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Orcia Doc: 2021 “vendemmia resiliente” per il vino toscano

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È il momento di resoconti e dati, di valutare la vendemmia 2021 in un contesto di grande fiducia sia per la qualità del raccolto, sia per i primi segnali di ripartenza dopo il difficile periodo dovuto al Covid-19. Ed è questo quanto fatto anche dall’Orcia Doc dopo una raccolta che la Denominazione toscana definisce “vendemmia resiliente”.

Nonostante le avversità climatiche, che hanno causato un calo produttivo di circa il 15% rispetto al 2020, per la Doc che si sviluppa lungo 13 comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena) la qualità è senza dubbio ottima. 

L’andamento dell’annata della Orcia Doc

“Negli ultimi anni il clima ha condizionato sempre di più il raccolto”, spigano i vertici della Denominazione toscana. “Nel nostro territorio le gelate primaverili hanno colpito maggiormente le aziende della zona più bassa della Val d’Orcia, dove le viti erano già in germoglio. Mentre il gelo è stato ininfluente sia per le vigne disposte sul versante nord dell’Amiata, il cui germogliamento era indietro, sia per le varietà tardive come il Merlot, Foglia Tonda, e Sagrantino”. 

“Il caldo però e la siccità estiva hanno messo a dura prova le viti riducendo il calibro degli acini e il peso dei grappoli. Poi nella fase finale della maturazione dell’uva c’è stata un’alternanza di notti fredde e giornate calde. Un vero e proprio toccasana che permetterà al vino di avere un eccellente ricchezza aromatica”.

Calo produttivo di circa il 15% rispetto al 2020 per la Orcia Doc, ma ottima qualità delle uve
Calo produttivo di circa il 15% rispetto al 2020 per la Orcia Doc, ma ottima qualità delle uve

Nelle vigne dell’Orcia Doc la vendemmia è iniziata gli ultimi giorni di agosto per terminare nella prima metà ottobre.

Le prime varietà raccolte sono state le uve bianche, seguite dalle uve utilizzate per la “base spumante”. A metà settembre i vignaioli sono stati impegnati con il Merlot e Syrah, e nei giorni successivi con il Sangiovese, vero protagonista dei vini Orcia Doc. La vendemmia si è conclusa con il raccolto nei vigneti del Foglia Tonda, Sagrantino, Sanforte e Petit Verdot.

L’anima della vendemmia in Val d’Orcia

In Val d’Orcia la vendemmia avviene in maniera tradizionale: muniti di forbice e cesto si va avanti lungo i filari raccogliendo manualmente i grappoli. Ma ci sono anche aziende che rispetto al passato hanno modificato i loro metodi. “Prima facevamo single vineyard”, spiega la presidente Donatella Cinelli Colombini, “ora facciamo la vendemmia collage selezionando uve della stessa varietà con uguale livello di maturazione ma da appezzamenti diversi”. 

“C’è molto più rispetto del frutto e le attività enologiche sono ridotte al minimo per lasciare fare alla natura. Anche in vigna siamo bio e c’è molta più cura e manualità di prima”.

Vino Orcia Doc: cosa dice il disciplinare 

La Denominazione Orcia nasce il 14 febbraio 2000. Il disciplinare di produzione prevede la tipologia Orcia (uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese), l’Orcia Sangiovese (con almeno il 90% di Sangiovese) entrambe anche con la menzione Riserva in base a un prolungato invecchiamento (rispettivamente 24 e 30 mesi tra botte di legno e bottiglia). 

Fanno inoltre parte della Doc il bianco, il rosato e il Vin Santo. I vini manifestano l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie. 

In un’epoca di globalizzazione, il vino Orcia si caratterizza come prodotto di qualità, fatto da chi vive in mezzo alle vigne, nel rispetto della natura e con ottime competenze di enologia e viticultura.

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