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Col Vetoraz: degustazione a 5 sensi al cuore del Cartizze

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Un vero e proprio incontro di eccellenze, il Valdobbiadene Docg e le opere d’arte, che si uniscono a celebrare l’esaltazione dei cinque sensi. È ciò che si può ammirare nella sala accoglienza di Col Vetoraz a Santo Stefano di Valdobbiadene: per sei mesi diventa la casa delle sculture lignee dell’artista pordenonese Arianna Gasperina, in arte Arya. 

Una motivazione in più e un’occasione speciale per decidere di raggiungere il punto più alto tra le colline del Cartizze, concedendosi un’esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi. 

Col Vetoraz incontra l’arte di Arianna Gasperina

Degustare un Valdobbiadene Docg, accolti e guidati dal personale competente e professionale, mentre si ammira la potenza evocativa delle sculture. E poi uscire sulla terrazza panoramica per posare lo sguardo sull’imperdibile distesa dei vigneti.

È questa la proposta di Col Vetoraz, a Santo Stefano di Valdobbiadene, che per i prossimi sei mesi ospita le creazioni di Arianna Gasperina, in arte Arya

“Rispetto, sensibilità, attenzione e cura per la terra, ascolto e adattamento ai ritmi della natura evitando forzature. Tutti elementi, questi”, spiega Loris Dall’Acqua amministratore delegato ed enologo di Col Vetoraz, “che oltre alle necessarie competenze tecniche sono riconoscibili nella nostra filosofia di lavoro e che avvicinano molto l’universo enologico a quello artistico”. 

“Un vino che sappia trasmettere armonia nei profumi ed equilibrio nel gusto con eleganza e mirando sempre all’eccellenza, in fondo è già di per sé un’opera d’arte”.

Tre le sculture in esposizione, tutte in legno di Pino Cembro pigmentato con terre naturali:

Alba… quella Luce, Rinascita Consapevole, Abbandono.

Alba... quella Luce, una delle sculture in esposizione a Col Vetoraz
Alba… quella Luce, una delle sculture in esposizione a Col Vetoraz

Lo sculture di Arya e il progetto Vino e Arte

Le creazioni di Arianna hanno sono di forte impatto e si ispirano alla figura femminile, con incursioni nel sacro, realizzate utilizzando la sua materia prima preferita, il legno, come pino cembro, larice, cedro del Libano. Le sue donne si sprigionano prepotentemente dalla materia col desiderio di andare. Donne contro vento, angeli per unire il cielo con la terra, e anche bambini. 

L’artista, dallo stile figurativo fresco ed impetuoso, scolpisce il legno al novanta per cento a motosega, per poi definire le figure solo in alcuni punti, come cercasse una messa a fuoco, con l’ausilio di scalpelli e raspe per conferire maggiore finezza, creando un contrasto con le parti grezze in un gioco di pieni e vuoti. 

La sua arte nasce da un forte desiderio di condivisione pura di emozioni e di idee che nascono dal profondo e da una ricerca costante. Grazie ad un istinto innato, e con l’aiuto della tecnica, le sue opere arrivano a dialogare nella semplicità.

Per Arianna essere scultore è missione di vita più che mestiere, è riuscire a creare collegamenti per far scaturire tra mente e cuore sensazioni e sentimenti intensi.

Tutto questo attraverso il legno materia viva, con un proprio carattere, che si deteriora e si modifica nel tempo, proprio come noi. “Lo vivo”, dice l’artista, “attraverso un costante dialogo intimo e unico con ogni albero che vado a scolpire. Sono sempre in ascolto, perché questo materiale ha bisogno di rispetto e quindi anche lui rispetterà il mio fare lasciandomi entrare in esso. Ogni tipologia di albero ha le sue caratteristiche e conoscerne la provenienza, il terreno in cui è cresciuto, da un ulteriore quadro poetico quanto reale della vita della pianta e quindi di come risponderà”.

L’esposizione di Arianna Gasperina segna l’inizio di un percorso dall’orizzonte più profondo che lega Vino e Arte. Ogni sei mesi, infatti, la Sala Accoglienza di Col Vetoraz darà spazio a un artista diverso.

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