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L’Altra Toscana promossa a pieni voti nella sua prima

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Buona la prima. Promosso a pieni voti il debutto con L’Altra Toscana, la novità di quest’anno in chiusura delle Anteprime di Toscana. Un appuntamento con cui si è data l’opportunità di scoprire una Toscana diversa, che arricchisce la proposta vitivinicola della regione. Per oltre 130 etichette di tredici diverse Doc e Docg rappresentate dai dieci Consorzi di Tutela: Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Cortona, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Casole, Terre di Pisa e Valdarno di Sopra.

Una Toscana del vino “diversa”, si diceva, meno nota e ora più che mai pronta per farsi avanti. “Un bel debutto per questo evento che vuole essere un punto di partenza”, commenta Francesco Mazzei, evidenziando come si tratti proprio “di un percorso che ha l’obiettivo di mettere in luce le diversità e le potenzialità di uno spaccato dell’enologia toscana estremamente variegato e interessante, soprattutto per i consumatori più curiosi”.

Un successo per la chiusura delle Anteprime con L’Altra Toscana

“Il Museo di Santa Maria Novella, concesso grazie alla collaborazione del Comune di Firenze, con il suo incredibile patrimonio artistico si è rivelato cornice perfetta per sottolineare il forte legame tra vino, cultura e territorio”, prosegue Francesco Mazzei, presidente dell’Associazione L’Altra Toscana, che conclude: “Nei calici speriamo che i nostri ospiti siano riusciti a cogliere proprio la forza delle biodiversità e il carattere distintivo di ognuno dei territori presentati, uno spaccato della viticoltura toscana molto ampio e diversificato, tutto ancora da esplorare e con punte di qualità sempre più alte, circa 12 milioni di bottiglie che ogni anno sui mercati – specie quelli più attenti alle novità – si sanno far apprezzare”.

Una Toscana del vino sicuramente meno conosciuta, quella salita sul palcoscenico a L’Altra Toscana,  ma altrettanto interessante, dove la viticoltura biologica primeggia e dove molteplici realtà, anche di piccole dimensioni, coltivano la vite da secoli. 

Una forte tradizione, infatti, qui si intreccia anche con approcci “alternativi” – in vigna e in cantina – proponendo una scelta ampia e curiosa: la diversità è proprio il valore aggiunto di questo gruppo.

“Se alcune denominazioni hanno confermato il loro status, tipo Carmignano e Chianti Rufina, attraverso soprattutto le vecchie annate, gli emergenti – non i minori – hanno dimostrato di meritarsi grande attenzione con uno stile più contemporaneo e proiettato ad intercettare i consumatori più giovani”, evidenzia Gabriele Gorelli, Master of Wine che ha guidato le tre masterclass. “L’Altra Toscana sicuramente rompe un po’ il campanilismo toscano portando avanti il messaggio dell’importanza del fare sistema”.

L'Altra Toscana 2022

La voce dei Consorzi protagonisti

Soddisfatti dell’esperienza anche i Consorzi che hanno preso parte al debutto della kermesse. Ecco le loro voci in chiusura de L’Altra Toscana.

“Come prima edizione siamo soddisfatti, avevamo bisogno di un segnale positivo dopo il difficile periodo che si è dovuto affrontare; ovviamente vanno fatte delle migliorie ma credo che la direzione sia quella giusta. La nostra è una realtà piccola ma con forte tradizione e per noi questa è stata una vetrina a cui abbiamo aderito con entusiasmo”, spiega Fabrizio Pratesi, presidente Consorzio Carmignano.

“Noi siamo molto contenti della giornata di chiusura delle Anteprime perché c’è stata la possibilità di degustare territori diversi, a confronto sia sui tavoli sia nelle masterclass. Essere l’ultima giornata è sempre una sfida ma ritengo che abbiamo centrato l’obiettivo vista la partecipazione ampia della stampa internazionale, mi verrebbe da dire: dulcis in fundo”, sottolinea Cesare Coda Nunziante, presidente Consorzio Chianti Rufina.

“Sono molto contento perché finalmente i nostri vini sono tornati al centro, di fronte ad un pubblico attento che ci ha dedicato la giusta attenzione”, le parole di Moreno Petrini, presidente Consorzio Colline Lucchesi.

“L’atmosfera un po’ ovattata della location ha sottolineato un po’ quella che è la cifra stilistica delle nostre denominazioni. L’essersi trovati tutti assieme nell’organizzare questo evento ha dato sicuramente un’immagine di unità ai nostri vini, che con la degustazione seduta e con le masterclass hanno avuto la giusta attenzione e, seppur con qualche aggiustamento da fare, possiamo dire che questa è la giusta direzione. Si è notato il cambio di passo sicuramente rispetto alle altre edizioni”, evidenzia Stefano Amerighi, presidente Consorzio Cortona.

“Il nostro Consiglio ha accolto con entusiasmo questa iniziativa. In collaborazione con gli altri Consorzi, stiamo continuando a dare un meritato riconoscimento ai diversi volti della Toscana. Nel Montecucco esiste un’espressione del territorio, vera e riconoscibile, che si riflette completamente nel vino e che diventa autenticità stessa del Sangiovese e del nostro Vermentino. È proprio questa la nostra carta vincente, l’autenticità, che viene ulteriormente esaltata dalla sensibilità dei produttori rispetto alle tematiche ambientali: in Montecucco circa l’85% di produzione è bio-certificata. Il nostro vino è un vascello di valori identitari e unici, ci auguriamo che una fetta sempre più ampia di consumatori internazionali inizi a conoscerlo e a ricercarlo”, commenta Giovan Battista Basile, presidente Consorzio Tutela Vini Montecucco.


“Grazie alle masterclass di oggi la stampa internazionale ha potuto scoprire che il Sangiovese può sorprendere in questi terroir alternativi. Le cantine toscane hanno ancora voglia di sperimentare e di cercare nuove frontiere”, ribadisce Donatella Cinelli Colombini, presidente Consorzio Vino Orcia.

“L’Altra Toscana rappresenta molto bene lo spirito dei viticoltori del Consorzio Terre di Casole che, circa 20 anni fa, decisero di darsi un disciplinare che permettesse loro di valorizzare le singole peculiarità e quelle del territorio. Siamo orgogliosi di essere insieme a denominazioni prestigiose, territori di grande valore e firme che sono la storia della viticoltura ed enologia Toscana. Siamo convinti che ogni singola denominazione possa dare il proprio contributo per consolidare e accrescere la reputazione del brand Toscana, così come il Marchio Toscana accresce il valore dei nostri prodotti e delle nostre denominazioni. Per questo a breve chiederemo, come Consorzio Terre di Casole, di poter riportate Toscana nelle nostre etichette”, sottolinea Paolo Caciorgna, presidente Consorzio Terre di Casole.

“Dopo un periodo di chiusura come quello che abbiamo appena affrontato, i nostri vini avevano bisogno di una vetrina importante e costruita ad hoc; per il futuro sarebbe strategico forse non arrivare in chiusura della settimana delle Anteprime ma essere posizionati accanto a tutte le altre Anteprime che si svolgono nella città di Firenze, in un’ottica di razionalizzazione sia per i protagonisti sia per i giornalisti”, fa notare Nicola Cantoni, presidente Consorzio Terre di Pisa.

“In questa occasione il Valdarno di Sopra presenta le sue aziende e i nuovi millesimi, forte di una crescita della produzione certificata che si attesta sul 10% annuo, con una crescita degli associati del 15% e con un aumento significativo dell’utilizzo delle menzioni vigna e dei relativi toponimi in etichetta, segno del riconoscimento valoriale dei suoi terroir e della loro particolare vocazione”, chiosa Luca Sanjust, presidente Consorzio Valdarno di Sopra.

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