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Cancer Plan: l’industria Ue del vino riafferma i dati scientifici

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Il Comité Européen des Entreprises Vins, associazione che rappresenta in ambito comunitario l’industria del vino europeo, rilancia l’allarme già sollevato da Unione Italiana Vini in merito alla votazione relativa al Cancer Plan in seno alla commissione speciale per combattere il cancro (Beca).

A riguardo, il settore vinicolo europeo, ribadisce l’importanza che tutte le politiche siano basate su dati scientifici e prove. La Ceev, a tal proposito, invita il Parlamento europeo a riconsiderare la dichiarazione contenuta nella bozza del rapporto Beca secondo cui “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol”.

Non ci sono dati scientifici, ad avviso dell’associazione, a supporto di un aumento del rischio di cancro quando il vino viene consumato con moderazione, durante i pasti, come parte della Dieta mediterranea e a fronte di uno stile di vita sano.

Cancro e fattori di rischio: il presupposto fuorviante del “nessun livello di sicurezza”

Il cancro è una malattia multifattoriale e i fattori di rischio devono essere valutati nel contesto dei modelli culturali, del bere, dell’alimentazione e dello stile di vita, sottolinea il Comité Européen des Entreprises Vins.

Evidenze scientifiche indicano che bere vino con moderazione, a pasto, come parte di una dieta in stile mediterraneo, può contribuire a una maggiore aspettativa di vita e a una minore incidenza di malattie importanti come malattie cardiovascolari, diabete e, anche, cancro.

L’assunto che non ci sia “un livello sicuro” è fuorviante e semplicistico, secondo il Ceev. 

Il presupposto del “nessun livello di sicurezza” esposto nella bozza del rapporto Beca si basa su un unico studio – quello del Global Burden of Diseases (Gbd) pubblicato da The Lancet nel 2018 – che è stato duramente criticato dalla comunità scientifica a causa dei suoi difetti analitici. 

Si tratta di uno studio modellistico basato su ipotesi e che non prende in considerazione lo stile di vita, non presenta tutte le evidenze scientifiche esistenti e, di conseguenza, non può essere l’unica base per trarre conclusioni sul consumo di alcol e sul rischio di cancro.

In merito al voto sul Cancer Plan, il Comité Européen des Entreprises Vins ribadisce l'importanza che tutte le politiche siano basate su dati scientifici e prove
In merito al voto sul Cancer Plan, il Comité Européen des Entreprises Vins ribadisce l’importanza che tutte le politiche siano basate su dati scientifici e prove

Consumo con moderazione di vino: l’impegno del Ceev e le conseguenze nefaste del rapporto Beca sul Cancer Plan

Il settore vitivinicolo europeo, da tempo, è impegnato proprio in una direzione differente e responsabile. Si è fatto infatti portavoce della riduzione di ogni eccesso, con il Ceev in prima linea nel sostegno al piano dell’Ue per combattere il cancro e il suo obiettivo generale di ridurre il consumo dannoso di alcol.

E qui sta il punto, ad avviso del Comité Européen des Entreprises Vins: l’accento deve essere posto direttamente sul consumo dannoso, poiché la stragrande maggioranza delle prove europee e internazionali mostra una chiara correlazione tra il consumo moderato come parte di una dieta e uno stile di vita sani e risultati positivi sulla salute.

L’intervento in merito alle conseguenze nefaste delle proposte inserite nella bozza del rapporto Beca legate al Cancer Plan va poi oltre la mera contingenza del momento, conclude il Ceev.

Con l’industria del vino che domanda al Parlamento europeo di evitare di riconoscere che più tasse, restrizioni di marketing e avvertenze sanitarie si possano considerare migliori sostituti di politiche che affrontano le cause profonde del consumo dannoso. 

“Come europei, dovremmo essere orgogliosi della nostra cultura gastronomica, di cui il vino è una componente inscindibile”, è evidenziato dal Comité Européen des Entreprises Vins. “La nostra arte di vivere si lega al godimento di una grande varietà di cibi, compreso il vino con moderazione se lo si desidera, in un ambiente conviviale. Promuovere questo stile di vita è di gran lunga preferibile a soluzioni normative semplicistiche e in definitiva inefficaci”.

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