Appius: com’è la nuova edizione del vino da sogno di Hans Terzer

Otto edizioni. Otto annate per inseguire un sogno. Un sogno che si fa interprete dell’annata del quale è figlio e che dal 2010 porta il nome di Appius. Un vino, divenuto iconico per la centenaria cantina San Michele Appiano, dove Hans Terzer, fedele enologo, da otto annate insegue e raggiunge con attenzione l’obiettivo di creare un bianco altoatesino che è molto più di un bianco altoatesino. Per un SuperAltoAdige, portavoce del territorio in cui nasce e delle sue uve, che rincorre la qualità ad ogni costo. 

La grande bellezza di Appius, SuperAltoAdige in bianco

A poche ore dall’inizio di Merano Wine Festival, che celebrava la sua 30esima edizione intitolata “Sulle ali della bellezza”, in scena dal 5 al 9 novembre scorsi, un’altra grande bellezza in termini enologici è stata presentata in Cantina San Michele Appiano. 

All’interno di uno scenario suggestivo come quello della bottaia della cantina, Appius 2017 si è svelato. E ancora una volta ha voluto rimarcare la sua natura forte ed elitaria. 

Un momento importante, che ha visto la storica cantina altoatesina, che da oltre un secolo si prende cura di uno dei comuni più importanti sulla Strada del Vino, Appiano, pronta più che mai dopo il periodo di pandemia a rimarcare i suoi valori. Ma soprattutto a presentare un nuovo capitolo di un progetto che parla di qualità, ricerca e territorio. 

Appius è un SuperAltoAdige, creazione di Hans Terzer, enologo di Cantina San Michele Appiano
Appius è un SuperAltoAdige, creazione di Hans Terzer, enologo di Cantina San Michele Appiano

Appius 2017 e il racconto dei quattro “vertici d’oro”

Appius 2017 è figlio di un’annata assai complicata, che come la 2014 ha richiesto un lavoro estremamente attento di selezione delle uve e gestione di queste ultime in fase di vinificazione. 

La cuvée di quattro vitigni è composta da quelli che sono definiti “i vertici d’oro”, essendo fra le uve a bacca bianca più rappresentative dell’Alto Adige: Chardonnay al 54%, Pinot Grigio al 24%, Sauvignon Blanc al 12% e 10% di Pinot Bianco

Quattro uve che si accompagnano l’una all’altra senza mai sovrapporsi, ma rimanendo ben distinte e riconoscibili all’interno del calice, regalando senza alcun dubbio un vino opulento e vellutato, che nella sua veste d’orata e brillante si muove sinuoso fra note agrumate di mandarino, bergamotto e un bouquet più floreale e leggermente balsamico. Chiudendo poi con grande persistenza. 

Un vino senza dubbio d’impatto e che lascia il suo ricordo a chi ha occasione di degustarlo.

Appius 2017, cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc e Pinot Bianco, è figlio di un’annata assai complicata
Appius 2017, cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc e Pinot Bianco, è figlio di un’annata assai complicata

Una nuova dorata etichetta per una produzione limitata

Nuova annata e anche nuova etichetta: perché, come a ogni occasione che si rinnova ormai da otto edizioni, Appius cambia etichetta mantenendo quell’impronta d’orata che rende ancora più preziosa la sua veste. 

Realizzato da Life Circus di Bolzano, il nuovo abito di Appius mira ad “esprimere un dialogo costante fra i quattro vertici d’oro”, i suoi vitigni, che, seppur distinti nella loro individualità trovano fra sé una perfetta armonia. 

Quest’ultima etichetta segue il filone stilistico che dopo otto anni è divenuto simbolo di riconoscibilità della cantina, con un messaggio suggerito ma interpretabile: per un nuovo elegante volto della prestigiosa Wine Collection. 

Come in ogni annata di Appius, la sua produzione è limitata e per coloro che hanno modo di cullare una di queste bottiglie la gioia può essere senza dubbio prolungata vista la sua altissima capacità d’invecchiamento, caratteristica che rende questo vino ancora più prezioso.

Anche perché, non v’è dubbio alcuno, questo è uno di quei vini del quale c’è necessità e bisogno: un bianco importante da portare avanti nel tempo, per inserire un ulteriore decisivo tassello di qualità nel già ricco e prestigioso panorama enologico dell’Alto Adige. E, allora, ancora una volta: benvenuto Appius.

Appius è bianco importante dall'altissima capacità d’invecchiamento, ulteriore decisivo tassello di qualità nel già ricco e prestigioso panorama enologico dell’Alto Adige
Appius è bianco importante dall’altissima capacità d’invecchiamento, ulteriore decisivo tassello di qualità nel già ricco e prestigioso panorama enologico dell’Alto Adige

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