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Vini per la Pace: 22mila euro dall’asta e il rilancio di Vinitaly

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Un’asta da sogno e di grande successo. Un rilancio altrettanto importante, protagonista l’organizzazione del Vinitaly. Vi abbiamo raccontato i giorni scorsi dell’iniziativa voluta dai 3 Consorzi dell’eccellenza enologica toscana, Brunello di Montalcino Docg, Chianti Classico Docg e del Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc, a favore dei profughi ucraini, assistiti e sostenuti dalla Caritas Diocesana di Siena. E il risultato della vendita dei prestigiosi lotti non solo ha richiamato collezionisti e donatori internazionali, ma soprattutto a fruttato ben 22mila euro che verranno donati a quanti nel bisogno a causa del conflitto attualmente in corso tra Russia e Ucraina. Ma non è finita qui. Ai Vini per la Pace, infatti, si è affiancato il “rilancio” da parte di Vinitaly: il ricavato delle masterclass e dalle degustazioni nella seconda giornata della kermesse, stimato in 80mila euro, è stato devoluto da Veronafiere alle iniziative della Caritas. 

Un successo l’asta di solidarietà dei Vini per la Pace di Brunello di Montalcino Docg, Chianti Classico Docg e del Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc

L’idea dell’asta benefica Vini per la Pace, voluta a favore e sostegno delle popolazioni ucraine in fuga dalla guerra, dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, in collaborazione con il Consorzio del Vino Chianti Classico Docg e del Consorzio Tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc, ha centrato il suo obiettivo solidale, raccogliendo in poco meno di un’ora 22.500 euro in donazioni da appassionati e collezionisti, da destinare ai profughi ucraini , assistiti e sostenuti dalla Caritas Diocesana di Siena.

Vini per la Pace: 22mila euro dall’asta e il rilancio di Vinitaly

“È un nostro dovere morale, per noi che abbiamo il privilegio di vivere in una regione da sempre paladina della pace ed in un contesto in cui il Vino è sempre stato un aggregatore di socialità e simbolo di pace”, ha spiegato Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Montalcino. “Mobilitarci per cercare di offrire aiuto e accompagnare in un percorso di integrazione nelle nostre terre quanti stanno soffrendo per una guerra inimmaginabile ai nostri tempi”.

Aggiudicati sono stati 30 importanti lotti di grandi bottiglie ed annate, offerte dai produttori soci dei Consorzi. A spiccare, una Magnum 1,5 lt di Brunello di Montalcino Biondi Santi 2015, una Magnum di Brunello Montalcino Ciacci PIccolomini d’Aragona 2015, una magnum di Tenuta San Guido Bolgheri Sassicaia 1999, così come una Doppia Magnum Ornellaia 2011 o una rara bottiglia di Chianti Classico Badia a Coltibuono 1958, accanto ad un Chianti Classico Monsanto 1969.

I pochi lotti rimasti dalla prima tornata di offerte restano disponibili online accedendo alla piattaforma Bid Inside, partner tecnico della iniziativa.

Il rilancio di Veronafiere: Vinitaly in prima fila per l’Ucraina

Ai soldi raccolti nel corso dell’asta, si sono, come detto aggiunti anche quelli devoluti da Veronafiere. 

“Mai avremmo immaginato un’edizione di Vinitaly fuori dal tunnel della pandemia ma dentro a quello della guerra”, chiosa a tal proposito Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. 

“Uno scenario drammatico che ci interroga e che non ci lascia indifferenti. Per questo Veronafiere ha deciso di sostenere le iniziative della Caritas. Un gesto di solidarietà e di fratellanza che speriamo possa alimentare la speranza e il dialogo per un cessate il fuoco nel più breve tempo possibile”.

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