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Primitivo di Manduria: Docg rimandata per il momento

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Il Primitivo di Manduria sceglie la strada della prudenza e rimanda il passaggio alla Docg, almeno per il momento. Non tramonta, infatti, il progetto, dopo il ritiro della modifica del disciplinare: al via il tavolo di concertazione per decidere quale debba essere la strada migliore da perseguire. Ma cosa ha condotto al momentaneo dietrofront lo spiega Novella Pastorelli, presidente Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

I motivi del dietrofront e i prossimi passi: parla Novella Pastorelli, presidente Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

“Non ci sono i presupposti per portare avanti la modifica presentata alla Regione Puglia nel 2020 del disciplinare del Primitivo di Manduria che prevede il passaggio dalla Doc Primitivo di Manduria alla Docg Primitivo di Manduria”, spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, Novella Pastorelli. “La decisione maturata già a metà maggio è stata condivisa all’unanimità dal CdA in una serie di pre-consigli al termine dei quali è prevalso il senso del bene comune”. 

Nel corso della recente l’assemblea dei soci della Denominazione, la numero uno del Consorzio pugliese ha spiegato.

“Tutelare il bene comune è un grande impegno, un impegno gravoso perché significa tutelare l’intero territorio dei 18 comuni dell’ areale e la denominazione di origine ad essi collegata, ovvero la nostra Doc Primitivo di Manduria. Significa coltivare una visione lungimirante, significa investire sul futuro, preoccuparsi delle diverse e molteplici esigenze delle 3 filiere consorziate facendo attenzione a far in modo che sia prevalente l’interesse comune sull’interesse del singolo”. 

Primitivo di Manduria: Docg rimandata. I motivi: parla Novella Pastorelli, presidente Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

“Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria”,  ha proseguito il presidente Pastorelli, “oltre alla funzione di tutela, valorizzazione e promozione che si esplica nella partecipazione a fiere nazionali ed internazionali, convegni collaborazioni con organismi pubblici e privati, fiere, workshop e difesa del marchio nel mondo, deve assolvere ad una funzione sociale perseguendo interessi comuni.  È sulla base di questo ragionamento che l’intero CdA, con enorme senso di responsabilità dopo aver preso atto che la modifica presentata non rispecchiava la volontà di importanti  società cooperative unitamente a quella di singoli produttori e fatto l’enorme sforzo compiuto dall’ex Consiglio di Amministrazione nella sua totalità, ha preferito procedere al ritiro ed aprire un tavolo di concertazione che vede protagonisti i presidenti delle cooperative, gli amministratori delegati delle società private, i rappresentanti dei viticoltori, e e principali  associazioni di categorie. Il tavolo di concertazione e di coordinamento sarà istituito entro il 2022 in modo da poter riproporre entro la metà del 2023 una domanda ex novo che vedrà la sua realizzazione all’incirca nel 2025”.

In merito alla decisione di riaprire la discussione e dare vita a un nuovo tavolo capace di raccogliere e armonizzare le esigenze di tutti i protagonisti del vino coinvolti, la numero uno del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria chiosa:

“C’è da dire che questo malumore è stato causato anche da una cattiva informazione diffusa da alcuni soggetti che falsamente hanno diffuso la notizia che avevamo intenzione di eliminare Doc Primitivo di Manduria. Una follia: la Docg è la semplice evoluzione della Doc, non la cancellazione di quest’ultima. La cattiva informazione è nociva per il territorio, continuare a pubblicizzare negativamente qualsiasi cosa danneggia tutti. Dobbiamo imparare a lavorare federati, fianco a fianco, facendo emergere le meraviglie del nostro territorio: vigna, vino, mare, cultura, cibo e il nostro Primitivo di Manduria”.

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