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Qualche numero per comprendere meglio il 2022 online del vino italiano 

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I numeri sono sempre importanti. Aiutano a leggere la realtà che ci sta attorno e soprattutto le dinamiche in divenire. E questo vale anche per il mondo del vino, sempre affamato di cifre e statistiche per interpretare quali saranno i nuovi trend a imporsi e poter così rispondere ai gusti che mutano nel tempo. Ecco allora qualche numero per comprendere meglio il 2022 online del vino italiano e orientarsi lungo il cammino del nuovo anno in questo inizio 2023. Con tante sorprese e qualche inossidabile certezza come Sassicaia e Giulio Ferrari tra i fine wines che non tramontano mai.

I fine wines corrono online: vino italiano protagonista con Sassicaia e Giulio Ferrari

I primi dati sono quelli condivisi dal nuovo osservatorio di eWibe, live market dei vini pregiati. Numeri elaborati attraverso l’algoritmo proprietario che analizza tutte le informazioni relative alle etichette più rappresentative del mercato del vino da investimento di Italia e Francia.

Una fotografia, quella scattata da eWibe, che evidenzia come nel 2022 il mercato dei vini pregiati abbia registrato una crescita pari al + 12,1% fino al mese di novembre e del +18,2% sull’intervallo dei 12 mesi. Dati in controtendenza con i principali indici del mercato finanziario, che hanno registrato performance negative nello stesso periodo preso a riferimento: S&P500 (-14,7%), Nasdaq (-27,1 %), FSTE MIB (-10,2%), oltre a Bitcoin (-62,9%) e Oro (-3,8%).

Una performance, quella dei fine wines, che ha anche dei volti ben precisi ad aver trainato il comparto. Tra i vini pregiati, le bottiglie che hanno incrementato maggiormente il proprio valore lungo il corso del 2022 sono state: 

  • Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Ferrari 2008: +71,6% 
  • Belle Epoque Perrier Jouet 2011: +46% 
  • Monprivato Giuseppe Mascarello 2012: +44.2% 

Tra le regioni, invece, ad avere registrato la crescita maggiore sono state:

  • Borgogna: +43%
  • Champagne: +31%
  • Toscana: +20%
Numeri per comprendere meglio il 2022 online del vino italiano, a iniziare da Sassicaia e Giulio Ferrari, fine wines che non tramontano mai.

E se la chiusura di 2022 è risultata per il comparto all’insegna delle molte incognite legate a un nuovo anno che si sarebbe aperto più difficile che mai da interpretare nelle sue tendenze, i vini pregiati non sembrano aver risentito del clima d’incertezza, come dimostrano i numeri delle vendite.

Se le bottiglie ad aver riscontrato maggiore interesse a novembre, tra visualizzazioni, click e ricerche, sono state Belle Epoque Perrier Jouet 2012, Bolgheri Sassicaia Tenuta San Guido 2019 e Barolo Bartolo Mascarello 2018, le più vendute sono risultate Sassicaia 2019, Bartolo Mascarello 2016 e Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2008, con Tenuta San Guido ad aver più in generale riscosso il maggiore successo in termini di acquisti lungo il corso del mese.

L’offerta dei principali siti di vino: Barolo in cima, ma Bolgheri primo per prezzo medio

Per quel che invece riguarda le vendite online, sono i dati raccolti da QPoint, la piattaforma di price intelligence di QBerg che monitora in modo continuativo gli assortimenti completi di vino, birra, Champagne e spumante, liquori sui siti inclusi nel panel, a restituire un’immagine dell’offerta proposta sul mercato. A iniziare da una quota display dove l’Italia supera il 78% dell’esposto della categoria vino e dove, nel mese di novembre 2022, il periodo sotto la lente, sui primi cinque siti wine specialist hanno ruotato la bellezza di 22.263 referenze totali.

Il vino straniero, quindi, rappresentava come esposto il restante 21,6%, con la stragrande maggioranza di origine francese (65,5%), seguito da Spagna, con un ragguardevole 8,2%, mentre molto distanziati risultano le altre grandi realtà produttrici, dall’Argentina al Portogallo, fino a un residuo 13,4% polverizzato in un gran numero di Paesi “altri”.

Numeri per comprendere meglio il 2022 online del vino italiano, a iniziare da Sassicaia e Giulio Ferrari, fine wines che non tramontano mai.

Il dato più interessante, tuttavia, giunge da un’analisi dell’offerta Doc, Docg e Igt del vino italiano, che racconta di una top 10 per presenze guidata dal Barolo (4,8%), seguito da Chianti e Chardonnay (rispettivamente 3,5% e 2,9%). 

A completare la graduatoria, Brunello, Barbera, Etna, Sauvignon, Sangiovese, Vermentino.

A chiudere, al decimo posto, è il Bolgheri, che però capovolge la classifica se si considera il prezzo medio: con 337,62 euro, supera Brunello (161,62 euro) e Barolo (159,28 euro).

Chi e quanto cerca il vino italiano online?

Infine, una curiosità, a dimostrare come il vino rientri tra i must delle ricerche online. Come dimostra il caso del portale Trovaprezzi.it, dove nel 2022 sono state attorno alle 257 milioni le ricerche totali, in linea con l’anno precedente. E all’interno dell’insieme rappresentato dal 45% dell’interesse complessivo, in 19esima posizione, con una quota dell’1,19%, pari a 3.185.163 click, è proprio il vino.

Ad effettuare la maggior parte delle ricerche totali (il 55%) gli uomini, mentre la quota femminile – cresciuta costantemente dal 2019 al 2021 – si arresta al 45%. Gli utenti più attivi hanno un’età compresa tra i 35 ed i 44 anni (23,5% sul totale degli utenti e +7% rispetto all’anno precedente), ma è in continuo aumento anche l’interesse da parte della fascia più matura (45 – 54 anni), con una crescita del 4% rispetto al 2021. In leggero calo, invece, le ricerche da parte di under35 e over55. L’identikit 2022 evidenzia una quota di ricerche effettuate utilizzando dispositivi mobili ad aver raggiunto complessivamente il 72,5% del totale (di cui smartphone 69,5% e tablet 3%), il massimo degli ultimi anni.

Lombardia, Lazio e Campania hanno totalizzato la metà delle ricerche (50%), con Milano che si conferma nuovamente la città più attiva (circa 50 milioni) con Roma alle sue spalle (34 milioni). La regione in cui si è registrato il maggior incremento di interesse rispetto all’anno precedente è stata la Liguria (+256%), seguita dalla Calabria (+6%). Mentre le città che hanno visto una crescita degna di nota sono state: Reggio Calabria (+424%), Genova (+403%), Trieste (+317%), Messina (+201%), Alba (+181%) e Ancona (+104%).

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