Le 10 parole per capire lo Champagne

Le parole sono importanti. Soprattutto quando si ha una passione per lo Champagne. Ecco qualche definizione da tenere sempre a mente per leggere ogni etichetta. Un vademecum, utile per comprendere le diverse sfumatura di un vino leggendario e del suo territorio.

Leggere e comprendere un’etichetta di Champagne in 10 parole

Le nostre 10 parole per capire davanti a che tipo di Champagne vi trovate di fronte.

  • ASSEMBLAGE

In italiano si traduce facilmente come assemblaggio. Ma dietro questa parola si nasconde da secoli uno dei grandi segreti dello Champagne. 

L’assemblage è un’autentica arte che consiste nel plasmare tra loro vini fermi di diversi villaggi, vitigni e annate con caratteristiche aromatiche e organolettiche differenti. Il risultato sarà un vino in grado di esaltare le caratteristiche del territorio e conservare perpetuamente lo stile del produttore.

  • BLANC DE BLANCS e BLANC DE NOIRS

I vini di Champagne sono elaborati principalmente da tre vitigni – Chardonnay (a bacca bianca), Pinot Noir e Meunier (a bacca nera) – ognuno con caratteristiche profondamente differenti. 

Gli Champagne elaborati esclusivamente con uve a bacca bianca, proprio come lo Chardonnay ma non solo, si chiamano Blanc de Blancs e sono caratterizzati per gli aromi delicati, arricchiti da note floreali e agrumate, talvolta minerali.

I Blanc de Noirs sono invece gli Champagne ottenuti con le uve a bacca nera. Con il Pinot Noir che conferisce al vino corpo e potenza, mentre il Meunier infonde rotondità.

  • CUVÉE

Termine tecnicamente intraducibile in italiano. Nella Champagne viticole indica la composizione di un vino base con vini di diversa provenienza, solitamente utilizzato per avere una qualità ed uno stile il più possibile costante negli anni.

Ma in Champagne dietro una sola parola possono celarsi tre significati diversi. Durante la vendemmia, la cuvée indica infatti il frutto della prima spremitura delle uve. Nella fase di elaborazione invece è il risultato della lunga e delicatissima fase dell’assemblaggio. Infine, come detto, cuvée è anche la parola che definisce il risultato dell’assemblaggio e se è accompagnata dalla dicitura “de prestige” può designare i vini più particolari e ricercati della gamma champenoise.

Cuvée può avere diversi significati in Champagne, a seconda della fase di elaborazione
Cuvée può avere diversi significati in Champagne, a seconda della fase di elaborazione
  • DÉGORGEMENT

In italiano si chiama sboccatura e rappresenta una fase chiave nell’elaborazione di uno Champagne. Si tratta del passaggio che ha lo scopo di eliminare il deposito formatosi nella bottiglia durante la presa di spuma. 

Il collo viene immerso in una soluzione a circa -27°C, permettendo la formazione di un blocco di ghiaccio che intrappola i sedimenti che si sono concentrati all’interno. Al momento dell’apertura, la pressione interna espelle il ghiaccio, con una perdita minima di vino e di pressione.

Grazie all’impiego di capsule metalliche, oggi è possibile realizzare meccanicamente questa azione. Per i grandi formati e particolari cuvée, si pratica ancora il dégorgement manuale, detto à la volée: si stappa la bottiglia capovolta raddrizzandola velocemente per fare sì che la pressione espella il deposito senza lasciare fuoriuscire troppo vino. Un’operazione che lascia ogni volta a bocca aperta.

  • DOSAGE

Il dosaggio è l’aggiunta di una piccola quantità della liqueur e rappresenta l’ultimo tocco che definisce lo stile di uno Champagne. 

Il liqueur de dosage, anche detto liqueur d’expédition, è più spesso composto da zucchero di canna disciolto nel vino nella proporzione di 500-750 g/l. La gamma dei dosaggi, come vi abbiamo raccontato, è ampia e la scelta dipende dal gusto e dall’abbinamento che si vorrà offrire al proprio vino.

  • CRU

In Champagne, un Cru corrisponde a un comune viticolo. Se è Premier Cru, si colloca al secondo posto nella classificazione del vigneto. Se è Grand Cru al primo posto. Non è da confondere con il Clos, che indica invece un vigneto delimitato con muri da cui proviene uva di particolare e superiore livello qualitativo capace di dare forma a Champagne spesso unici e molto rari.

Il Cru in Champagne non è da confondere con il Clos
Il Cru in Champagne non è da confondere con il Clos
  • MILLESIMATO

Quando i vini assemblati appartengono tutti a una sola e unica annata, poi indicata in etichetta, lo Champagne prende il nome di millesimato. La scelta di millesimare o meno uno Champagne spetta al solo elaboratore, che decide di esaltare la pronunciata tipicità di una vendemmia.

Uno Champagne millesimato sarà sempre un vino di carattere, contraddistinto dall’annata di produzione.

  • PRISE DE MOUSSE

La presa di spuma è la peculiarità degli Champagne e consiste nella seconda fermentazione, quella che avviene in bottiglia e che conferisce effervescenza al vino. Dura tra le sei e le otto settimane e prevede che i lieviti consumino lo zucchero e liberino nel vino, oltre all’alcol e all’anidride carbonica, esteri e alcoli superiori, che contribuiranno anch’essi a definire le caratteristiche sensoriali dello Champagne.

  • REMUAGE

Con la sboccatura, un’altra delle operazioni più caratterizzanti dell’elaborazione dei vini di Champagne. Questa fase ha lo scopo di raccogliere nel collo della bottiglia il deposito formatosi durante la maturazione sui lieviti e che sarà poi espulso, per l’appunto, attraverso il dégorgement.

Oggi il remuage è meccanico (tranne in pochi eccezionali casi) ed è effettuato da speciali macchine automatiche, mentre un tempo veniva fatto manualmente dai remueurs: le bottiglie, poste con il collo all’ingiù sui pupitres, venivano periodicamente scosse con energia, ruotate di un ottavo di giro ogni volta, e progressivamente inclinate fino a quando il sedimento si raccoglieva tutto sotto il tappo.

Oggi il remuage dello Champagne è meccanico (tranne in pochi eccezionali casi, come in Pol Roger) ed è effettuato da speciali macchine automatiche, mentre un tempo veniva fatto manualmente dai remueurs
Oggi il remuage è meccanico (tranne in pochi eccezionali casi, come qui in Pol Roger) ed è effettuato da speciali macchine automatiche, mentre un tempo veniva fatto manualmente dai remueurs
  • VINS DE RÉSERVE

I “vini di riserva” sono i vini fermi di annate precedenti, conservati a bassa temperatura in botti o altri fusti, e selezionati per la loro elevata qualità.

Svolgono un ruolo fondamentale durante l’assemblaggio e servono a dare maggior completezza e corpo al prodotto finale, oltre che a garantire la continuità dello stile della Maison o del Vigneron.

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