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Il dibattito sulla sostenibilità sbarca alla Festa del Cinema di Roma con Zonin

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Cinema e sostenibilità a dialogo. Con il vino a legare due mondi e nuove visioni per un domani migliore. “Interactions – When cinema looks to Nature” è un progetto cinematografico presentato in occasione della 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma: 12 registi internazionali, provenienti da culture diverse tra loro, hanno individuato connessioni tra gli esseri umani e gli animali attraverso biodiversità, cambiamento climatico e rischi per le risorse idriche. Una produzione che ha visto tra i suoi sostenitori anche il brand Zonin, sponsor con le sue etichette della presentazione che si è tenuta in occasione del Festival romano.

“Interactions – When cinema looks to Nature”: i vini Zonin brindisi della prima

L’occasione delle prima di “Interactions – When cinema looks to Nature” è stata l’occasione per la realtà veneta del vino di tracciare un bilancio sullo stato dell’arte del proprio impegno in termini di sostenibilità. E Michele Zonin, vicepresidente del Gruppo Zonin1821, ha partecipato attivamente al talk che ha coinvolto tanti esperti nazionali ed internazionali presentando la visione dell’azienda e le attività svolte.

“È per me un grande piacere poter prender parte, grazie ad Interactions, ad un dialogo collettivo, che promuove, attraverso lo sguardo creativo di registi provenienti da diversi paesi, lo sviluppo sostenibile, il rispetto della biodiversità e la valorizzazione delle diverse culture”, ha sottolineato. 

“Le aziende, che sono tra i motori pulsanti della nostra società, possono e devono impegnarsi per realizzare questi valori. E proprio questo motivo saremo sempre impegnati per contribuire al cambiamento”.

Il dibattito sulla sostenibilità sbarca alla Festa del Cinema di Roma con Zonin tra Castello di Albola e la Carta del Mulino.
Francesco, Michele e Domenico Zonin

L’impegno in tema sostenibilità del Gruppo Zonin1821

Il Gruppo Zonin1821 promuove, infatti, uno sviluppo sostenibile in tutti i suoi aspetti: ambientale, economico e sociale. 

Atti concreti, come le numerose attività poste già in essere per preservare il suolo e l’ecosistema. A iniziare dalla scelta di limitare l’impiego dei mezzi tecnici in viticultura. “Abbiamo scelto di reintrodurre la tradizionale tecnica della concimazione naturale, detta sovescio, per apportare al suolo quegli elementi di cui la vite si nutre. In tutte le tenute stiamo limitando al massimo gli erbicidi, preservando la vita nel suolo, tanto che ad oggi il 60% dei vigneti è coltivato senza erbicidi. Tra le varie attività, usiamo coltura di copertura per aumentare la quantità di materia organica nel suolo e per fornire azoto e carbonio naturale al 40% della superficie totale dei vigneti”.

Poi l’impegno assunto a razionalizzare le risorse idriche per l’irrigazione dei vigneti. “Per contrastare gli effetti del riscaldamento globale, in tre delle nostre tenute utilizziamo il metodo di irrigazione a goccia, gestito con il programma digitale Vintel, un modello previsionale che permette di razionalizzare l’irrigazione dei vigneti in base alle previsioni del tempo. Inoltre, utilizziamo stazioni meteorologiche per prevenire le malattie della vite, attraverso il controllo puntuale della quantità di acqua caduta e di altre altre variabili atmosferiche. In Sicilia, presso Principi di Butera e in Puglia, presso la Masseria Altemura, Zonin1821 ha creato laghi artificiali all’interno della proprietà, per raccogliere le acque piovane e rendere l’azienda autosufficiente per le eventuali richieste d’acqua, senza intaccare le falde”.

E ancora la decisione di favorire l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e pulita. “In ambito energetico le Aziende vinicole della famiglia Zonin hanno come obiettivo la completa autosufficienza. Attualmente le varie aziende vinicole producono fino al 44% del singolo fabbisogno ricorrendo al fotovoltaico – la cosiddetta energia pulita – come nel caso ad esempio della Tenuta Il Bosco nell’ Oltrepò Pavese e della Tenuta Castello del Poggio nel Monferrato: realtà inserite in un contesto paesaggistico di valore, pertanto i pannelli sono stati posizionati sui tetti dei ricoveri agricoli o delle cantine per azzerare il loro impatto visivo”.

Infine, parlando di sostenibilità in vigna, la tutela di flora e fauna locale implementando ove necessario la riforestazione. “La biodiversità viene tutelata attraverso percorsi che hanno visto particolarmente coinvolte alcune delle nostre tenute, come Rocca di Montemassi, dove è stata preservata la tipica macchia mediterranea fatta di olivi e querce da sughero e, nello stesso tempo, sono stati reimpiantati boschi ed arbusti di ginestre, corbezzoli e mimose, rendendo la zona sia presidio della flora e della fauna locale sia un panorama di rara bellezza”.

Arrivano le annate bio dei vini Castello di Albola e Rocca di Montemassi, Ca’ Bolani aderisce alla Carta del Mulino 

In aggiunta alle attività citate durante il talk romano, le diverse realtà del Gruppo Zonin1821 si caratterizzano per progetti legati alla sostenibilità che arricchischino i singoli contesti.

A iniziare dalla certificazione Equalitas conseguita da Castello di Albola e Rocca di Montemassi, passando per la scelta biologica delle due tenute toscane, processo di conversione cominciato nel 2016 e grazie al quale nei prossimi mesi verranno distribuiti sul mercato vini bio che possono fare sempre più la differenza in termini ambientali.

Dal punto di vista di Castello di Albola, dopo il Solatio 2019, il Marangole Chianti Classico Docg Gran Selezione 2019 e il Chianti Classico Gran Selezione Santa Caterina 2019, tutta l’annata 2020 che sarà sul mercato sarà biologica. In merito a Rocca di Montemassi, invece, Le Focaie 2021 sarà il primo prodotto bio della tenuta a essere distribuito sul mercato.

Infine, la scelta di Ca’ Bolani di partecipare alla Carta del Mulino, promossa da Mulino Bianco che dedica da tempo il suo impegno ad un’agricoltura sempre più sostenibile legata all’intera filiera del Grano Tenero. Per supportare questo progetto virtuoso e favorire la conservazione della biodiversità dell’agroecosistema, in particolare degli insetti impollinatori, Cà Bolani ha dedicato ampie aree della propria tenuta per l’implementazione di aree “Fiori del Mulino” volte alla risemina annuale dei fiori nettariferi e alla collocazione di nidi e rifugi artificiali per insetti impollinatori (e non solo). 

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