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Tenute Tomasella con il Crea alla ricerca dei “nuovi” vitigni veneti

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Continua l’impegno di Tenute Tomasella in rilevanti azioni di ricerca agricola su terreni e vigneti grazie, oggi, anche alla fiducia del Crea, il più importante Ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che ha ottenuto dalla Regione Veneto l’autorizzazione ad avviare una sperimentazione finalizzata a valorizzare le varietà autoctone e le nuove varietà.

A questo verrà affiancato uno studio più approfondito sulle varietà resistenti sia alla flavescenza dorata che alla peronospora, due delle malattie che maggiormente colpiscono le coltivazioni. L’azienda di Mansué è stata individuata come prima entità scelta nella ricerca di queste nuove varietà.  

Sono complessivamente 2,5 gli ettari di vigneto che il Crea ha affidato a Tenute Tomasella, prima realtà vinicola coinvolta e con l’estensione di terreno più ampia assegnata, per un percorso di ricerca che prevede, tra le numerose iniziative, l’ampliamento delle basi ampelografiche regionali.

Simone Proietti, enologo Tenute Tomasella
Simone Proietti, enologo Tenute Tomasella

Tenute Tomasella: l’impegno per contrastare i cambiamenti climatici

Un impegno importante, nell’ottica allargata di far fronte alle attuali richieste di mercato di avere vitigni più robusti nonché, fattore ormai non più trascurabile, dei sempre più marcati cambiamenti climatici. Allo stesso tempo una scelta rischiosa, dal momento che dovendo dare il tempo necessario alla pianta di crescere (almeno 3 anni) non è possibile avere nell’immediato la certezza che in futuro si potrà ottenere una vigna con varietà autorizzate, e coraggiosa, dato che almeno per il momento, non è possibile commercializzare queste uve. 

Sono state quindi individuate due zone ritenute idonee per lo sviluppo del progetto, nel corpo dell’area alpina a cavallo dei comuni di Mansuè e Portobuffolè in provincia di Treviso. 

Otto le varietà impiantate, 3 a bacca bianca nel comune di Portobuffolé (TV) e 5 a bacca rossa nel comune di Mansué (Treviso). Ecco quali.

Per le bianche, l’Alvarinho (Portogallo), il Petit Manseng (Francia), il Vermentino (Italia), per le rosse: il Marselan (Francia), l’Arinarnoa (Francia), il Tempranillo (Spagna), il Touriga National (Portogallo) e il Castet (Francia). 

Queste tipologie di uve hanno una maturazione tardiva e sono state scelte proprio in funzione del cambiamento climatico che ultimamente tende ad anticipare la maturazione ad agosto quando le temperature sono ancora elevate. Lo spostamento in avanti di questa fase invece permette di avere un maggiore equilibrio tra zuccheri, aromi e acidità dell’acino; utilissimo se si vogliono ottenere vini con una marcata longevità.   

La sperimentazione servirà quindi per capire i tempi di maturazione una volta che queste uve si saranno adattate al clima di questo territorio. Si tratta di un investimento ingente per un progetto di studio a lungo termine che il Crea si impegnerà a monitorare fornendo aggiornamenti periodici sull’andamento progressivo, accessibili a tutti.  

Sono complessivamente 2,5 gli ettari di vigneto che il Crea ha affidato a Tenute Tomasella, prima realtà vinicola coinvolta e con l'estensione di terreno più ampia assegnata, per un percorso di ricerca che prevede, tra le numerose iniziative, l’ampliamento delle basi ampelografiche regionali.
Sono complessivamente 2,5 gli ettari di vigneto che il Crea ha affidato a Tenute Tomasella per un percorso di ricerca che prevede l’ampliamento delle basi ampelografiche regionali
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