Tenuta Carretta: Garassino, un Barbaresco da 30 e lode

Il comune di Treiso, uno dei quattro comuni dove ha origine il vino Barbaresco Docg, è a una manciata di chilometri da Alba. Lì, su sulla prima dorsale collinare definita dalla strada che sale al paese, nasce un vino che rappresenta in sé quasi una rarità all’interno del complesso panorama vitivinicolo piemontese. Si tratta del Barbaresco Docg riportante in etichetta la Menzione Geografica Aggiuntiva Garassino, utilizzata in esclusiva da Tenuta Carretta, e – con l’uscita sul mercato dell’annata 2017 – giunto alla sua 30esima vendemmia.

Ad un passo dal 555° anniversario di Tenuta Carretta, la 30a annata del Barbaresco Garassino è una piccola pietra miliare per questo piccolo “climat” piemontese, che anno dopo anno regala vini dalla spiccata complessità ma al contempo incredibilmente raffinati ed eleganti.

Il racconto del cru esclusivo di Tenuta Carretta

“Dal 1987, primo anno di produzione di questo vino, sono stati fatti molti passi avanti”, afferma Giovanni Minetti amministratore delegato dell’azienda.

Gli anniversari sono importanti perché contribuiscono a dare un contesto e una dimensione alla storia della nostra cantina e di ciascuno dei vini prodotti dai vigneti di proprietà”.

“Qui il racconto è quello di 30 anni di lavoro su questo Barbaresco, passati studiando la materia prima e confrontandoci con i suoi cambiamenti, sperimentando e migliorando il prodotto a ogni vendemmia”.

Il valore aggiunto è dato da questo tempo trascorso, ben sapendo che ogni vendemmia è una nuova sfida, sia per chi lavora nel vigneto sia per chi lavora in cantina, per capire come interpretare al meglio le caratteristiche dell’uva da raccogliere. Noi abbiamo cercato, anno dopo anno, di lavorare sul miglioramento della qualità, affrontando ogni vendemmia con grande entusiasmo”.

I 2,90 ettari di nebbiolo che danno origine a questo Barbaresco occupano i due versanti alla fine della dorsale della collina del Nervo. Protesi verso nord-ovest e lambiti da un’insolazione costante per quasi tutta la giornata, i vigneti si circondano di elementi rappresentativi del territorio, delimitati a ovest da noccioleti e dal torrente Cherasca e a est da un boschetto di fondovalle.

Le radici di questo vigneto sono ospitate da suoli di origine antica, risalenti al Tortoniano (marne di Sant’Agata Fossili). Nel caso specifico di Garassino sono declinati in presenze limose con una buona percentuale di argilla e calcare, con sedimenti fini e poco sabbiosi.  Le due vigne ritraggono le peculiarità del terroir, dando vita a vini di grande eleganza e piacevolezza, con un livello di acidità sempre ottimale in grado di dare la giusta freschezza, senza minimamente intaccarne la struttura, anzi rendendoli piacevolmente armonici al palato.

I 2,90 ettari di nebbiolo che danno origine a questo Barbaresco occupano i due versanti alla fine della dorsale della collina del Nervo.
I 2,90 ettari di nebbiolo che danno origine a questo Barbaresco occupano i due versanti alla fine della dorsale della collina del Nervo

La Me.G.A (Menzione Geografica Aggiuntiva) Garassino e il cru monopole

Descritta attraverso dettagli grafici e numerici nel lavoro editoriale sulle Menzioni del Barbaresco realizzato dal giornalista Alessandro Masnaghetti, Garassino è rappresentata come “una sottile fascia di vigneti esposta a ovest e posizionata sull’estrema propaggine della collina del Nervo e dei Rizzi” dove la coltivazione di circa 3 ettari vitati a nebbiolo viene destinata alla produzione del vino Barbaresco Garassino Docg.

Garassino è quindi una Menzione Geografica Aggiuntiva, proprietà esclusiva di Tenuta Carretta, potendo così definire questa menzione del Barbaresco, in analogia al concetto francese, un Cru monopole.

Riprendendo infatti la tradizione francese dei clos, ovvero dei possedimenti delimitati dai monaci Cistercensi e Benedettini per definire, difendere e identificare superficie e qualità dei loro vigneti, il parallelismo con Garassino è immediato: una parcella non molto estesa e ben definita con qualità e coerenza sufficienti a dare valore identitario e distintivo al prodotto, la cui vinificazione è esclusivamente effettuata da un singolo proprietario.

Questa definizione restituisce prontamente il concetto di monopole, utilizzato da Tenuta Carretta per il Barbaresco Garassino in quanto vino con peculiarità distintive, fattore determinante all’interno di un panorama vitivinicolo complesso e articolato come quello delle Langhe.

Barbaresco Docg riportante in etichetta la Menzione Geografica Aggiuntiva Garassino, utilizzata in esclusiva da Tenuta Carretta
Barbaresco Docg riportante in etichetta la Menzione Geografica Aggiuntiva Garassino, utilizzata in esclusiva da Tenuta Carretta

L’impegnativa annata 2017

La vendemmia 2017 può essere descritta come un’annata impegnativa e non priva di avversità. A una primavera con estese gelate ha fatto seguito una forte siccità estiva, con grandine nella parte più avanzata della stagione.

Garassino non ha subito in maniera diretta le precipitazioni grandinigene o le gelate precoci, ciononostante le ripercussioni legate a questi eventi atmosferici hanno influito anche sulle viti non direttamente interessate, con un generale rallentamento della fase vegetativa e della maturazione.

La conseguenza è stata un’annata quantitativamente poco produttiva che ha richiesto una maggiore attenzione nel lavoro in vigna e in cantina, rendendo però ancora più significativo il soddisfacente risultato che si può apprezzare nel bicchiere.

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