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Ca’ di Rajo tra sostenibilità, enoturismo e cicloturismo

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300 persone tra produttori di Veneto e Friuli, autorità, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo della finanza si sono date appuntamento giovedì 23 giugno per parlare della prossima vendemmia e del futuro del settore nel corso serata organizzata dalla cantina Ca’ di Rajo, con sedi a San Polo di Piave, Azzano Decimo e Treppo Grande. L’evento, organizzato da Simone, Alessio e Fabio Cecchetto, i tre fratelli alla guida della cantina di San Polo di Piave, e tenutosi presso il pattinodromo di Cimadolmo (Treviso) ha aperto un tavolo di lavoro su temi come la sostenibilità, l’enoturismo e il cicloturismo. 

L’incontro con conferitori e autorità: sostenibilità, enoturismo e cicloturismo al centro per Ca’ di Rajo

In vista della prossima vendemmia, Ca’ di Rajo ha voluto riunire i suoi conferitori e le autorevoli voci del settore vitivinicolo per condividere un approccio comune ad una viticoltura sempre più sostenibile. 

In agenda, anche il progetto di sviluppare un turismo esperienziale per appassionati e cicloturisti che unisca Venezia, le colline Patrimonio Unesco di Conegliano Valdobbiadene e la ciclovia Alpe Adria che collega Salisburgo a Grado. 

“Ca’ di Rajo senza confini”, questo il titolo della serata, è un progetto per i prossimi 10 anni che include la cantina di Rai di San Polo di Piave, che sorge sotto la torre di Rai e accanto alla Chiesa del Carmine del 1300, la sede di Azzano Decimo  e Aganis, la nuova azienda acquisita dalla famiglia Cecchetto a Treppo Grande, in provincia di Udine. 

Tra le autorità presenti alla serata l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Federico Caner, il consigliere regionale Alberto Villanova, il sindaco di San Polo di Piave Nicola Fantuzzi e il sindaco di Treppo Grande Manuela Celiotti. Accanto a loro i rappresentanti delle associazioni categoria, tra cui il presidente di Coldiretti Giorgio Polegato, e del mondo della finanza. 

“L’aver ampliato le nostre proprietà fino a Treppo Grande”, spiega Simone Cecchetto, “ci permette di creare una rete tra due territori con grandi potenzialità turistiche non solo per gli appassionati di enologia ma anche per gli amanti delle due ruote e per coloro che ricercano il contatto con una natura incontaminata e territori che possano offrire molto anche dal punto di vista culturale”. 

“Oggi i nostri confini si sono allargati e possiamo guidare personalmente turisti e appassionati dal Veneto al Friuli: da Venezia, una delle città più belle al mondo che dista solo 50 minuti, vogliamo creare una rete per visitare le Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio Unesco per poi giungere ad Aganis, la nostra nuova azienda friulana, che sorge nei pressi della ciclovia Alpe Adria che collega Salisburgo a Grado e che registra oltre 100 mila passaggi l’anno”.

L’incontro con conferitori e autorità a Treviso: sostenibilità, enoturismo e cicloturismo al centro dei progetti futuri di Ca’ di Rajo.

All’orizzonte una serie di proposte per un turismo enogastronomico che offra esperienze nuove: 

“Vogliamo inoltre ristrutturare una parte dell’area della sede di San Polo di Piave per creare una struttura ricettiva dedicata a turismo esperienziale ed enoturismo che diventi anche un incubatore di idee e di eventi”, prosegue Simone Cecchetto, “mentre ad Aganis, situata a Borgo Salariis, ai piedi delle Alpi Giulie, vogliamo ideare qualcosa che si integri perfettamente con l’ambiente con un’accoglienza tra i filari con le botti trasformate in piccoli chalet e le case sugli alberi”. 

Un investimento significativo in tema enoturismo nei prossimi 10 anni per le sedi di San Polo di Piave, Azzano Decimo e Treppo Grande, ma non solo: una serie di interventi saranno infatti votati anche al risparmio energetico e alla sostenibilità. 

La serata è stata l’occasione per dare anche una serie di cifre. Non solo di proiezioni di mercato per la prossima vendemmia ma anche per presentare chi è oggi Ca’ di Rajo, nata nel 2005, 17 anni fa. Oggi il gruppo registra 40 milioni di ricavi consolidati e 3 milioni di bottiglie esportate in 60 Paesi. L’azienda conduce 140 ettari di vigneto tra Veneto e Friuli.

Ca’ di Rajo offre servizi di spumantizzazione conto terzi e da quest’anno importa 2 aziende di Champagne, selezionate grazie a un team di esperti, a cui si aggiungeranno a breve altre Maison e altre aziende di territori vocati italiani. Questa attività rappresenterà un progetto importantissimo per l’azienda nei prossimi 5 anni, consentendo una maggiore penetrazione in Italia e all’estero. 

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