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WineCouture, anno tre, numero 5/6: Patrimonio sostenibilità

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Le vacanze sono alle porte. Ma prima di partire verso lidi vicini o lontani per un po’ di meritato riposo, ecco il nuovo numero di WineCouture. Un’uscita dedicata al grande tema della sostenibilità, che dipaniamo attraverso storie, volti d’imprenditori, declinazioni e progetti. Un racconto che condividiamo all’interno del nostro magazine cartaceo (numero 5/6-2022) dedicato al mondo Horeca e carico più che mai di grandi esclusive.

A iniziare dall’intervista di apertura di WineCouture con Philippe Schaus, ceo e presidente di Moët Hennessy, che abbiamo incontrato a l’1 e il 2 giugno ad Arles, dove è andata in scena la prima edizione del World Living Soils Forum organizzato dal gruppo LVMH. E la sua è una vera e propria “chiamata alle armi”, mobilitazione che coinvolge l’inter settore wine & spirits e che parte da chi, un privato, ha deciso di fare della sostenibilità non una, ma “la” sua priorità.

Poi spazio alle storie che raccontano la multiforme essenza della “sostenibilità”. A iniziare da un viaggio nell’Italia del vino sostenibile. Dalla Valtellina all’Etna, un percorso tra cantine e produzioni green del portfolio Sagna.

A seguire, i volti dei produttori che hanno scelto cammini di riscoperta e valorizzazione dei territori. A iniziare da Albino Armani e il suo saper “conservare”, trasmettendo valore al vino. Due progetti enologici, la salvaguardia di un patrimonio tra Valle dell’Adige e Alta Grave Friulana.

E poi la case history dell’economia circolare di Cantina Pizzolato, tra M-Use, Back to Basic e certificazione benefit. Un modello di business, che guarda la forma e non solo il contenuto della parola sostenibilità.

La concretezza della parola sostenibilità si esplica nelle scelte di Famiglia Castagnedi. Da Télos ai Single Vineyard di Tenuta Sant’Antonio, l’innovazione che procede di pari passo con lo sviluppo di una comunità e dei territori in cui questi progetti prendono forma.

E, infine, la scelta di puntare in alto: quella di Col Vetoraz alla sommità del Cartizze, dove uno dei simboli di Valdobbiadene ha deciso di non togliere né aggiungere nulla a quanto il grappolo trasmette.

Spazio, su WineCouture, alle grandi novità presentate nel corso dell’ultimo Vinitaly: a partire da Blànc, nuova cuvée Contadi Castaldi figlia di 20 anni di ricerche sul Pinot Bianco. Per un’interpretazione contemporanea della Franciacorta.

E poi la nostra Collection, che racconta la Toscana “insolita” del Senza Solfiti Fattoria dei Barbi e del Sangiovese in bianco di Lecci e Brocchi. Poi, due interpretazioni contemporanee di due monumenti tra i vitigni del Sud Italia, con il Vulture dell’Aglianico Bariliott Paternoster e il Perricone in rosa col Fiordispina di Assuli. Spazio, poi, all’eccellenza di Valdobbiadene: prima con una duplice novità che parla di un ritorno alle origini, grazie a Springo Green Sui Lieviti Le Manzane e il Brut Nature Sui Lieviti La Farra, e poi con un omaggio alle prime 40 vendemmie di un’icona Valdo, che oggi si presenta nella limited edition della Cuvée di Boj Vintage. Innovazione fa rima con due etichette fuori dagli schemi del vino: il Rosa Rosé Partially Dealcoholized Cantina Bolzano e lo Steinbock Alcohol Free Selection Dr. Fischer. Mentre parlano di tradizione vestita col tocco glamour del design le novità firmate di Castello di Luzzano. A chiudere, un omaggio a una storia imprenditoriale, con Three Dreamers Appassimento by Fantini, e i nuovi orizzonti di un’altra, con l’interpretazione dei vitigni resistenti secondo Pighin.

E ancora… Mauro Bricolo ci racconta la sua vita e le nuove avventure imprenditoriali dopo Vivino. Ma vi raccontiamo anche del successo della prima edizione del Concorso “Miglior Enotecario d’Italia” organizzato da Aepi in collaborazione con Vinarius. 

Château Galoupet lancia un Rosé in PET che mette in discussione lo status quo nel mondo del vino: la managing director Jessica Julmy ci spiega tutti i perché di questa scelta di mettere la Provenza in bottiglia di plastica. 

E a chiudere, come da tradizione, il grande appuntamento con lo Champagne. La prima esclusiva intervista (che prosegue online) in Italia di Manuel Reman, col neopresidente che racconta perché “L’Italia è il vero mercato di Krug”. Poi, Maison De Venoge tra le stelle (Michelin), nel tour per l’Italia che celebra Louis XV, il sovrano con cui nasce la storia moderna dello Champagne, e una degustazione unica. Il ritorno (in rosa) de La Grande Dame, con Veuve Clicquot a presentare il Rosé 2012 della sua cuvée simbolo in un’inedita accoppiata col Coteaux Champenois Parcelle Clos Colin. Infine, l’abbinamento perfetto, tra sostenibilità e viticoltura rigeneratrice: un’altra esclusiva a tu per tu con Séverine Frerson, Chef de Cave e anima di Perrier-Jouët.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete cominciare ad avere una preview di WineCouture (numero 5/6-2022) con lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine mensile B2B di Nelson Srl, qui di seguito:

Editoriale WineCouture

Le possibilità nascoste in un benché

Al giro di boa 2022, come esimersi da tirare un primo bilancio di un anno che ha preso il via carico di aspettative. Per il mondo del vino, il calice è mezzo pieno o mezzo vuoto? I primi 6 mesi dicono di un settore mai stato vivo quanto lo è oggi, benché sia funestato da mille difficoltà che le cantine sono quotidianamente chiamate ad affrontare e che tutti ben conosciamo. Lo dimostrano le fiere degli ultimi mesi, da Vinitaly a ProWein, in cui l’Italia del vino è stata assoluta protagonista. Lo dimostra la vitalità di incontri e progetti che si moltiplicano, ribadendo la voglia delle aziende di raccontarsi ed evolvere. Lo sottolinea un mercato che sta offrendo segnali e spunti di un futuro “diverso”. Il vino, infatti, sta mutando pelle. Si beve meno, ma molto meglio, come certificano i dati Istat. E come conferma l’annuale studio Mediobanca, i trend in consolidamento parlano di premiumizzazione e maggiore attenzione alla sostenibilità. Già, proprio quella “sostenibilità” che è filo conduttore di questo numero di WineCouture. Una parola di cui si è spesso abusato negli ultimi anni, ma soprattutto che è stata ingabbiata, confinandola impropriamente alla sola sfera di pratiche che ricercano un minor impatto sull’ambiente. Ma sostenibilità significa tanto di più, per questo abbiamo voluto ridonarle forma e contenuto: quelli dell’esempio di chi non aspetta, ma guida. A dimostrare che il calice è mezzo pieno per il mondo del vino, “benché sia”. Perché, come insegna lo scrittore Alessandro D’Avenia nel suo Ciò che inferno non è: “Che meraviglia, il mondo delle possibilità nascoste in un benché”.

Arriva un nuovo numero del magazine WineCouture dedicato alla sostenibilità. Un racconto di storie, imprenditori, declinazioni, progetti.
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