https://www.banfi.it/it/
banner
  • Story

Pane, salame e vini dell’Oltrepò Pavese: i 25 anni Dop del Varzi

Dello stesso argomento

Volevano fare sentire tutto l’affetto di un mondo fatto anche da golosi, per festeggiare i 25 anni di Dop del Salame di Varzi, e ci sono riusciti. Il Festival del Salame di Varzi Dop ha contato circa 3mila persone transitate nel “girone dei golosi” ad animare il Borgo di Varzi, i cortili e le storiche cantine in una vera festa, domenica 22 maggio, con musica, artisti e giornalisti di fama nazionale per celebrare sua maestà il Varzi, quello vero.

Il Festival del Salame di Varzi Dop ha celebrato la sua festa e ha trovato eccellenti compagni di viaggio, fra le Denominazioni (Doc e Docg) d’Oltrepò Pavese, per un incontro di gusto che ha avuto alcuni momenti alti, per corrispondere al valore di questa Dop che il mondo ci invidia e che rappresenta la qualità di un prodotto della tradizione che sta vivendo una rinascita e un successo incredibile anche fra i giovani.

Il Festival del Salame di Varzi Dop: le masterclass con i Vini Doc e Docg d’Oltrepò Pavese

In un ininterrotto via vai di persone, per tutta la giornata di domenica si è festeggiato e degustato nel centro storico di Varzi ridipinto dagli artisti “delle saracinesche” di Vartweek – progetto che colora uno dei Borghi più Belli d’Italia, situato all’incrocio di 4 regioni e dove inizia la antica via del sale –, con l’Aldo Moro rinominata “piazza del gusto” sotto la Torre malaspiniana, animata anche da un interessantissimo show cooking di Riccardo Cominardi, chef itinerante e docente di Casta Alimenti, che ha stregato i golosi con i suoi finger food ed un risotto artistico, valorizzando il prodotto d’eccellenza: il Salame di Varzi e i prodotti del territorio.

Non è mancato il companatico, quello per fini calici: con degustazioni di vini a Denominazione, grazie anche alla presenza della Strada dei vini e dei sapori che ha proposto 40 etichette in assaggio e del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, che con il Club del Buttafuoco Storico ha condotto tre masterclass di abbinamento Salame di Varzi Dop / Vini Doc e Docg d’OP e particolarmente azzeccata anche la presenza di Fivi e del Distretto dei vini di qualità con una sfilata dedicata alla “Mossa Perfetta”, promozione della Bonarda di qualità.

Il Festival del Salame di Varzi Dop: le masterclass con i Vini Doc e Docg d’Oltrepò Pavese per celebrare i 25 anni della denominazione.

Sold out da giorni, le tre masterclass di abbinamento Salame di Varzi Dop / Vini Doc e Docg d’Oltrepo Pavese sono state un successo e hanno chiarito l’affascinante sfida nell’abbinamento fra stagionature di Varzi Dop e vini del territorio, con una selezione proposta dal direttore Carlo Veronese che ha pescato fra le etichette che rappresentano i vitigni autoctoni e i vitigni storici lasciando spazio poi al racconto affascinante di quella che viene definita l’élite della Doc del Buttafuoco, il Club del Buttafuoco Storico. 

“Una bellissima idea”, ha detto Giulia Garabello dell’omonima storica cantina che ha ospitato la suggestiva masterclass con il Club del Buttafuoco Storico. “Mi è piaciuto lo svolgimento, l’idea di presentare 3 stagionature diverse di 3 pezzature differenti del salame di Varzi Dop con un vino in abbinamento. Le note profumate del Buttafuoco e del Salame si sono sentite tutte, permettendo di apprezzarne le caratteristiche, indubbiamente di alta qualità. Mi ha poi sorpreso il Buttafuoco Chinato che non avrei mai pensato di abbinare ad un Cucito con una stagionatura di oltre 6 mesi: una vera poesia”.

Il Festival del Salame di Varzi Dop: le masterclass con i Vini Doc e Docg d’Oltrepò Pavese per celebrare i 25 anni della denominazione.

25 anni Dop del Salame di Varzi

La formula ideata per il Festival di Varzi ha previsto visite guidate nelle cantine dove era possibile assaggiare e ascoltare il racconto del Salame di Varzi Dop grazie alla presenza di 11 produttori. 

Molto apprezzato l’itinerario dei sapori e dei saperi proposto dai ragazzi in abito medievale di “A Tutta Varzi” e dalle guide di “Varzi Viva”, per raccontare la magia di un luogo che dai Longobardi in poi ha dato i natali a sua maestà il Salame di Varzi.

La Dop, che sta festeggiando il suo 25esimo anniversario e il 50esimo del Consorzio, ha deciso di iniziare le sue celebrazioni in questo luogo d’origine, in alta collina, lungo i livelli del borgo storico, dove il filo conduttore sensoriale sono stati i prodotti del territorio e la sua musica, che si alternava in un girone dei golosi itinerante, facendo incrociare emozioni e partecipazioni, di un pubblico curioso, di addetti ai lavori e anche di giovani, nelle vie di questo che è stato ufficialmente riconosciuto uno dei Borghi Più Belli d’Italia, ricco di storia e di tradizioni tramandate alle porta della Antica Via del Sale che collega la Pianura Padana al mare di Liguria, attraverso gli Appennini.

Sono state oltre 1000 le degustazioni del Salame di Varzi Dop, mirate e con abbinamenti di eccellenze del territorio, per celebrare il 25esimo della Dop del Salame di Varzi.

Il Festival del Salame di Varzi Dop: le masterclass con i Vini Doc e Docg d’Oltrepò Pavese per celebrare i 25 anni della denominazione.

L’Oltrepò Pavese che fa squadra: il convegno

Il Festival è stato preceduto da un convegno, sabato 21, che ha visto il contributo di Luca Borghi, moderatore, Laura Ogna, giornalista del mondo del turismo, dei professori Daniele Vigo (Università di Milano), Stefano Maggi (Università di Pavia), Giorgio Donegani, esperto in Nutrizione ed Educazione Alimentare, degli chef Damiano Dorati (La Cave Cantù di Casteggio) e Riccardo Cominardi (docente di Casta Alimenti), di Fabio Bergonzi (presidente del Consorzio Tutela Salame di Varzi Dop), Maurizio Arosio (presidente di Federcarni) e per il Consorzio Tutela Vini OP Gilda Fugazza (presidente) e Carlo Veronese (direttore). Ad aprire il convegno il sindaco e presidente della Provincia di Pavia e della Comunità Montana, Giovanni Palli, l’on. Elena Lucchini, Ruggero Invernizzi (Commissione regionale Agricoltura) e il commissario straordinario della Camera di Commercio di Pavia, Giovanni Merlino.

Il Salame di Varzi Dop non è mai stato solo, il tema approfondito dal convegno, che ha esplicitato gli ambiti che si legano a questa eccellenza: la salute, la storicità, la qualità, la vera sostenibilità, il presente e il suo futuro anche gastronomico, fino all’esperienza turistica. “Occorre puntare sempre di più sulla formazione e trovare le occasioni giuste per il racconto”, ha sottolineato Fabio Bergonzi aprendo e chiudendo la Tavola Rotonda che è stata anche trasmessa in diretta sul canale 78 Milano Pavia Tv. “Bisogna creare giovani operatori e puntare anche sulla figura degli ambasciatori del prodotto nel mondo. Quando ci siamo accorti che l’età dei nostri consumatori si stava alzando abbiamo iniziato a comunicare ai giovani usando i loro canali privilegiati. Abbiamo capito che non consumano il Varzi Dop perché non lo conoscono o non è di moda. Questo ci ha fatto riflettere e capire che bisogna ripensare allo storytelling giusto”.

Lo storytelling giusto, secondo gli esiti del convegno, sembra essere l’alleanza del Territorio. “Esiste già ma va implementata”, ha detto Bergonzi. “Ed è un’alleanza tra il Varzi Dop e i vini del territorio, ad esempio eccellenze che si abbinano perfettamente e ci raccontano esperienze di gusto innovative e antiche allo stesso tempo”, come ha ribadito Carlo Veronese, direttore del Consorzio Vini, che ha poi puntualizzato: “in Oltrepò Pavese abbiamo tutto per il turismo esperienziale così di moda, abbiamo borghi storci con castelli, prodotti tipici con storia e aneddoti che li raccontano con curiosità avvicinando i consumatori di ogni target, il Salame di Varzi ed i vini dell’Oltrepò Pavese sono pronti come lo sono i ristoranti, di grande qualità. Sono colline che offrono una ampia scelta su una vasta area collinare tutta da scoprire lentamente, ma la ricettività va potenziata”, ha concluso Veronese. 

Il Festival del Salame di Varzi Dop: le masterclass con i Vini Doc e Docg d’Oltrepò Pavese per celebrare i 25 anni della denominazione.

“Bisogna passare dalla logica del km 0 a quella del km vero, quello che racconta la storia e le eccellenze del territorio”, ha detto Gilda Fugazza, sostenitrice “del vino che si fa in vigna e della vera sostenibilità, che oggi va oltre il biologico, e il momento è magico perché ci mette di fronte la sfida di fare coesistere tradizione / storia con innovazione, un percorso affascinante che proprio nel lockdown ha dimostrato quanta capacità di resistere e di reinventarsi arriva dal mondo della viticoltura, un mondo complesso che ha ben accesi i radar del mercato ed è pronto ad intercettare i segnali giusti per dare più valore a questa meravigliosa terra del vino. Dove un calice di Bonarda del sorriso ma potrei anche dire di Pinot nero, di Metodo Classico, persino di Riesling si sposano con una eccellenza come il Salame di Varzi Dop, scegliendo anche sulla perfetta stagionatura, così come con un pezzo di Grana Padano Dop idem come sopra”.

Festival del Salame di Varzi Dop: il bilancio del presidente del Consorzio, Fabio Bergonzi

Fabio Bergonzi, presidente del Consorzio Salame di Varzi Dop, tira un bilancio più che positivo: “È stata prima di tutto una grande festa per gli amici de Salame di Varzi Dop tutti presenti per celebrare questa ricorrenza. Abbiamo capito il valore del racconto immerso in un’atmosfera unica che ha valorizzato storia e presente del nostro prodotto: la gente vuole sapere, conoscere, cosa c’è dietro ad una fetta di salame di qualità, ci chiede di raccontare tutto quello che è il lavoro quotidiano che punta all’eccellenza artigianale”.

“Un evento come questa rassegna che abbiamo volutamente chiamato Festival, ci permette di incontrare il consumatore e di spiegare bene la storia di questa eccellenza ancora più suggestiva se proposta nel suo luogo d’origine e in cantine storiche belle come monumenti, capaci di sottolineare nel modo giusto la sua qualità”.

“Volevamo omaggiare il nostro prodotto mettendolo al centro delle attenzioni e credo che ci siamo riusciti: questo era l’obiettivo è mi pare che sia stato centrato. Non poteva esserci un compleanno più sentito e partecipato di così”.

banner
BANNER
BANNER
banner

WineCouture, anno tre, numero 7/8: Bollicine audaci

Presente e futuro del segmento che sta trainando da tempo il vino made in Italy. Alle bollicine italiane è consacrato il nuovo numero di WineCouture. Quelle bolle d’Italia chiamate ad essere audaci, come ha evidenziato “l’uomo da copertina” Luca Serena e i 40 protagonisti, tra aziende, distribuzione, ristorazione, enoteche e consorzi, che hanno condiviso le loro riflessioni sul domani degli spumanti tricolore.

CONTINUA A LEGGERE »

WineCouture, anno tre, numero 7/8: Bollicine audaci

Presente e futuro del segmento che sta trainando da tempo il vino made in Italy. Alle bollicine italiane è consacrato il nuovo numero di WineCouture. Quelle bolle d’Italia chiamate ad essere audaci, come ha evidenziato “l’uomo da copertina” Luca Serena e i 40 protagonisti, tra aziende, distribuzione, ristorazione, enoteche e consorzi, che hanno condiviso le loro riflessioni sul domani degli spumanti tricolore.

CONTINUA A LEGGERE »