https://www.banfi.it/it/
BANNER
  • Story

Il vino che verrà secondo Oscar Farinetti tra identità, filiera e green

Dello stesso argomento

banner

Un caffè con Oscar Farinetti. Il fondatore di Eataly (la catena food italiana da poco ceduta per la maggioranza ad Andrea Bonomi) si prende la ribalta dell’apertura della giornata finale di wine2wine a Verona per raccontare la sua visione sul monco del vino che verrà. Tre le parole d’ordine: identità, filiera, green. Sono la sintesi di un racconto che spazia dai grandi filosofi greci all’Impero Romano, dal Rinascimento al talento manifatturiero italiano, per arrivare fino al digitale.

Oscar Farinetti e il valore dell’identità

Il vino d’Italia è un patrimonio unico grazie alla biodiversità del territorio, espressione di una grande forza che però non trova piena espressione come racconto e spiegazione. Dice Oscar Farinetti: “Noin siamo i più grandi e migliori i produttori di vino al mondo. Ma siamo i pessimi comunicatori. Perché in generale, sull’onda dei social, abbiamo messo il cosiddetto ‘io’ al centro dell’attenzione, che si tratti di una questione personale oppure professionale. Dunque, vengono offuscati il racconto e il dialogo, e con esso l’ascolto e l’interazione. L’Italia così si ritrova a non cogliere tutte le opportunità che l’incredibile potenziale naturale offre. Il nostro Paese invece deve rimettere l’identità del vino al centro. Perché quello è il cuore di tutto. Per farlo significa illustrare il territorio, valorizzarlo, farlo vivere attraverso i componenti di tutta la filiera. Disponiamo di 1.200 vitigni autoctoni. I francesi, che invece non ne hanno neppure trecento, riescono a comunicare i loro prodotti in maniera sinergia e in tonata, portando sulla ribalta le cose che contano. Arrivando cioè a giustificare un prezzo di vendita più elevato e trarre benefici ben superiori rispetto all’Italia, al netto dell’indiscutibile qualità di cui dispongono”.

La strada del green

Ma allora, premesso che serve restituire identità e caratterizzazione al vino d’Italia che cosa manca a un settore che nell’arte e nella storia del vino ha scritto pagine memorabili? La “ricetta” di Oscar Farinetti fa leva su altri due aspetti: la filiera con i suoi protagonisti e la visione green. “Divulgare un racconto ampio significa spiegare ai consumatori che cosa significa produrre il vino. Quali sono i vari anelli della catena del valore dai luoghi alle persone, dalle tipicità di una determinata zona ai processi. Ma ancor più serve una visione allargata e ampia in grado di elevare il tema green a fattore che può fare la differenza. Dobbiamo incrementare la produzione di energia pulita, installare pannelli solari lungo la rete stradale e fare in modo che il vino possa essere prodotto in una chiave green, bio, biodinamica, biodiversa. La ragione è una: tra non molti anni anche in altri mercati il vino comincerà a prendere piede, magari a essere prodotto. E allora l’Italia avrà l’onere di entrare nel cosiddetto ‘mito’, cioè di assurgere a eccellenza definitiva”.

banner
BANNER
banner
BANNER