Valdobbiadene da record: 2021 da 100 milioni di bottiglie

Numeri da capogiro per il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene. La Docg certifica un momento d’oro per le bollicine venete annunciando una chiusura di 2021 con oltre 100 milioni di bottiglie vendute sui mercati di tutto il mondo.

Un traguardo storico, che migliora la performance 2020, dove le bottiglie commercializzate erano state 92.105.416 per un valore di 526 milioni di euro, così commentato da Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela che oggi raggruppa 192 case spumantistiche, 442 vinificatori e 3400 famiglie di viticoltori:

“Il 2021 ha rappresentato un momento di transizione sia per l’economia italiana sia per il Conegliano Valdobbiadene. Per la Denominazione in particolare è stato un anno in cui siamo riusciti a raggiungere grandi risultati quantitativi, superando i 100 milioni di bottiglie, ma il traguardo che tagliamo con più orgoglio è quello della qualità“.

Il consumatore, nonostante lo scenario economico, continua a riconoscerci un valore di cui siamo fieri. Credo che questo sia anche il frutto della sintonia raggiunta con i consumatori, in particolare rispetto ai valori come la sostenibilità della filiera produttiva e la tutela dei territori. Per noi il territorio è parte integrante del valore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, insieme sono il patrimonio futuro della nostra comunità”.

I perché di un successo: i motivi del 2021 da record del Prosecco Superiore

Il risultato positivo del 2021 è il frutto del grande sforzo che la Denominazione ha affrontato nel 2020 per mantenere e rinnovare le relazioni con il mercato che hanno comportato la ricerca di nuovi canali di vendita e di innovazioni nelle attività di comunicazione e promozione.

Le esperienze maturate nei 12 mesi precedenti hanno indotto molte delle aziende della Docg a incrementare nel 2021 alcune delle attività già implementate nell’anno precedente e risultate particolarmente efficaci, in particolare tutte le attività legate alla digitalizzazione.

“L’ampliamento delle vendite ha riguardato sia il mercato italiano sia quello estero”, evidenzia il professor Eugenio Pomarici, responsabile della stesura del Rapporto economico dedicato al 2021 delle bollicine di Conegliano Valdobbiadene. 

“Relativamente all’Italia, risultano in crescita rispetto all’anno precedente le vendite nella Grande distribuzione (+24% in volume e in valore nei dodici mesi tra ottobre 2020 e ottobre 2021). Per quanto riguarda i mercati esteri, è possibile stimare incrementi rispetto al 2020 (che avevano fatto registrare una modesta contrazione) piuttosto significativi, orientativamente vicini in valore al 30%”.

Elvira Bortolomiol e Diego Tomasi, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di Tutela del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, che oggi raggruppa 192 case spumantistiche, 442 vinificatori e 3400 famiglie di viticoltori
Elvira Bortolomiol e Diego Tomasi, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di Tutela del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, che oggi raggruppa 192 case spumantistiche, 442 vinificatori e 3400 famiglie di viticoltori

I trend di oggi e domani: l’analisi

Per avere maggiori elementi di analisi è stata commissionata dall’ente di tutela del Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene una ricerca al Consorzio Aaster, fondato e guidato dal sociologo Aldo Bonomi, con l’intento di indagare le ragioni del successo della Denominazione ma anche avere strumenti conoscitivi efficaci per affrontare un futuro di sviluppo del territorio.    

L’analisi di Aaster approfondisce in prima istanza le ragioni economiche e sociali che sono state alla base del successo del prodotto nel mondo e che ne hanno anche determinato la sua immagine di simbolo del made in Italy. 

Riguardo al futuro, emerge che oggi si tende a guardare ai flussi per decifrare l’impatto che l’economia globale avrà sulle imprese e sull’economia locale. Non è l’unica strada, è anche necessario comprendere quale impatto abbiano avuto le recenti evoluzioni del mercato sulla società locale e sul posizionamento stesso del territorio.

L’indicazione che affiora dalla ricerca riguarda la necessità di porre grande attenzione alla società locale e alla cura che richiedono le “reti corte di comunità e di territorio” per poter affrontare con convinzione “le reti lunghe delle relazioni globali” che sempre più si alimentano di identità, cultura, comunicazione, ospitalità. In questa prospettiva un approccio territoriale condiviso è particolarmente efficace, perché un’economia che risponda ai bisogni essenziali delle persone e al loro benessere deve partire da condizioni, esperienze e pratiche legate alla vita quotidiana, quindi ai territori locali e alla loro patrimonializzazione, con effetti positivi che riguardano poi livelli superiori, fino a quello globale.

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg vola al supermercato

Per quanto riguarda la Grande distribuzione organizzata l’andamento dei primi 10 mesi del 2021 per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha evidenziato una vera impennata della crescita del prodotto con un segno positivo a doppia cifra nei canali Iper e Super e in tutte le aree geografiche. 

In particolare, nei canali Iper si registra una crescita a valore del 26,7% e a volume del 30,3% mentre nel canale Super + 25,9% a valore e +25% a volume. 

Dal punto di vista della distribuzione geografica guida il Centro e la Sardegna con +29,2% a valore e +29,1% a volume, segue la crescita del Sud con un +27,4 % a valore e un +28,7% a volume. 

Crescita ancora importante al Nord dove si registra nel Nord Ovest un + 25,1% a valore e un +25,7% a volume e chiude il Nord Est con un + 21,4% a valore e + 21,1% a volume.

Le performance all’estero: chi beve più Conegliano Valdobbiadene nel mondo

Il mercato estero vede ancora saldamente in testa il Regno Unito che nonostante la Brexit e poi gli effetti della pandemia non rinuncia al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. 

La Gran Bretagna con una quota export del 22% si conferma il Paese che importa più prodotto (8 milioni di bottiglie) e che rende il maggior valore (46 milioni di euro).

Segue la Germania con quasi 7 milioni di bottiglie per 42 milioni di euro in valore e la Svizzera con poco più di 5 milioni e mezzo di bottiglie per quasi 29 milioni di euro.    

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto