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L’Anello Forte: nasce l’associazione delle vigneron sostenibili delle Langhe

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Coltivano la vigna, producono vino e sono sensibili ai temi ambientali: nelle loro aziende riciclano e riutilizzano tutti gli scarti di lavorazione. È la nuova associazione L’Anello Forte, fondata da 14 donne imprenditrici vinicole di Monforte d’Alba, nelle Langhe, di cui la metà ha meno di 35 anni. Il loro obiettivo: creare “una virtuosa economia circolare di prossimità, mantenendo la memoria contadina che non ha mai sprecato nulla”. E per battezzare la loro unità d’intenti hanno scelto un nome “autoctono”. L’Anello forte, infatti, è un libro di Nuto Revelli (1919-2004), scrittore e partigiano cuneese, in cui racconta la campagna piemontese del dopoguerra attraverso la voce delle donne. Fu pubblicato da Einaudi nel 1985 e il figlio Marco e l’editore hanno oggi concesso all’associazione di utilizzare il nome per l’importante iniziativa che vede coinvolte 14 protagoniste del territorio.

Come nasce l’associazione L’Anello Forte: chi sono le 14 vigneron di Monforte d’Alba

Ha fatto il suo debutto il 4 giugno scorso, in occasione di Spazzamondo e della degustazione di Barolo annuale organizzata da Barolo Boys, ma è nata ufficialmente il 30 gennaio 2021 nella cantina Domenico Clerico la nuova Associazione senza scopo di lucro.

“Dal 2018 lavoriamo a progetti di economia circolare”, spiega Sara Vezza, produttrice di vino e presidente del gruppo, “che riguardano tutti i materiali che nelle cantine sono arrivati a fine ciclo, come la plastica, carta e cartone, e i tappi. Sentiamo l’urgenza di non sprecare risorse, di immaginare un futuro possibile per le generazioni che verranno, di declinare la sostenibilità in ogni suo aspetto, di affrontare la complessità dell’economia circolare, di mantenere viva la memoria di chi ci ha preceduto”.

Insieme a Sara Vezza, a fare parte di L’Anello Forte sono Marta Alessandria, Laura Clerico, Alda Conterno, Noemi Conterno, Mirella Manzone, Isabel Oberlin, Tiziana Parusso, Giulia Poggi, Silvia Pressenda, Cecilia Rocca, Lorena Sanso e Giuliana Viberti.

Le prime iniziative nel segno della sostenibilità del vino piemontese

La prima iniziativa realizzata da L’Anello Forte è una scatola per le bottiglie di vino interamente fatta con scarti prodotti nel Comune di Monforte d’Alba. 

“Grazie alla collaborazione con Fag, azienda di packaging di Dogliani, e Osson che si occupa di recupero dei materiali”, spiega Sara Vezza, “siamo riusciti a realizzare il sogno di produrre scatole per il trasporto del vino con cartone riciclato dalle nostre colline. È totalmente riciclabile e conforme alla nostra filosofia”. 

Altro progetto che sta coinvolgendo tutta la comunità di Monforte è il recupero dei tappi di sughero, che vengono poi conferiti alla comunità Arti e Mestieri e destinati a una nuova vita nel settore edilizio.

“Stiamo ora lavorando per riutilizzare anche le vinacce e gli scarti organici della vigna e delle lavorazioni in cantina e soprattutto della plastica”, annuncia la presidente. “Tutto questo è successo grazie a una persona che ha illuminato le nostre vite: Maria Bianucci, giornalista, concittadina, che ci ha sempre spronati verso un’ottica di sostenibilità e responsabilità sociale. Maria non è più con noi fisicamente ma continua a vivere nei progetti che abbiamo condiviso e che portiamo avanti”.

Grazie a Maria Bianucci è nato il Premio RewineDesign nel 2018 in collaborazione con l’Istituto Europeo Design Torino. Con il suo supporto, il Comune di Monforte ottiene ogni anno il riconoscimento Spighe Verdi. 

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