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ProWein, il report: viaggio nei nuovi trend del vino mondiale

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Energia di qualità. Sembra questa la sintesi più adatta al viaggio nel ProWein della ripresa. Non facile da analizzare per tutte le varianti in corso e accorse. Al di là dei numeri già trattati qui su WineCouture. Lo stop forzato (pandemico) di due anni lascia un’impressione generale di rilassamento, anziché di nuova energia per la ripresa. Eppure, nella nostra esperienza, girando gli stand e ascoltando i produttori e gli operatori di settore si è registrato un cauto ottimismo, un concreto procedere del mondo del vino che forse si era troppo dichiarato ottimista nel 2018 e nel 2019 e adesso, invece, frena quell’entusiasmo empatico, consapevole di quanto accaduto e di quanto sta accadendo: dalla guerra Russia – Ucraina alla faticosa risalita dell’isolamento e delle chiusure forzate, tutti elementi che sconvolgono e non c’è sereno all’orizzonte di quantomeno delicati equilibri internazionali.

Venti di bollicine a ProWein: il Prosecco non basta più

I venti di bollicine sono decisamente meglio di quelli di guerra e sono uno degli effetti speciali di una edizione troppo estiva di ProWein, che come sempre, comunque, detta linee guida, tendenze, modo di intendere l’evoluzione del mondo del vino.

Fra i grandi temi di ProWein anche quello di bollicine fini e classiche: ci parla chiaramente di tendenze in crescita anche di grandi numeri. Qui la Francia è noblesse oblige, anche questa volta. Ma tutte le Maison italiane rilanciano con il proprio Metodo Classico ed è un segnale fortissimo. 

Effervescente. E Classico. Di un mondo che è davvero in movimento e chi non lo capisce perde il giro. Un mondo effervescente anche in chiave economica, dove forse il Prosecco apripista (metodo Charmat) non basta più.

La Champagne Lounge del padiglione 9 si è dimostrata ancora una volta il regno di casati che portano il nome di Ayala, Alexandre Bonnet, Collard Picard, Deutz e Heidsieck. La Messe parla di 120 produttori di Champagne per ProWein 2022, “un riflesso del successo di questo mercato con vendite e aumenti del fatturato nel 2021, di oltre il 30% (vendite a valore: +36%, a 5,7 miliardi di euro; vendite a volume: +31%, a 320 milioni di bottiglie)”.

Lo stato dell’arte e i nuovi orizzonti del Metodo Classico italiano

Nei calici di Metodo Classico come quelli di TrentoDoc c’è un “sentiment rispetto a ProWein che sia stato un po’ sottotono – come dice Carlo Moser, vice presidente di TrentoDoc – perché mancavano molti asiatici e nord americani, ma si può sicuramente dire, anche alla luce degli eventi recenti negli Stati Uniti – non molte settimane fa – che la categoria delle bollicine italiane di qualità sta crescendo molto all’estero e c’è un interesse vivo anche per il TrentoDoc. Un segnale importante”.

Tendenze e cambiamenti rappresentano le sfide dei Territori e delle Doc. Gilda Fugazza, presidente di Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, aggiunge una nota su questa visione a ProWein: “È l’Evento internazionale del vino. Quest’anno in particolare, dopo la chiusura forzata e troppo lunga, ha portato le aziende a concentrarsi non solo sul prodotto vino ma anche sulla lavorazione (vedi tema della sostenibilità che si traduce innanzitutto nella individuazione e determinazione dei parametri che saranno la base per il progetto sostenibilità), sull’accoglienza, sul turismo che diventa enoturismo”. 

“Dal canto suo il consumatore ha avuto il tempo di studiare, di informarsi, di navigare su internet e non vede l’ora di navigare tra i vigneti, tra le cantine per conoscere il territorio, il luogo dove viene coltivata e matura l’uva che diventa il vino del suo bicchiere. Un consumatore che non accetta più di bere solo il vino che beveva il suo papà, ma che è diventato informato e curioso. Non si accontenta di capire il vino ma vuole conoscere la sua storia, gli abbinamenti: il binomio vino – cibo ha allargato gli orizzonti”. 

ProWein 2022, il report: viaggio nei nuovi trend del vino mondiale. Il Prosecco non basta più, tra sostenibilità e nuovi formati.
Gilda Fugazza

I nuovi trend del vino mondiale: tra sostenibilità e nuovi formati, fa capolino l’enoturismo

Da questo ProWein emergono poi nuovi trend di mercato. “Intanto diciamo che il mercato del vino è vitalissimo ed il ProWein si conferma come una manifestazione ben organizzata che premia la professionalità”, dice Francesco Paganelli, export manager di Cevico. “Continua la richiesta di vini che oltre ad essere bio siano sostenibili a tutto tondo, includendo il packaging ma anche la sostenibilità sociale ed etica. Questo però deve essere sostenuto da una certificazione. Abbiamo anche avuto richieste per vini in formati nuovi come le lattine , senza solfiti, e senza alcool. Nell’ambito invece dei vini tradizionali sicuramente le bollicine continuano ad essere molto ricercate come i vini ottenuti con appassimento”.

Ed è in questo contesto che nascono le nuove proposte: il vino per tutte le occasioni (merenda e aperitivi compresi), la mixology, il vino in lattina, i vini a bassa gradazione alcoolica, i nuovi packaging più sostenibili, più colorati e tutti a chiedersi se saranno “la nuova moda”.

Il mondo del vino è in fermento e lo è più che mai anche quello dell’enoturismo, argomento che fa il suo ingresso – sorprendendo tutti – a questa edizione di ProWein.

La Messe ci mette anche a disposizione uno studio condotto nel 2019 dal Dwi e dalla Hochschule Geisenheim, che parla di un fatturato totale annuo di 29,9 miliardi di euro per il solo settore enoturistico. Alle vacanze in caravan (altra tendenza che reagisce alla pandemia), la fiera dedica un padiglione intero ed è una vacanza disegnata per un’esperienza “in vigna”, presso i viticoltori, cucita su misura. Molto simile a quanto sta accadendo in Italia, ad esempio, per quanto riguarda il turismo esperienziale e anche quello di prossimità.

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