https://www.banfi.it/it/
banner
  • Story

Nasce il Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine

Dello stesso argomento

banner

L’Italia del vino ha un nuovo Consorzio. È infatti nato ufficialmente l’ente a tutela della Dop Suvereto e Val di Cornia Wine. 

A Nico Rossi, presidente eletto, il compito d’introdurre la nuova unione di produttori costituitasi lo scorso 11 settembre e di cui fanno parte 27 aziende, che rappresentano la quasi totalità di una produzione organizzata in circa 850 ettari vitati. 

“Sono lieto di rappresentare un gruppo così importante di produttori, che aderendo al Consorzio dimostrano la volontà di intraprendere assieme un percorso difficile ma foriero di grandi soddisfazioni”. 

“È solo unendo le forze che Suvereto e la Val di Cornia potranno ritagliarsi quel ruolo che gli compete nel panorama enologico e turistico”.

Le 27 realtà oggi aderenti al Consorzio sono: Agricola Carlini, Brugali Lorenzo, Colle Vento, Frascolla Giovanni, Gualdo del Re, Giomi e Zannoni, I Mandorli, Il Bruscello, Il Falcone, Incontri, La Batistina, La Bulichella, La Fralluca, Macchion dei Lupi, Montepeloso, Petricci e Del Pianta, Petra, Poggio Banzi, Rabitti, Renis, Rigoli, Sant’Agnese, Sasso Orlando, Tenuta Casadei, Terradonnà, Terravita, Tua Rita. 

Sono 27 le realtà oggi aderenti al Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine
Sono 27 le realtà oggi aderenti al Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine

I vitigni della Dop Suvereto e Val di Cornia Wine

Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese sono i tre principali vitigni a bacca rossa della zona su cui insistono la Docg Suvereto, la Docg Rosso della Val di Cornia e la Doc Val di Cornia. Tre uvaggi che coprono circa il 70% del vigneto, cui si affiancano non trascurabili porzioni di Cabernet Franc (6%), Petit Verdot (6%) e Syrah (5%).

Importante è anche la presenza del Vermentino, che copre il 7% del vigneto locale e l’80% delle superfici a bacca bianca

“Si tratta di vitigni introdotti a inizio Ottocento da Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella dell’imperatore, la quale, nel periodo in cui resse il Principato di Lucca e Piombino realizzò in zona un vigneto da coltivare all’uso di Bordeaux”, spiega Rossi.

Il potenziale produttivo della zona supera i 4 milioni di bottiglie, in larga misura rivendicate come Igt. Ciò significa che una delle prime sfide sarà quella di spostare una fetta importante della produzione verso le Denominazioni di origine tutelate: l’obiettivo che ci poniamo nel prossimo biennio è di superare quota un milione di bottiglie rivendicate”. 

Il territorio della Val di Cornia

Per riuscire nei suoi obiettivi il Consorzio punta a una valorizzazione complessiva della Val di Cornia, ultima propaggine meridionale della provincia livornese. 

Circondata dal Parco dei Montioni, dalle Colline Metallifere e dal Parco forestale di Poggio Neri, la valle segue il percorso dell’omonimo fiume fino al suo deflusso in mare, segnato dalla prospicente sagoma dell’Isola d’Elba e del Golfo di Baratti, che, assieme a Populonia, è tra le più compiute testimonianze della presenza etrusca in zona. 

Una regione che, sempre nelle parole del presidente “vede nell’acqua il suo elemento dominante. La presenza di grandi falde acquifere nel nostro sottosuolo consente lo sviluppo di tante coltivazioni agricole, di cui la vite è solo quella più nota. In una fase storica segnata dalla penuria idrica siamo convinti che questo unicum rivestirà un ruolo fondamentale per la nostra crescita”.

Enoturismo al centro

Al caratteristico borgo di Suvereto il ruolo di capitale enologica della zona. Nato nel corso del Medioevo, questo piccolo paese dominato dalla Rocca Aldobrandesca deve il suo nome al temine latino “suber” (sughero), che testimonia la forte presenza di questo albero nei boschi circostanti.

Raccolto all’interno di una cinta muraria terminata nel 1308 d.C., oggi il paese è membro delle Associazioni Città del Vino, Città Slow e Borghi più belli d’Italia, che ne testimoniano la sua vocazione all’accoglienza. 

Al turismo guarda anche lo stesso presidente, secondo cui “la nostra regione offre molteplici opportunità per chi ricerca esperienze di matrice culturale, termale, agroalimentare e, ovviamente, enologica. Il vino qui rappresenta solo la punta di diamante di un territorio intatto, capace di conquistare chiunque desideri contatto con la natura ed enogastronomia di qualità”. 

banner
BANNER
BANNER
banner

WineCouture, anno tre, numero 7/8: Bollicine audaci

Presente e futuro del segmento che sta trainando da tempo il vino made in Italy. Alle bollicine italiane è consacrato il nuovo numero di WineCouture. Quelle bolle d’Italia chiamate ad essere audaci, come ha evidenziato “l’uomo da copertina” Luca Serena e i 40 protagonisti, tra aziende, distribuzione, ristorazione, enoteche e consorzi, che hanno condiviso le loro riflessioni sul domani degli spumanti tricolore.

CONTINUA A LEGGERE »

WineCouture, anno tre, numero 7/8: Bollicine audaci

Presente e futuro del segmento che sta trainando da tempo il vino made in Italy. Alle bollicine italiane è consacrato il nuovo numero di WineCouture. Quelle bolle d’Italia chiamate ad essere audaci, come ha evidenziato “l’uomo da copertina” Luca Serena e i 40 protagonisti, tra aziende, distribuzione, ristorazione, enoteche e consorzi, che hanno condiviso le loro riflessioni sul domani degli spumanti tricolore.

CONTINUA A LEGGERE »