Champagne a Natale: gli abbinamenti per pranzo e cenone degli Ambasciatori italiani

Regione italiana che vai, ricetta natalizia che trovi. La tradizione della cucina italiana per celebrare le feste offre tantissime soluzioni, ma come abbinare ai piatti il giusto Champagne? Lo spiegano gli Ambasciatori dello Champagne per l’Italia, formatori selezionati dal Comité Champagne nel corso degli anni per spiegare le bollicine più amate al mondo nel Belpaese. 

Ecco le loro proposte per accostamenti semplici, ma indimenticabili tra pranzo e cenone.

Panettone gastronomico e Champagne Blanc de Blancs

Per aprire il pranzo delle feste nella maniera ideale Pietro Palma, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2018, pensa al panettone gastronomico, perfetto finger food prima dell’antipasto. 

Il panettone gastronomico è composto tradizionalmente da diversi strati di farciture a base di pesce, strati alternati per esempio con salmone e formaggio cremoso, salsa tonnata e insalata, gamberetti e salsa rosa. 

Siamo all’inizio del pasto e quindi in abbinamento è proposto uno Champagne delicato e semplice, in grado di giocare sulla snellezza e sulla componente acida per rinfrescare il palato e accompagnare verso le portate successive senza saturare la bocca di sapori molto intensi. Uno Champagne da aperitivo, amicale e disimpegnato come un giovane Champagne Blanc de Blancs, piacevole e bilanciato, fresco e dai toni agrumati sostenuti da una vivace effervescenza.

Dall'aperitivo al dolce, c'è uno Champagne per ogni occasione
Dall’aperitivo al dolce, c’è uno Champagne per ogni occasione

Tortelli di zucca e Champagne Extra Dry

I tortelli di zucca mantovani, vere e proprie “caramelle” di pasta all’uovo, all’interno delle quali si nasconde un autentico connubio di contrasti tra l’origine della zucca, la stagionatura del Grana, la forza della mostarda, il dosaggio degli amaretti e la noce moscata.

Marco Anichini, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2009, consiglia di abbinare ai tortelli di zucca uno Champagne Extra Dry (ovvero con un dosaggio compreso tra 12 e 17 grammi di zucchero per litro) e possibilmente elaborato esclusivamente con il Meunier, un vitigno che si addice perfettamente alla morbidezza della zucca, alla fragranza del Grana, alle note fruttate ma piccanti della mostarda mantovana e alla speziatura della noce moscata.

Tortellini in brodo di cappone e Champagne Rosé

Claudia Nicoli, Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia 2006, vede nello Champagne Rosé, dalla bollicina rosata e romantica, il protagonista nell’accompagnare un grande classico come i tortellini in brodo di cappone.

La prevalenza di Chardonnay, ricco di freschezza, acidità e mineralità, si bilancia bene con l’untuosità del brodo, la grassezza del ripieno e la relativa sapidità. 

Inoltre, la presenza di Pinot Noir nell’assemblaggio apporta una decisa nota di struttura, mentre il Meunier regala rotondità al piatto, in una suadente armonia gusto-olfattiva.

Per un classico come i tortellini in brodo di cappone la scelta ricade su un Rosé
Per un classico come i tortellini in brodo di cappone la scelta ricade su un Rosé

Bordatino e Blanc de Blancs

Con l’avvicinarsi dell’inverno si riscoprono i sapori del cavolo nero e il tepore confortante della polenta gialla. La Farinata gialla con il cavolo nero, detto anche “bordatino” sulla costa, è un piatto toscano tipicamente invernale che vive della grassezza del fagiolo, della dolcezza appena accennata della polenta e della fragrante aromaticità del cavolo che quando sente il freddo dà il meglio di sé. 

Per esaltare questo piatto Andrea Gori, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2011, ha scelto uno Champagne Blanc de Blancs, con una duratura permanenza sui lieviti e dotato di una bella e sontuosa acidità, ma che non lesini in struttura e completezza di rimandi aromatici bianchi e fruttati, fino al pepe bianco e nero. 

I rimandi e le sensazioni si esalteranno a non finire se poi la minestra sarà condita con un goccio di olio extravergine d’olivaa altrettanto piccante e saporito.

Lasagne alla bolognese e Champagne Blanc de Noirs Extra Brut

Le lasagne alla bolognese sono un’altra ricetta tradizionale che raramente può mancare a tavola nel periodo natalizio.

Bernardo Conticelli, Ambasciatore per l’Italia 2015, consiglia di abbinarle a uno Champagne Blanc de Noirs Extra Brut, con una netta predominanza di Pinot Noir. 

La struttura del vino deve infatti supportare l’intensità aromatica del piatto (specialmente se i vini di base hanno fatto un passaggio in legno). Al tempo stesso, il basso dosaggio ha il compito di pulire la bocca dalla grassezza di ingredienti come ragù e besciamella, invogliando a un nuovo boccone e a un nuovo sorso.

Lo Champagne sposa anche le Lasagne alla bolognese con un Blanc de Noirs Extra Brut
La bollicina francese più amata al mondo sposa anche le Lasagne alla bolognese con un Blanc de Noirs Extra Brut

Che Millesimato con l’Anguilla o il Capitone?

Tra il cenone della vigilia dei festeggiamenti del Sud e il pranzo di Natale nelle usanze del Nord ci sono alcuni piatti che si abbinano allo Champagne già in modo intuitivo, come i fritti o i primi di pesce. 

C’è però un ingrediente che accomuna Nord e Sud nel menu della tradizione natalizia ed è l’anguilla, anche nella versione maschile del capitone, cucinata in umido con un po’ di pomodoro e accompagnata da crostini o polenta. 

È questo il piatto scelto da Chiara Giovoni, Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia 2012, per suggerire l’accostamento con lo Champagne. 

L’abbinamento ideale per Giovoni è uno Champagne frutto dell’assemblaggio dei tre principali vitigni della Champagne, meglio se Millesimato, con una vecchia sboccatura, in modo che il tempo abbia permesso alle note evolutive di esprimersi, così che la complessità possa sostenere la ricchezza di questo pesce dalle carni grasse e succulente.

Quale Millesimato con il Cappon magro

Il cappon magro è un piatto della tradizione ligure relativamente povero ma intenso e ricco, che grazie all’accostamento di pesce e frutti di mare presenta un gusto molto articolato.

Marco Chiesa, Ambasciatore per l’Italia e per l’Europa 2010, ricerca energia nello Champagne da abbinare, oltre a una grande ampiezza aromatica per accompagnare la varietà gustativa del piatto. La scelta si indirizza quindi verso uno Champagne Millesimato, a prevalenza Chardonnay, con la complessità delle uve provenienti da Cramant e la potenza di quelle di Oger. 

Non deve poi mancare una certa maturità, mentre l’acidità non deve essere eccessiva, caratteristiche essenziali per adeguarsi alla piacevole spigolosità del piatto.

Panettone artigianale con copertura di crema Chantilly e ribes rosso e Champagne Rosé Sec

Dulcis in fundo. A fine pasto è inevitabile l’incontro tra le affinità dello zucchero del dessert con le morbide suadenze dello Champagne il cui colore nel calice già appaga i convitati.

Leonardo Taddei, Ambasciatore per l’Italia 2008, consiglia uno Champagne in versione Sec che significa svelare, gestendo bene la temperatura di servizio, una lieve e appena percettibile presenza di zuccheri residui nel vino che immediatamente si sposano con le dolcezze del panettone artigianale.

Il finale di bocca poi farà emergere il ribes rosso presente nella crema che esalterà le note di frutti rossi che solo gli Champagne Rosé sanno regalarci.

Per altri accostamenti, suggerimenti e curiosità sullo Champagne, non dimenticate di leggere la prima edizione de “I Quaderni di WineCouture” disponibile da sfogliare online: il regalo di WineCouture per augurarvi un buon Natale.

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