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Terre d’Oltrepò chiude un bilancio 2020/2021 in crescita

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Tempo di tirare le somme, anche in Oltrepò Pavese. E sulla scorta delle notizie positive arrivate dal Mipaaf. che hanno dimostrato la genuinità dei prodotti finiti nel mirino dell’inchiesta della primavera scorsa, la cantina Terre d’Oltrepò ha varato il bilancio 2020/2021. 

L’assemblea dei soci, riunita alla presenza di circa 200 conferitori sui quasi 700 associati, ha dato il via libera con approvazione a maggioranza. Con il presidente Andrea Giorgi (in foto in copertina) primo a rimarcare alla platea dei presenti la necessità di rivedere il livello dei prezzi delle uve conferite, ribadito come oggettivamente non adeguato al lavoro fondamentale dei soci e alla sostenibilità delle loro aziende.

“Prendo atto delle giuste rimostranze sui prezzi di una parte dell’assemblea”, ha sottolineato il numero uno della realtà cooperativa oltrepadana. “Il nostro piano industriale sta seguendo una strada ben calibrata per far fronte, anche e soprattutto, alla bassa remunerazione della materia prima”. 

È in atto un processo di riposizionamento strategico di tutto il comparto di Terre d’Oltrepò che a breve andremo a delineare ai soci, alla parte commerciale e ai dipendenti: in previsione, una nuova struttura organizzativa adeguata alle dimensioni dell’azienda e alle evoluzioni dei mercati e dei clienti che, nei prossimi anni, andrà incidere positivamente sullo sviluppo dei prodotti e del fatturato”. 

La cantina Terre d’Oltrepò ha varato il bilancio 2020/2021 chiuso oltre quota 35 milioni di euro
La cantina Terre d’Oltrepò ha varato il bilancio 2020/2021 chiuso oltre quota 35 milioni di euro

Fatturato oltre quota 35 milioni di euro per Terre d’Oltrepò

Il fatturato del bilancio chiuso al 30 giugno 2021 è risultato in crescita, attestandosi oltre i 35 milioni di euro contro i 31 dell’esercizio precedente. 

A questo dato positivo, rimane confermata la buona struttura patrimoniale e finanziaria visto il rapporto fra patrimonio netto, fatturato e debiti.

Il Presidente Giorgi, rispondendo a tutte le domande dei soci, in particolare quelle sollevate dalla minoranza, commenta: “Mi dispiace per alcuni attacchi personali che mi sono stati rivolti che non hanno nulla a che fare con il futuro della cantina. Detto questo mi sono messo comunque a disposizione di ognuno per dare delle precise risposte evidenziando che il futuro della nostra cantina viaggia su binari chiari a partire dal progetto strategico di riposizionamento commerciale dei marchi”. 

“La cantina La Versa produrrà esclusivamente spumanti Metodo Classico, come nella sua filosofia storica; la cantina di Casteggio opererà con prodotti rivolti al mondo Horeca; mentre per la cantina di Broni sarà ideato un nuovo brand con vini studiati per accogliere i gusti dei giovani che sono i consumatori di domani e potenziali nuovi clienti”. 

“Accanto a tutto questo ho ribadito la necessità della cantina di continuare ad investire in tecnologie, risorse umane ed innovazione per creare un circolo virtuoso che inciderà positivamente sulla remunerazione dei soci. Mi sento di rassicurare i nostri conferitori sulle scelte che abbiamo e, soprattutto, andremo a fare perché si basano su ricerche meticolose di mercato che ci stanno permettendo di ridisegnare il futuro della nostra cantina”.

Al termine dell’assemblea è stato approvato a maggioranza il bilancio 2021. Non passano al vaglio dell’assemblea l’aumento di capitale sociale e l’applicazione delle multe per i soci irregolari nel conferimento. Negato anche il gettone di presenza ai consiglieri e ai membri del comitato esecutivo.

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