Uiv: “Su Prosek atteggiamento bicefalo Commissione Ue”

Sulla vicenda Prosek, Unione Italiana Vini (Uiv), che con i suoi associati rappresenta circa il 75% della produzione e imbottigliamento di Prosecco, si dichiara particolarmente sorpresa e preoccupata dall’approccio “bicefalo” assunto dalla Commissione Ue nel suo compito di difensore del sistema delle Indicazioni geografiche che essa stessa ha contribuito a creare. 

Da un lato, infatti, sostiene Uiv, Bruxelles conduce un importante lavoro a livello internazionale per proteggere le Denominazioni di origine europee negli accordi con i Paesi terzi, dall’altro, vorrebbe consentire il riconoscimento di una menzione omonima che evoca la denominazione Prosecco proprio in ambito comunitario. 

Con il risultato di indebolire la protezione e la reputazione di una delle Dop di maggiore successo, che da sola rappresenta un terzo delle importazioni mondiali di vino spumante e oltre l’80% degli sparkling imbottigliati in Italia (525 milioni di bottiglie).

Nonostante caso Prosek, continua a crescere l’export di Prosecco nel 2021: toccata quota 700 milioni di euro

In occasione della riunione conclusiva di ieri a Venezia da parte del gruppo di lavoro sul dossier Prosek, l’associazione di settore ha reso manifesta la propria posizione, evidenziando come l’eventuale riconoscimento del vino croato con menzione tradizionale omonima non rappresenterà solo un inganno ai consumatori, ma avrà anche l’effetto di diluire e sfruttare la reputazione e il riconoscimento creati negli anni da un’Indicazione geografica anche attraverso ingenti investimenti, compresi quelli effettuati per proteggere il nome dalle violazioni, sia in ambito comunitario sia nei Paesi terzi. 

Un lavoro, quello del Prosecco, che ha determinato un effetto traino nell’export del made in Italy enologico con una crescita delle vendite degli spumanti tricolori del 400% negli ultimi 20 anni.

L’Osservatorio del vino Uiv registra inoltre un’impennata dell’export nei primi sette mesi del 2021, con il Prosecco che è cresciuto a valore del 32% per un corrispettivo vicino ai 700 milioni di euro.

Paolo Castelletti ed Ernesto Abbona, segretario generale e presidente Uiv, si schierano col comparto contro il Prosek
Paolo Castelletti ed Ernesto Abbona, segretario generale e presidente Uiv

Uiv: “Caso Prosek conferma la capacità Italia a far squadra”

Uiv, che plaude al ministero dell’Agricoltura, al sottosegretario, Gian Marco Centinaio, e al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per il metodo di lavoro e di condivisione adottati, sottolinea con soddisfazione infine come tutti i soggetti istituzionali coinvolti siano riusciti a far squadra, a lavorare come sistema Paese. 

“Un segnale”, si afferma da Unione Italiana Vini, “che l’immagine del vino come settore frammentato e diviso, figlio di 100 campanili e oltre 500 denominazioni, non corrisponde alla realtà e appartiene a una narrativa che fa comodo a chi vuole il comparto debole”. 

Da parte sua, Uiv ribadisce il proprio impegno, come concordato con il Mipaaf, non solo a manifestare direttamente questa contrarietà al commissario all’Agricoltura Wojciechowski, ma anche coinvolgendo i propri partner internazionali, in primo luogo il Comité Vins che rappresenta le imprese vitivinicole europee.

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