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L’Emilia del vino lancia l’allarme: “Aumenti costi mettono a dura prova la filiera”

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Già da mesi la filiera del vino, come tanti altri settori produttivi pilastri dell’economia nazionale, vive sulla propria pelle le conseguenze dei rincari di numerose materie prime necessarie per la produzione. Dopo gli allarmi lanciati dalle associazioni di categoria sugli aumenti dei costi, Federvini e Uiv, ecco che anche il Consorzio Tutela Lambrusco Doc e il Consorzio Tutela Vini Emilia segnalano la situazione di difficoltà in cui si trovano le aziende. Già evidente a fine 2021, l’allarmante situazione si è ulteriormente accentuata con le recenti vicende internazionali. 

“Rincari importanti, a volte non giustificati”: allarme aumenti costi visto dalla via Emilia

Si parla di rincari importanti, a volte non giustificati, quelli che le aziende della filiera produttiva del vino, nelle province di Modena e Reggio Emilia ma non solo, si sono trovate a dover affrontare negli ultimi mesi.  

Dall’energia elettrica al gasolio, dalle spedizioni ai materiali necessari per confezionamento e imballaggio, dai prodotti necessari per la coltivazione ai trasporti, con il costo del nolo dei container che ha subito una fortissima impennata: sono solo alcune delle aree più critiche che stanno avendo un grande impatto sui conti economici dei diversi attori della filiera. 

Talvolta, in aggiunta a tariffe notevolmente più alte, le cantine si trovano inermi di fronte all’impossibilità di reperire materiali necessari per garantire la corretta realizzazione e consegna del prodotto finito. 

“Come Consorzio preposto alla tutela di 7 Doc e una Igt, che rappresenta oltre il 95% della produzione vitivinicola di Modena e Reggio Emilia, riteniamo doveroso accendere i riflettori su questo tema”, sottolinea Claudio Biondi, Presidente del Consorzio Tutela Lambrusco Doc. “Parliamo di 16.600 ettari vitati nelle due province e di un indotto che comprende migliaia di imprese e famiglie. Tutte aziende che, a catena, stanno affrontando gli effetti dei rincari. Da questo momento di grave difficoltà può nascere l’opportunità di compattare la filiera produttiva, dalla vigna alla tavola, raggiungendo un giusto equilibrio tra i diversi attori”.

Questo trend verso il rialzo dei prezzi e la difficoltà a reperire componenti essenziali era già evidente a fine anno, ma si è senza dubbio acuito ulteriormente con la drammatica crisi russo-ucraina. Numerosi i fornitori con sede nei due Paesi, che rientrano tra l’altro fra i mercati di riferimento per le esportazioni di Lambrusco. 

“Di fronte ad un conflitto come quello russo-ucraino con le drammatiche conseguenze che purtroppo sono sotto agli occhi di tutti, il nostro pensiero è andato naturalmente al grave impatto che la guerra sta avendo sulla popolazione”, commenta Davide Frascari, presidente del Consorzio Tutela Vini Emilia. “Fatta questa doverosa premessa, sicuramente i nuovi equilibri che si stanno delineando avranno dei riflessi importanti sulle relazioni economiche tra la nostra filiera e i due Paesi in questione. Fare una stima precisa è difficile, così come è complicato fare previsioni su un eventuale assestamento di questa delicata situazione”. 

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