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Albino Armani alla conquista di Milano con due vini simbolo della Valdadige

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Sabato 14 e domenica 15 maggio prossimi, il Palazzo del Ghiaccio di Milano tornerà ad ospitare Best Wine Stars 2022, l’atteso evento meneghino dedicato alla promozione della cultura del vino e all’eccellenza della viticoltura italiana che, giunto alla terza edizione, si prepara ad accogliere un selezionato pubblico di operatori, sommelier, media e wine lover. Tra i grandi protagonisti della due giorni di banchi d’assaggio e masterclass, non poteva mancare l’azienda Albino Armani, pronta a portare nel capoluogo lombardo il meglio della sua produzione, a iniziare dai due vini simbolo della Valdadige.

Dalla Valdadige a Terre di Plovia: i vini di Albino Armani in degustazione a Best Wine Stars 2022 a Milano

Protagonisti indiscussi in assaggio al tavolo Albino Armani saranno il Foja Tonda Valdadige Terradeiforti Doc 2017 e il Colle Ara Valdadige Terradeiforti Doc 2021 – presenti anche all’interno del volume internazionale Best Wine Stars 2022 -, i due simboli enologici della Valdadige, cuore produttivo dell’azienda familiare.

Non solo amore e rispetto delle tradizioni. Per la famiglia Armani quello con la Terra dei Forti è un legame a doppio filo: proprio qui, in questa antica valle di collegamento tra il mondo mediterraneo e quello alpino ed europeo, così chiamata per la ricchezza di castelli medievali che ne disegnano il panorama (i “Forti”), Albino Armani – proprio a tutela del suo territorio – da più di 30 anni porta avanti studi e ricerche per il recupero e la salvaguardia di varietà autoctone ancestrali, fino a pochi anni fa a rischio di estinzione. 

Albino Armani alla conquista di Milano con i suoi vini simbolo: dalla Valdadige a Terre di Plovia in degustazione a Best Wine Stars 2022.
Federico, Egle e Albino Armani

Molte altre le “chicche”, poi, saranno proposte in degustazione dalla Cantina Armani, a partire dal nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. 

Si tratta dello Sciaglin e del Piculit Neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019. Restando in Friuli, i visitatori potranno assaggiare anche il nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. Infine, a disposizione sul banco d’assaggio anche i vini di Casa Belfi, il progetto biodinamico nella Marca Trevigiana, frutto della collaborazione tra la famiglia Armani e l’enologo Maurizio Donadi.

Foja Tonda Valdadige Terradeiforti Doc 2017

Grazie al lavoro magistrale, portato avanti da Albino Armani da anni, di salvaguardia di varietà autoctone ancestrali, fino a tempo fa a rischio di estinzione come il Casetta o “Foja Tonda” in dialetto, possiamo ritrovare oggi in bottiglia vini della tradizione locale della Terra dei Forti realizzati da sole uve indigene. Tra loro si erge il Foja Tonda Valdadige Terradeiforti Doc 2017, una bandiera della sua terra, dalla spiccata personalità, che trova notevole complessità nell’invecchiamento abbinandosi splendidamente alla cacciagione. Bevuto giovane si sposa bene a primi piatti gustosi e a secondi piatti con carni al sugo, come i brasati e gli spezzatini.

Pinot Grigio Colle Ara Valdadige Terradeiforti Doc

Dall’autoctono per eccellenza, il Casetta o “Foja Tonda”, si passa ad un autoctono “acquisito”. Sì, perché il Pinot Grigio, benché arrivi dalla Francia, secoli fa trovò nel Nordest il suo territorio d’elezione. Il Colle Ara Terradeiforti Doc viene prodotto nel Parco Regionale della Lessinia a 230 m s.l.m. da una attenta selezione clonale coltivata a guyot sul conoide calcareo del Colle Ara.

Grazie alla macerazione a freddo con le bucce per circa una notte, il vino, oltre a un tenue colore ramato, acquisisce una netta direzione aromatica e uno spettro odoroso ricco, che va dal melograno al melone bianco, dalla rosa alla fragolina di bosco, alle erbe aromatiche. Al palato questo vino presenta pienezza, morbidezza, con lunghi ritorni dell’olfattivo, ma altrettanta acidità e sapidità, retaggio del suolo da cui ha origine. È il complice perfetto di una romantica cena di pesce.

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