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Tra Londra e Düsseldorf, è Vinitaly 2022 che gode? Il commento di WineCouture

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Fra i due litiganti il terzo gode, dice un noto proverbio. Ed è ufficialmente guerra aperta nel mondo delle fiere del vino. A scatenarla la scelta di ProWein di spostare dal 15 al 17 maggio la manifestazione, a causa del perdurare delle difficoltà legate alla diffusione della variante Omicron. Come vi abbiamo subito segnalato, le nuove date della kermesse tedesca vanno a inserirsi in un frangente particolarmente affollato per il vino internazionale. ProWein 2022 si sovrapporrà, infatti, con la London Wine Trade Fair, prevista dal 16 al 18 maggio. Ma la scelta di Messe Düsseldorf creerà qualche inconveniente anche per espositori e visitatori di VieVinum, la fiera austriaca che si terrà a Vienna dal 21 al 23 maggio. Per ora è da Londra che l’annuncio proveniente dalla Germania non è stato preso particolarmente bene. E a metterlo nero su bianco è stata Hannah Tovey, event director della London Wine Fair, che non ha risparmiato un vero e proprio attacco frontale ai “colleghi” di Messe Düsseldorf. E davanti a questa “disfida”, se a guadagnarci fosse Vinitaly 2022?

Attacco frontale della London Wine Fair a ProWein

Gli organizzatori della London Wine Fair hanno risposto alla nota di Messe Düsseldorf in merito allo slittamento di ProWein a maggio. Hannah Tovey, event director della kermesse londinese ha così commentato, manifestando esplicitamente quello che è più di un fastidio:

“Questa è una mossa estremamente aggressiva da parte di ProWein: un attacco diretto sia alla London Wine Fair che al mercato delle bevande del Regno Unito”. 

“La Fiera è stata un appuntamento fisso nell’agenda del settore del vino da oltre 40 anni e questa mossa sarà estremamente dirompente per il nostro comparto”. 

“La decisione è stata presa senza considerazione per molti dei loro espositori o per il loro pubblico di visitatori nel Regno Unito. Abbiamo fatto numerosi tentativi di contattarli dalla scorsa settimana, quando hanno iniziato a circolare voci di un cambio di data. Non hanno avuto la cortesia di rispondere”.

La London Wine Fair si svolgerà, infatti, come evento in presenza all’Olympia dal 16 al 18 maggio. E sarà anticipata da un appuntamento in digitale il 9 e 10 maggio. ProWein 2022 si sovrapporrà con le proprie nuove date, dal 15 al 17 maggio.

“Questo equivale a un enorme sconvolgimento per l’industria del vino, in un momento in cui tutti desideriamo un ritorno alla normalità senza intoppi”, prosegue Hannah Tovey.

“Siamo tutti consapevoli dell’impatto che il Covid-19 ha avuto sulle fiere del vino. La London Wine Fair 2020 è stata posticipata al 2021, che si è successivamente svolta in digitale. All’epoca, la nostra preoccupazione principale era supportare i nostri espositori, a cui è stato offerto a tutti un rimborso per i loro stand 2020 e riteniamo di aver agito con la massima integrità per tutto il tempo. Dopo gli ultimi due anni di interruzione, l’industria degli eventi delle bevande dovrebbe collaborare per facilitare le opportunità di business per il commercio del vino”.

Una totale manca di fair play nella scelta delle nuove date di ProWein: di questo Londra accusa Messe Düsseldorf. E in questa convergenza d’incastri, il reale vincitore potrebbe risultare il terzo protagonista: Vinitaly 2022.
Una totale manca di fair play nella scelta delle nuove date di ProWein: di questo Londra accusa Messe Düsseldorf. E in questa convergenza d’incastri, il reale vincitore potrebbe risultare il terzo protagonista: Vinitaly 2022

Perché Vinitaly 2022 è l’unica fiera del vino con un senso nella prima metà del 2022

Dunque, è una totale manca di fair play quello di cui Londra accusa Messe Düsseldorf. E in questa convergenza d’incastri, il reale vincitore potrebbe risultare il terzo protagonista: Vinitaly 2022.

Fra i due litiganti il terzo gode, si diceva. Ed è proprio questo lo scenario più plausibile al momento, salvo incidenti di percorso da qui alla primavera.

Nel 2022, a oggi, il vero protagonista della riscossa del business del vino in presenza si delinea con sempre più forza, infatti, Vinitaly. 

Veronafiere, d’altronde, è stata l’unica organizzazione ad aver fatto “tesoro” degli ultimi due anni di pandemia, in termini logistici e di planning, tra gli appuntamenti che vanno in scena tradizionalmente nella prima metà dell’anno. Tutte le altre manifestazioni hanno invece proseguito nella loro idea di sempre, come se il Covid non fosse mai esistito e troppo fiduciosi di esserci già tutto lasciati alle spalle.

Certo, c’è da dire che Vinitaly era facilitata da una collocazione “tradizionale” in calendario che risultava più strategica rispetto ai “concorrenti”. Ma ad oggi, di fatto, appare davvero l’unico evento con un “senso” logico.

Al momento, Verona ha in mano l’asso pigliatutto della ripartenza del vino. L’augurio e la speranza è che Vinitaly sappia sfruttarla, giocando al meglio la mano 2022
Al momento, Verona ha in mano l’asso pigliatutto della ripartenza del vino. L’augurio e la speranza è che Vinitaly sappia sfruttarla, giocando al meglio la mano 2022

I tre motivi per cui scommettere su Vinitaly 2022

Parliamo, infatti, di efficacia e utilità della kermesse. Escludiamo, a priori, l’appuntamento con Wine Paris & Vinexpo Paris: la voglia di far bene e il coraggio di ripartire degli organizzatori francesi non sono in discussione, le tempistiche, invece, lasciano più che qualche dubbio.

Nelle date confermate, dal 14 al 16 febbraio 2022 a Paris Expo Porte de Versailles, Wine Paris & Vinexpo Paris accoglierà indubbiamente 2.800 espositori da 32 Paesi, ma allo stato attuale della situazione in Francia e in Europa, quanti saranno i buyer che dal mondo, soprattutto Extra Ue, giungeranno a Parigi? I dubbi sono tanti in merito, tenuto conto che l’Asia, ora, è sostanzialmente off limits.

Dunque, bisogna guardare a primavera, quando logica porta a pensare che ci sia lasciati alle spalle il tradizionale picco invernale delle influenze, che vede gennaio come mese del “tutti chiusi in casa”.

A quel punto, la collocazione della 54esima edizione di Vinitaly, dal 10 al 13 aprile, appare a oggi l’ideale. Per tre ragioni.

La prima è di carattere logico, se si guarda a cosa ha insegnato il 2021, quando la ripartenza ha preso il via proprio ad aprile. 

La seconda ragione è di carattere pratico, tenuto conto che in quel momento dell’anno è possibile presentare le nuove annate, a differenza del febbraio parigino. 

La terza motivazione, di carattere logistico, ragionando su quello che è il format di Vinitaly, fortemente incentrato su un’offerta di espositori che ha il suo vero core nelle aziende italiane: dunque, la preoccupazione principale non è, come per ProWein, trovare il modo di “muovere” espositori da altri continenti che occupino padiglioni, ma concentrarsi sulle operazione di afflusso di buyer internazionali, su cui serve un forte convergenza con le istituzioni per “invogliare” gli operatori a muoversi e per risolvere tutte le problematiche burocratiche che al momento rischiano di far inceppare la macchina organizzativa.

A fronte, infatti, di un appuntamento “appetibile” e sicuro in termini organizzativi, siamo certi che la voglia di ritrovare il contatto con le cantine degli operatori dal mondo prevarrà. Con buona pace di London Wine Fair e ProWein, che a quel punto saranno solo quelli che arriveranno dopo.

“Let’s reunite for business”, recita il payoff della kermesse 2022 firmata da Messe Düsseldorf. E al momento, Verona ha in mano l’asso pigliatutto della ripartenza del vino. L’augurio e la speranza è che Vinitaly sappia sfruttarla, giocando al meglio la mano 2022.

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