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Come sta andando il 2022 delle enoteche italiane: il primo bilancio Vinarius

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Voci di costo lievitate e vendite in flessione, crollo della redditività, ansia da recessione. La fine d’anno per il mondo del vino appare funestato da più di un’incognita. Eppure, i calici non sono mai stati così pieni, in particolar modo nel fuori casa. A confermarlo sono i dati di mercato condivisi dall’Osservatorio di Unione Italiana Vini e Vinitaly. I numeri parlano, infatti, di un 2022 in chiusura per il settore con vendite in calo dell’1% a volume (41,4 milioni di ettolitri), per un valore che però è registrato in aumento del 6%, a 14,3 miliardi di euro, grazie proprio alle performance dell’Horeca e al contributo della vendita diretta. Sul dato valoriale, tuttavia, pesano logiche inflattive che non permette di sorridere eccessivamente. Ma prima di fasciarsi la testa, è ancora tutto da vedere cosa porteranno le feste di fine anno e, soprattutto, i possibili mutamenti nei prossimi mesi dello scenario internazionale, che oggi rallenta quella che era stata una ripresa spumeggiante dopo i tempi bui della pandemia. Ma in questo contesto generale, il mondo delle enoteche come arriva al rettilineo finale di questo 2022? E quali sono le richieste che il canale fa al nuovo Governo da poco insediatosi? Lo abbiamo domandato, in attesa di poter tirare una riga definitiva sul bilancio dell’anno che sarà, ad Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, Associazione delle Enoteche Italiane che riunisce un centinaio di punti vendita sparsi in tutt’Italia e dal 1981 promuove e valorizza l’enoteca come luogo dove si esercita il commercio specializzato del vino di qualità e al tempo stesso di tutela il ruolo dell’enotecario come professionista e divulgatore del vino e del mondo che ad esso sta intorno.

Quali sono stati i trend delle vendite di questo 2022 nelle enoteche?

È ancora presto per fornire una risposta definitiva, in particolare se parliamo dell’articolazione dei trend legata alle fasce prezzo.

Ma circa le tipologie di prodotti, a livello generale si sono registrate buone performance per i vini bianchi, anche per via di un’estate molto calda, e hanno tenuto particolarmente bene i rosati, soprattutto al Sud.  

Qual è stata la denominazione italiana o la categoria di vino sorpresa dell’anno?

In attesa anche in questo caso di riuscire a offrire una panoramica più dettagliata a seguito della volata delle feste di fine anno, si constata a livello complessivo una conferma della tendenza a un maggiore consumo degli autoctoni nei territori stessi di origine dei diversi vitigni.

Come sta andando il 2022 delle enoteche italiane: il primo bilancio Vinarius sulle vendite nel canale con Andrea Terraneo, presidente.

Cosa domandate al nuovo Governo come associazione di categoria?  

Al nuovo ministro Lollobrigida domandiamo quanto già avevamo sottoposto al suo predecessore Patuanelli. In primis, di essere riconosciuti come categoria in qualità di veicolatori dell’eccellenza dei prodotti agricoli made in italy. Noi enoteche, infatti, svolgiamo quotidianamente la fondamentale attività di proposta, promozione e valorizzazione delle referenze agroalimentari italiane ad Indicazione Geografica. È un importante lavoro di utilizzo e divulgazione delle eccellenze del nostro Paese, il nostro, che avviene sia attraverso i vini sia attraverso accompagnamenti gastronomici come possono essere salumi, formaggi e prodotti ortofrutticoli. Per questo motivo continuiamo a ritenere incomprensibile come un importante segmento della filiera, quale siamo noi enoteche che raggiungiamo e superiamo il 34% di approvvigionamento totale di prodotti a Indicazione Geografica, non sia stato incluso fra le attività destinatarie di benefici economici approvati dal precedente Esecutivo legati ai fondi a sostegno delle eccellenze del food & wine made in Italy. Al nuovo Governo, dunque, domandiamo di essere ascoltati maggiormente, tanto quando si parla di vino, quanto più in generale di agroalimentare italiano. E soprattutto che si prenda maggiormente in considerazione l’importante lavoro svolto capillarmente sul territorio nazionale da noi enoteche in termini di divulgazione di conoscenza e qualità dei prodotti. 

Guardando infine oltreconfine, chi sale e chi scende nelle enoteche tra i vini stranieri nel 2022?  

Anche qui in attesa del dato definitivo, si sta delineando una buona ripresa dello Champagne.

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