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Wine2Wine 2022: ecco cosa abbiamo imparato

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Quello con Wine2Wine è sempre un appuntamento carico di aspettative che nella maggior parte dei casi vengono ripagate. Difficile infatti trovare, per chi lavoro nel variegato mondo del vino, un appuntamento carico di spunti di riflessione come offre la kermesse veronese. Non a caso, prima dell’evento, Stevie Kim, la sua anima e ideatrice, nonché fondatrice di Italian Wine Podcast e managing director di Vinitaly International, aveva individuato nelle parole formazione, networking e ascolto i cardini su cui avrebbe ruotato anche l’appuntamento del 2022. Un incontro che ha messo a tema, in un confronto tra esperti ed operatori, la Wine Communication a tutto tondo: dalle sue forme più tradizionali – come Pr e stampa – a quelle social e del mondo digital in generale; dalle sue applicazioni di carattere formativo a quelle che vedono protagonisti gli strumenti più innovativi. Dopo oltre due anni di Covid-19, con Wine2Wine 2022 si è voluta portare l’attenzione lontano dalle cosiddette “modalità 2.0” di comunicare che, dal 2020, l’hanno fatta da padrone. E così a Verona, nel corso del business forum, sono tornate strette di mano e soprattutto un gran numero di faccia a faccia, che a noi di WineCouture hanno lasciato più di uno spunto di ragionamento su quella che sarà la comunicazione del vino del futuro.

Wine2Wine 2022, contenuti, mercati, innovazione: spunti di riflessione per un “nuovo” vino e la comunicazione dal business forum di Vinitaly.

Il vino e la sua comunicazione: perché è importante venire a Wine2Wine

Prima di riportare quel che ci portiamo a casa dall’ultima edizione di Wine2Wine, iniziamo da una considerazione che Stevie Kim ha condiviso proprio con noi di WineCouture introducendo la kermesse:

“Io penso che quello della comunicazione del vino sia un tema ancora oggi troppo spesso trascurato. In diversi casi, lo sforzo dei professionisti del vino viene assorbito quasi del tutto dalla produzione e dalla vendita, cioè dalle fasi iniziale e finale della filiera: quello però che c’è in mezzo tra questi due momenti e sotto l’intero percorso è fondamentale; e la comunicazione ne è secondo me la colonna portante. Il vino non si può solo produrre e bere: lo si deve anche (e forse soprattutto) comunicare. Un’azienda potrebbe anche produrre il miglior vino del mondo, ma se non riuscisse a comunicarne efficacemente il valore e la qualità, nessuno lo saprebbe e apprezzerebbe. Mi capita tuttora di incontrare produttori che pensano che il proprio vino parli e si venda da sé, ma non è così. Il vino va aiutato, va comunicato. E questo interessa, chiaramente in diversa misura, tutti gli operatori della filiera: chiunque produca, promuova, venda, racconti o insegni il vino deve fare i conti con l’esigenza di far arrivare efficacemente il giusto messaggio al giusto pubblico e attrezzarsi di conseguenza, ad esempio investendo in competenze professionali specifiche. Credo che ci sia ancora da lavorare su questa consapevolezza”.

Queste parole evidenziano il primo tema sul tavolo: la consapevolezza dell’importanza dei temi affrontati a Wine2Wine. Quello veronese, infatti, non è da concepirsi come un momento didattico, dove venire e ascoltare delle “lezioni”, ma piuttosto un’occasione di confronto, dove esporre la propria visione raffrontandola con quella degli altri partecipanti da tutto il mondo. E sotto questo punto di vista, c’è sempre un po’ il rammarico di constatare come tanti operatori italiani non colgano quanto sia importante prendere parte a una manifestazione di questo tipo, capace di allargare (e non di poco) gli orizzonti delle visioni e dei ragionamenti. Esattamente come per noi è successo in occasione di Wine2Wine 2022 sotto molteplici aspetti.

Contenuti, mercati, innovazione: spunti di riflessione per un “nuovo” vino dal business forum di Vinitaly

Quello che abbiamo portato a casa sono spunti di ragionamento, come detto, a iniziare dal brillante speech di Erica Deucy in apertura. Tra gli input che ha offerto sulla nuova comunicazione da lasciare decantare e fare propri, innanzitutto la centralità del visual content nella costruzione di un’audience. Secondo punto, il tema delle destinazioni del vino, oggi vero e proprio trend che merita più spazio.

Un altro tema interessante è quello dei fine wines e della loro definizione. Su questo diversi interessanti spunti sono giunti da Pauline Vicard, che correttamente ha fatto notare come questa tipologia di vini diventi luxury wines per una precisa scelta del consumatore. Oggi, però, serve aggiungere strumenti per comunicare i fine wines come non si è fatto in passato, ripensando l’eccellenza giocando sul concetto di emozione che è capace di suscitare. La comunicazione, in definitiva, deve individuare un nuovo abbinamento tra classicità e contemporaneità del linguaggio.

Wine2Wine 2022, contenuti, mercati, innovazione: spunti di riflessione per un “nuovo” vino e la comunicazione dal business forum di Vinitaly.
Felicity Carter

Il tema dei fine wines introduce a un altro spunto: la sempre maggiore centralità di comprendere quelli che sono i mercati secondari per cogliere le direzioni che il vino prenderà. Questo ambito, infatti, è quello che, come sottolineato da Peter Yeung e Felicity Carter, aiuterà a far capire realmente capire cosa i consumatori pensano e quali sono i nuovi territori del vino pronti a fare un salto in avanti nel percepito e nel posizionamento. Un cambio di prospettiva che può giungere anche grazie al contributo della tecnologia, con gli NFT che stanno lentamente ma inesorabilmente muovendo i primi passi anche nell’universo enoico. Uno strumento che potrà rappresentare per alcune produzioni iconiche anche un interessante modo per combattere le speculazioni, preservando così i fine wines e il loro consumo, come ha evidenziato Guillaume Jourdan.

Infine, la chiamata alle armi, arrivata da Gurvinder Bhatia IWE, che ha evidenziato come ormai avere una grande storia alle spalle non è più sufficiente. Bisogna, infatti, rendere il vino più accessibile, avendo come traguardo l’aumentare la qualità dei consumatori da parte degli appassionati, in primis quelli meno esperti. Esistono numerose opportunità per intercettare il wine lover “medio”: oggi il mondo del vino nella sua interezza è chiamato a coglierle in modo da creare un’interazione con il destinatario finale del suo messaggio e insegnargli a bere sempre meglio. Noi  di WineCouture desideriamo sempre più essere in prima fila proprio in questo. E allora: cin cin e appuntamento a Wine2Wine 2023.

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