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Come è andata la prima edizione del Salone del Vino di Torino

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Si è conclusa con grande successo di pubblico la prima edizione del Salone del Vino di Torino. Sono state oltre 13mila le presenze, dal 4 al 6 marzo, nei quattro luoghi simbolo della città: Cavallerizza Reale, Museo del Risorgimento, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna. Con un palinsesto Off di oltre 100 eventi diffusi, andati in scena da martedì 28 febbraio a lunedì 6 marzo, che ha viste coinvolte 60 location del capoluogo piemontese. Ecco come è andata la prima edizione 2023 e quando sarà la prossima nel 2024.

Un Salone del Vino di Torino da tutto sold out prima dell’apertura delle porte

Il cuore della manifestazione del Salone del Vino di Torino, nel weekend di sabato 4 e domenica 5 marzo, ha totalizzato più di 7.400 passaggi raggiungendo il sold out prima dell’apertura delle porte. 

Come è andata la prima edizione 2023 del Salone del Vino di Torino 2023: tutto sold out prima dell’apertura delle porte. Quando sarà nel 2024.

Anche lunedì 6 marzo, la giornata B2B dedicata agli addetti del settore, ha contato la partecipazione di oltre 1000 operatori tra aziende del territorio, buyer, enoteche e ristoratori. 

Altissimo il coinvolgimento sui Social, con oltre 5 milioni di persone raggiunte grazie alla sinergia con influencer, blogger e giornalisti amanti del vino e della città di Torino. 

Per una grande manifestazione che ha saputo animare i luoghi simbolo torinesi facendo conoscere al grande pubblico il vastissimo patrimonio vitivinicolo del Piemonte, in un omaggio alla terra e all’attività vitivinicola tra storia e innovazione.

Come è andata la prima edizione 2023 del Salone del Vino di Torino 2023: tutto sold out prima dell’apertura delle porte. Quando sarà nel 2024.

Patrizio Anisio, direttore del Salone del vino di Torino, commenta: 

“Siamo davvero molto felici per questa prima edizione del Salone del Vino di Torino. Siamo grati alle tante cantine piemontesi, alle enoteche regionali e ai consorzi giunti da tutto il Piemonte che hanno creduto nell’ importanza di un Salone del vino a Torino. La città ha dimostrato di essere pronta ad accogliere un nuovo grande evento dedicato al mondo del vino, dopo molto tempo. Lavoreremo per rendere Torino la grande Casa del Vino Piemontese, in un racconto che parli delle nostre eccellenze in Italia e nel mercato internazionale”.

Quando sarà la prossima edizione nel 2024

Nel corso della prima della kermesse torinese, altissima è risultata la partecipazione a Wouse, la wine house del Salone, che ha visto in un cartellone di 18 appuntamenti alternarsi più di 100 content creator, giornalisti, e illustri attori del mondo del vino, tra dibattiti, degustazioni e momenti di approfondimenti, registrando il sold out in tutti gli eventi.

Esauriti tutti i posti, spesso con una settimana di anticipo, nelle serate che hanno coinvolto osterie e ristoranti in tutta la città, come la Notte Rossa Barbera e i 100 Days in collaborazione, rispettivamente, con F.E.A. e Edt Editore.

Momenti di convivialità, approfondimento e ricerca nei convegni sono andati in scena a Palazzo Birago, sede della Camera di commercio di Torino. Si è parlato di turismo legato al mondo del vino ed è stato presentato lo studio sugli effetti del cambiamento climatico nella viticoltura, per riflettere sia sulle conseguenze delle mutazioni ambientali, sia sulle strategie di adattamento colturale, attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori del settore.

Come è andata la prima edizione 2023 del Salone del Vino di Torino 2023: tutto sold out prima dell’apertura delle porte. Quando sarà nel 2024.

Tra i momenti significativi della prima edizione del Salone del Vino di Torino, la riapertura in anteprima per il pubblico del giardino di Palazzo Cisterna a cura della Città Metropolitana di Torino, con l’opening ufficiale delle porte venerdì 24 marzo. Un risultato possibile grazie al coinvolgimento di Palazzo Birago e Palazzo Cisterna, uniti in un unico evento e attraverso un unico filo conduttore. 

Successo nel weekend, poi, anche per Wine in Cabrio, a cura di Vendemmia Torino – Grapes in Town & Portici Divini. A bordo di un Cabrio Bus rosso fiammante, ha visto raggiungere Villa della Regina in compagnia di una guida professionista di Somewhere Tours&Events fra le curiosità legate all’affascinante mondo del vino e al territorio piemontese.

Infine, oltre 30 le Masterclass ad aver ospitato alcune tra le più importanti cantine italiane e le loro eccellenza. Con la manifestazione che ora guarda già alla prossima edizione, dando appuntamento al pubblico a febbraio 2024. 

“Siamo felici di aver ospitato il Salone del Vino e del grande successo che ha riscontrato tra il pubblico”, sottolinea il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “L’enoturismo è uno dei simboli di Torino e del Piemonte nel mondo e vuole essere questo lo spirito con cui la Città accoglie la manifestazione. Siamo infatti convinti che sarà il primo di una lunga serie e cercheremo nei prossimi anni di potenziare questo importante appuntamento. Intendiamo promuovere Torino nel mondo e con il Salone valorizzeremo un settore che crea lavoro e al contempo è parte integrante della nostra identità”.

Come è andata la prima edizione 2023 del Salone del Vino di Torino 2023: tutto sold out prima dell’apertura delle porte. Quando sarà nel 2024.

A fagli eco Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino, che chiosa:

“Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione del Salone, che ci ha visti impegnati sia nella promozione del vino torinese, con la presenza di oltre 60 produttori locali, tre Consorzi di tutela e l’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino, sia nell’accoglienza del pubblico all’interno di Palazzo Birago dove, durante le 12 Masterclass in programma, abbiamo registrato oltre 200 passaggi”. 

“Ottima anche l’affluenza ai convegni di lunedì dove si è parlato di enoturismo e di impatto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura. In generale l’evento ha radunato un’altissima presenza di pubblico giovane, interessato e curioso che, anche grazie ad eventi come questo, sta imparando a bere in modo consapevole e a conoscere l’enorme patrimonio culturale, paesaggistico e imprenditoriale che sta dietro ogni bottiglia”.

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