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Albino Armani: la bellezza della Valpolicella atipica e i suoi vini

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Un’interpretazione atipica dei vini della Valpolicella, soprattutto quando si parla di Amarone: eppure, senza dubbio, oggi la più ricercata dai veri appassionati (oltre che apprezzata e premiata dalla critica). Il nome di Albino Armani richiama a una delle storie più antiche del vino tricolore. Una narrazione che affonda le sue radici in oltre 400 anni di vigna e di passione per il vino da parte di una famiglia scesa dal Monte Baldo, in Trentino, e che, nel corso degli ultimi sette decenni, ha saputo portare la propria filosofia produttiva prima in Veneto e, poi, in Friuli-Venezia Giulia. 

Presente in Valpolicella fin dagli anni ’60, Albino Armani ha deciso di sposare negli anni ’80 l’alta collina di Marano. Oggi la cantina dell’azienda affaccia su un anfiteatro naturale in località Camporal, a 500 metri s.l.m.

Siamo in un’area tra le più vocate, nonché uno dei cinque comuni storici della sottozona “Classica”. È qui che si raggiungono le maggiori altitudini: caratteristica che, associata all’origine vulcanica dei suoli, danno vita a un prodotto unico nel suo genere. 

Presente in Valpolicella fin dagli anni ’60, Albino Armani ha deciso di sposare negli anni ’80 l’alta collina di Marano
Presente in Valpolicella fin dagli anni ’60, Albino Armani ha deciso di sposare negli anni ’80 l’alta collina di Marano

Il racconto della Valpolicella atipica di Albino Armani: intervista a Egle Capilupi

Il racconto della Valpolicella di Albino Armani è racconto di Marano, dunque. “È a queste altitudini che ricerchiamo interpretazioni sempre più identitarie della Valpolicella di alta collina”, spiega Egle Capilupi, titolare dell’azienda con il marito Albino Armani.

“Nel calice desideriamo siano percepite coerenza, eleganza e riconoscibilità territoriale dell’areale di Marano, zona capace di regalare vini davvero identitari”. 

Un’impronta forte che l’altitudine, i particolari terreni vulcanici e il delicato uso fatto del legno in cantina definiscono e riaffermano quando si parla di stile, in primis con l’Amarone. 

Ma è un altro vino, quello che meglio identifica l’identità di Albino Armani a queste latitudini. “Senza nulla togliere al nostro simbolo Cuslanus, iconico Amarone Classico Riserva, la tipologia che più fa trasparire il nostro stile in termini di produzione, con la sua freschezza e l’approccio diretto, è il Valpolicella Superiore, capace di lasciare dietro sé un’impronta territoriale più precisa e definita”.

E l’Albino Armani Valpolicella Doc Classico Superiore Egle, che nel nome omaggia proprio la nostra interlocutrice, è autentica espressione del terroir dell’alta collina di Marano dove il suolo vulcanico e il clima fresco con intense escursioni termiche sono fattori naturali decisivi a esaltarne l’elegante personalità.

Albino Armani Valpolicella Doc Classico Superiore Egle
Il Valpolicella Doc Classico Superiore Egle, autentica espressione del terroir dell’alta collina di Marano

Ma quali sono gli orizzonti e i segreti della Valpolicella di Albino Armani, ce lo racconta Egle Capilupi in questa intervista, svelandoci anche le annate da non lasciarsi sfuggire e i vini di cui fare scorta.

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