Custoza: quale futuro per il bianco veneto?

Un anniversario importante, il 50esimo della Denominazione, in un anno complesso. Per un vino con radici ben piantate nel territorio e un Consorzio che vuole guardare lontano: questi gli ingredienti che danno forma al bilancio di successo dei primi 50 anni del Consorzio di Tutela del Vino Custoza Doc. Per un universo che ora si interroga sul proprio futuro.

Il bilancio del 50esimo anniversario della Doc

Un’azione mirata a coinvolgere a 360° tutto il mondo “vino” quella messa in campo dal Consorzio della Doc veronese nel 50esimo anniversario della Denominazione. E, grazie alla guida della presidente Roberta Bricolo, il lavoro svolto ha condotto ad ampliare la conoscenza da parte della stampa, di wine lovers, sommellerie e buyers di questo bianco frutto dell’Art of Blending dei suoi produttori.

La forza del Custoza, infatti, è nel saper interpretare le peculiarità di tre uve autoctone – Bianca Fernanda, Trebbianello e Garganega – che, assieme, danno vita a vini d’annata di grande piacevolezza, eleganza e freschezza che evolvono in complessi e minerali quando la bottiglia va indietro nel tempo.

Per tutte le persone raggiunte in questo anno di attività, il Custoza è stato una grande scoperta, un vero vino del futuro, un vino “arioso”
Per tutte le persone raggiunte in questo anno di attività, il Custoza è stato una grande scoperta, un vero vino del futuro, un vino “arioso”

Nel corso dell’anno il Consorzio di Tutela si è presentato alla stampa incontrando giornalisti di spicco italiani ed esteri, sia accogliendoli nelle Terre del Custoza con esperienze enoturistiche emozionanti sia raggiungendoli “a distanza”, trovando stimolo nelle nuove modalità di comunicazione e viaggiando virtualmente dal Giappone al Canada, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, diffondendo in tutto il mondo la cultura vitivinicola di un angolo d’Italia dal grande valore: le colline del Custoza, tra Verona ed il Lago di Garda.

Non sono mancate le occasioni di incontro anche con il mondo dei sommelier italiani, con una masterclass in presenza a Milano in collaborazione con Ais Lombardia e un webinar nazionale organizzato da Onav, che hanno coinvolto ed appassionato i partecipanti.

Per tutte le persone raggiunte in questo anno di attività, il Custoza è stato una grande scoperta, un vero vino del futuro, un vino “arioso”, come lo ha definito qualcuno, un vino frutto dell’arte di assemblare uve diverse ottenendo un prodotto che esprime molto più della somma delle sue componenti.

“A Custoza si respira un clima di fiducia, di costruttiva collaborazione e tangibile fermento ed il nostro Consiglio è motivato e compatto”, sottolinea la presidente Roberta Bricolo. “Siamo pronti e determinati a rimboccarci le maniche per affrontare nuove sfide: stiamo lavorando anche sulla formazione interna facendo nostri i temi della sostenibilità e del digitale, proseguendo con grande tenacia a produrre vini di qualità e a diffonderne il valore nel mondo”.

“Abbiamo lavorato con molto impegno, nonostante l’anno difficile, per valorizzare e comunicare, a livello internazionale, il nostro territorio, il nostro vino e la forza delle nostre radici. Il Custoza è pronto a prendersi il mondo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto