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Una pergamena del 1350 allunga di 200 anni la storia del vino a Montepulciano

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Una pergamena del 1350, uno dei documenti più rari (a oggi ritenuto il primo per datazione) legati alla vendita di qualità e che testimonia l’esistenza di un distretto produttivo e di commercializzazione del vino di Montepulciano. È il ritrovamento che la Società Storica Poliziana, in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, ha fatto attraverso i suoi studi e ha presentato per la prima volta all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano in scena in questi giorni presso la Fortezza. Un rarissimo contratto di mercatura che riporta la data del 17 ottobre 1350, conservato presso il fondo Madonna de’ Ricci (Crociferi) dell’Archivio di Stato di Firenze, che allunga di 200 anni la storia della prima Docg italiana. 

“Un ritrovamento che è avvenuto nei mesi scorsi, grazie al lavoro che stiamo facendo insieme alla Società Storica Poliziana per ricostruire la storia del vino a Montepulciano”, spiega il presidente del Consorzio, Andrea Rossi, “e che oggi abbiamo potuto presentare per dimostrare quanto la tradizione vinicola nel nostro territorio sia importante, fin da tempo remoto”. 

Anteprima: cosa racconta la pergamena del 1350 dell'Archivio di Stato di Firenze della storia del Vino Nobile di Montepulciano.

Cosa racconta la pergamena del 1350 della storia del Vino Nobile di Montepulciano

Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha avviato negli ultimi anni una serie di ricerche sulle tracce dei vini storici poliziani, e sull’importanza di questi nella vitivinicoltura toscana e nazionale del passato. 

In questo senso è stato rinvenuto il documento del 1350. Si tratta della registrazione notarile di una società di commercializzazione ed esportazione del vino prodotto nelle vigne di un esponente della famiglia signorile dei del Pecora di Montepulciano, attraverso l’intervento del mercante Jacopo di Vanni di S. Fiora. 

La pergamena, una vera e propria rarità documentale sia per la datazione che per il contenuto, testimonia, come ci dice il Repetti nel suo famoso dizionario (Firenze, 1839), che il “vino squisito di Montepulciano, … s’inviasse all’estero da tempi assai remoti” e fu scritta pochi anni dopo la redazione degli statuti di Montepulciano del 1337 che normavano la produzione, la vendita e la fiscalità del prodotto enologico per il quale la città era già nota in quel profondo passato. 

Anteprima: cosa racconta la pergamena del 1350 dell'Archivio di Stato di Firenze della storia del Vino Nobile di Montepulciano.
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