di una completa ed esaustiva memoria tecnico-giuridica, il Governo eserciti il suo sforzo politico per cercare alleati a Bruxelles, trasformando il confronto italo-croato in una battaglia a tutto campo per la tutela della politica europea di difesa e valorizzazione dei prodotti di qualità”.

L’opposizione italiana sarà inviata agli uffici della Commissione Europea entro la scadenza fissata al 21 novembre prossimo.

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