Sartori adotta il “suo” simbolo di Verona

Un nuovo incontro tra vino e arte. E ancora una volta il Veneto è protagonista. Al centro: un simbolo di Verona. O forse meglio dire: il simbolo. In questo caso di una città, ma anche di una cantina, che fieramente lo porta nel suo stemma dal 1898, a testimonianza dello stretto legame che l’unisce al territorio di appartenenza. La statua equestre di Cangrande I della Scala al Museo di Castelvecchio ha un nuovo sponsor: è la Casa Vinicola Sartori, che si prenderà a carico la manutenzione conservativa ordinaria dell’opera per i prossimi 12 anni. Un impegno, da parte di uno dei produttori più rinomati del veronese, a tutela del patrimonio culturale della città scaligera.

La sponsorizzazione di Casa Vinicola Sartori: un esempio virtuoso

“Affinchè chi ci ha visti nascere viva per sempre”: è con questo messaggio che la Casa Vinicola Sartori comunica il suo impegno nella manutenzione conservativa della statua monumentale di Cangrande I della Scala in un progetto della durata di 12 anni.

Questa neonata sinergia tra istituzioni museali e privati cittadini contribuisce a diffondere un approccio virtuoso alla percezione dei beni culturali, affinché arte e cultura non rimangano appannaggio esclusivo di esperti o degli enti preposti alla loro tutela e alla loro gestione: un processo di collaborazione e di partecipazione attiva della cittadinanza al bene comune, che contribuisce a creare una più ampia consapevolezza del patrimonio artistico come parte integrante dell’identità culturale della collettività.

Il Comune di Verona ha accettato il contributo di sponsorizzazione della Casa Vinicola Sartori da 38.000 euro che consentirà di sostenere il servizio di pulizia e manutenzione della monumentale statua per 12 anni, garantendo alla città e ai suoi visitatori la conservazione e la fruibilità ottimale dell’opera.

“Affinchè chi ci ha visti nascere viva per sempre”: è con questo messaggio che la Casa Vinicola Sartori comunica il suo impegno
“Affinchè chi ci ha visti nascere viva per sempre”: è con questo messaggio che la Casa Vinicola Sartori comunica il suo impegno

Qual è la storia della statua equestre di Cangrande I della Scala

La statua equestre di Cangrande I della Scala ritrae un cavaliere armato in un momento di quiete, mentre saluta con la spada alzata. Il signore scaligero veste in abito militare, porta sulle spalle un elmo-cimiero con un cane alato e monta un destriero che appare coperto da una gualdrappa ornata di motivi geometrici con fiori e lo stemma scaligero. Il suo volto è illuminato da un sorriso bonario.

In origine la statua svettava sulla piramide tronca sopra l’arca nel cimitero degli Scaligeri e dirigeva il suo sguardo benevolo verso il successore Mastino II. Nel 1909 per ragioni conservative fu tolta dall’arca e ricoverata prima nel Museo Civico a palazzo Pompei e, successivamente, a Castelvecchio. Qui il geniale senso degli spazi dell’architetto Carlo Scarpa e di Licisco Magagnato, direttore dei Musei e Gallerie d’Arte dal 1955 al 1987, trovò una collocazione ideale che, pur mantenendo l’originale punto di vista, dal basso in alto, permette al visitatore di stabilire un contatto diretto con il sorriso vitale di Cangrande. 

Il percorso museale è costruito in modo tale da creare un senso di attesa il cui climax è costituito proprio dal momento in cui la statua, nello stesso tempo possente ma leggerissima perché sospesa nel vuoto, appare a pochissima distanza dal visitatore.

Il fascino del più famoso degli Scaligeri, celebrato nelle parole dell’amico Dante Alighieri che fu ospite prediletto alla corte veronese durante il suo esilio, si estende all’intera città e la statua che lo rappresenta è diventata la sua icona più nota. 

È un’immagine che simboleggia il significato del profondo e indissolubile legame con i luoghi, la storia, la bellezza e l’eleganza di una delle città più ammirate al mondo. Per questo è stata utilizzata come logo fin dal 1898 dalla Casa Vinicola Sartori di Verona che ora si è proposta di adottarne la cura. 

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