Addio a Franco Ziliani: se ne va il “papà” del Franciacorta

In chiusura d’anno in cui si celebrano i 60 anni della loro creazione, le bollicine di Franciacorta perdono il loro “papà”: Franco Ziliani.

A 90 anni si spegne il patron della Guido Berlucchi, azienda simbolo del vino lombardo oggi guidata dai figli di Ziliani: Cristina, Arturo e Paolo.

“Desideravo creare un vino che procurasse gioia già al primo sorso”. Così Franco Ziliani ha sempre descritto il via di un’avventura che ha condotto alla creazione di uno dei Metodo Classico simbolo del made in Italy. E questo è il sogno che è riuscito a realizzare e, come evidenziato sui profili social della cantina bresciana, “l’insegnamento che ci ha lasciato: non arrendersi mai. La Franciacorta perde il suo padre fondatore, ma non il suo sogno”.

Noi di WineCouture lo vogliamo ricordare con il racconto, firmato da Irene Forni e apparso sullo Speciale Bollicine del numero 7/8-2021 del nostro magazine, di quell’incontro che ha dato il via alla leggenda del “papà” del Franciacorta e delle bollicine di questo angolo vocato d’Italia.

Franco Ziliani con i figli Cristina, Arturo e Paolo, oggi alla guida della Guido Berlucchi in Franciacorta
Franco Ziliani con i figli Cristina, Arturo e Paolo, oggi alla guida della Guido Berlucchi

Berlucchi: 60 anni di Franciacorta, nati da un incontro

La storia del Franciacorta e della Franciacorta prende il via dal Pinot del Castello. Quel vino bianco che Guido Berlucchi non riusciva a stabilizzare e che diede il via ad un cambiamento che oggi è Metodo Classico italiano per eccellenza. 

È il 1955, a Palazzo Lana, a Borgonato, l’incontro fra il giovane enologo Franco Ziliani e Guido Berlucchi, fa da momento starter per un cambio di rotta produttivo in questa terra, dove la tradizione vitivinicola era già di casa ma senza quella certa effervescenza che sarebbe diventata negli anni a venire il suo grande tratto distintivo.

Dal loro primo incontro, pare che quei due, Ziliani e Berlucchi, abbiano creato un’intesa vincente e che da tale intesa sia nata a sua volta la Franciacorta come la conosciamo oggi. 

Storia certamente romantica, dove il saper fare dell’uomo, la stima e l’amicizia cambiano le regole del gioco e del destino. 

Di fatto, proprio in quell’anno, ecco la nascita della Guido Berlucchi e Co. Ma è solo nel 1961 che fanno la loro comparsa le prime 3mila bottiglie di Pinot di Franciacorta, ottenuto secondo spumantizzazione in Metodo Classico: una rivoluzione per il territorio, talmente forte e coinvolgente che l’anno successivo, la Berlucchi si fregia di un altro primato, dando alla luce il Max Rosè, il primo spumante rosato d’Italia. 

Da quel 1961 ad oggi, 2021, tante sono state le rivoluzioni e le innovazioni cui la Berlucchi ha dato forma. E quest’anno, quello che si celebra è certamente il compleanno non solo di un’azienda ma di un territorio tutto intero. 

Quel territorio che tocca il lago d’Iseo, che si poggia su dolci colline di origine moreniche, quel luogo dove trova dimora anche la casa della Guido Berlucchi, Palazzo Lana, che sotto i suoi maestosi salotti e cortili custodisce una cantina sotterranea, degna di essere ammirata, forse anche perché, indipendentemente dalla sua bellezza, qui davvero è custodito il passato e il futuro di questa bollicina orgogliosamente italiana.

All'intuizione di Franco Ziliani si deve la nascita delle prime bollicine di Franciacorta
All’intuizione di Franco Ziliani si deve la nascita delle prime bollicine di Franciacorta

Spumanti moderni, al passo con i tempi, figli di un disciplinare severissimo, che per primo conquistò la Docg, sono oggi simbolo di tradizione e segno distintivo nel fare Metodo Classico in Italia. E questa modernità la si coglie certamente nella linea Berlucchi ’61 Nature, dove lo stile pas dosé è per gli eredi di Franco, i figli Cristina, Arturo e Paolo, il vero e unico futuro del Franciacorta. Bolle dirette, taglienti e verticali che si esprimono nelle versioni tutte millesimate: Berlucchi ’61 Nature, ‘61 Nature Blanc de Blancs e ’61 Nature Rosé.

Ma nella famiglia Berlucchi la linea Nature non è certo sola. Troviamo, infatti, la linea Berlucchi ‘61 (sic et simpliciter), che presenta uno stile più demodé ma comunque attuale, colori più pieni e carattere morbido. Di questa “più tradizionale” famiglia che appaga gli amanti dello storico gusto franciacortino, fanno parte il Brut, il Rosé e il Satén, con affinamenti (tutti) di minimo 24 mesi. 

Infine, la Cuvée Imperiale, l’iconica linea, una flag ship senza tempo, padrona indiscussa delle tavole di ogni festa. E il domani, cosa racconta?

“Proiettarsi verso il futuro” è certamente una frase che abbatte davvero i limiti e fa pensare a cambiamenti prossimi e futuri che saranno determinanti. Questa affermazione vive con forza nelle voci di tutti coloro che cooperano e lavorano alla Guido Berlucchi. In particolare, in questa azienda storica franciacortina, prende forza ed è sempre sostenuta dalla parola sostenibilità. 

Una parola non da poco, vista l’importanza che esprime e l’attenzione che la società odierna domanda sotto questo aspetto, essendo davvero una delle tensioni sociali più urgenti del nostro tempo. 

Dalle pratiche per la salvaguardia della biodiversità del territorio e del sistema vigneto all’uso di satelliti per una viticoltura di precisione, che permette interventi mirati e esponenzialmente più efficaci, vecchio e nuovo si incontrano, tradizione e tecnologia cooperano. 

E così, la Berlucchi fa da motore trainante ad un sistema di fare azienda sempre più efficiente. Un sogno totalmente realizzato quello di Guido Berlucchi e Franco Ziliani: una visione divenuta realtà.

Franco Ziliani e Guido Berlucchi i creatori del Franciacorta
Franco Ziliani e Guido Berlucchi

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