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Velier: “20 anni di vini naturali Triple A”

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Il ventesimo anniversario del progetto Triple “A”, fondato nel 2003 da Luca Gargano (presidente di Velier), si è celebrato il 13 marzo scorso nella splendida cornice di Palazzo Albergati, a Zola Pedrosa, venti minuti dalla stazione Centrale di Bologna, nel contesto del Triple “A” Live 2023. Un momento di aggregazione fermo nel tempo e nello spazio. Complice la Villa ottocentesca in gran parte preservata dalla modernità e circondata da un giardino immenso, perfetta scenografia per un film in costume d’altri tempi. A questo si è aggiunto il favore del meteo, con un sole dolce ma non caldo, e la possibilità di assaporare, più intenso che assaggiare, vini naturali e prodotti artigianali. Una giornata unica, scandita dal manifesto delle Triple “A”: “Agricoltori, Artigiani, Artigiani”. Sono queste le tre “A” su cui abbiamo coinvolto Luca Gargano nella nostra video intervista che vi proponiamo qui di seguito, un punto di partenza, le Triple “A”, per parlare di come il vino offra un momento pregiato di aggregazione, di convivialità e di festa. Quella vista a Palazzo Albergati.

Le Triple “A” di Velier

Le Triple “A” sono state la prima realtà distributiva al mondo a scommettere sui cosiddetti “vini naturali”. Dal 2003 i concetti di “Agricoltori, Artigiani, Artisti” sono i requisiti necessari affinché un vignaiolo possa produrre un grande vino. Il 13 Marzo a Bologna più di 80 vignaioli dall’Italia e dal mondo si sono riuniti all’evento Triple “A” Live 2023 nel quale si è celebrato il ventesimo anniversario. E hanno accolto più di 2.500 partecipanti, tra appassionati e addetti ai lavori con una peculiarità unica: l’ampia fascia d’età rappresentata, dai giovani fino ai senior.

Velier può vantare una selezione pionieristica per i tempi, guidata da un decalogo che delinea precise regole produttive da rispettare per essere annoverati nelle Triple “A”, tra cui un approccio agricolo di tipo biologico, fermentazioni spontanee operate da lieviti indigeni, la completa esclusione di additivi (fatta eccezione per l’anidride solforosa) e coadiuvanti nonché di tecniche di cantina invasive.

A vent’anni dalla fondazione, le Triple “A” contano all’interno del loro catalogo più di cento produttori e radunano alcune delle realtà più qualitative e rappresentative dei terroir d’appartenenza.

Triple “A” Live 2023 è stata un’edizione speciale per festeggiare insieme a osti e ristoratori da tutta Italia e a vignaioli da tutto il mondo il ventesimo anniversario delle Triple “A”. Una giornata di festa e degustazione, durante la quale c’è stata la possibilità di incontrare dal vivo i vignaioli protagonisti di quella che Luca Gargano ha definito una “rivoluzione culturale che ha investito il mondo del vino in questi ultimi vent’anni”. L’occasione ghiotta è stata di poter degustare tutti i loro vini.

Oltre al ventesimo anniversario dalla fondazione delle Triple “A”, a guidare l’evento Velier sono state altre due diverse tematiche principali profondamente legate tra loro: il futuro del vino e il ritorno alla policoltura.

Ai banchi di degustazione, si è affiancata una “Bottega”, dove sono stati raccolti tutti i prodotti agricoli realizzati dai vignaioli e dai produttori della Dispensa Triple “A”.

Ad accompagnare questa giornata di convivialità, infatti, non potevano mancare gli artigiani del cibo, che seguono nelle loro cucine la stessa filosofia che dal 2003 ricerchiamo nel bicchiere.

Tra le aziende presenti che hanno offerto i loro prodotti citiamo: il Pastificio Giovanni Fabbri (Strada in Chianti, FI), Le Macchie di Paolo Parisi (Lari, PI), la Macelleria Bacci (Montignoso, MS), la Bottega Pavesi (Cortemaggiore, PC), Fromagerie Antony (Vieux-Ferrette, Francia), Antonello Egizi (Capestrano, AQ), il Forno Brisa (Bologna), il Panificio Piuma (Genova) e molti altri.

Il manifesto delle Triple “A”: Agricoltori Artigiani Artisti

Questo manifesto nasce in seguito alla constatazione che buona parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore. La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo.

Secondo il manifesto delle Triple “A”, per ottenere un grande vino, ad ogni produttore occorrono 3 doti basilari riassumibili nelle 3 “A” di:

  • “A” come agricoltori: soltanto chi coltiva direttamente il vigneto può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere un’uva sana e matura esclusivamente con interventi agronomici naturali.
  • “A” come artigiani: occorrono metodi e capacità “artigianali” per attuare un processo produttivo viticolo ed enologico che non modifichi la struttura originaria dell’uva, e non alteri quella del vino.
  • “A” come artisti: solamente la sensibilità “artistica” di un produttore, rispettoso del proprio lavoro e delle proprie idee, può dar vita ad un grande vino dove vengano esaltati i caratteri del territorio e del vitigno.

Il decalogo dei vini

I vini Triple “A” possono nascere solo:

  • da una selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale.
  • da produttori agricoltori, che coltivano i vigneti senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali.
  • da uve raccolte a maturazione fisiologica e perfettamente sane.
  • da mosti ai quali non venga aggiunta né anidride solforosa né altri additivi. L’anidride solforosa può essere aggiunta solo in minime quantità al momento dell’imbottigliamento.
  • utilizzando solo lieviti indigeni ed escludendo i lieviti selezionati.
  • senza interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica diversi dal semplice controllo delle temperature. (Sono tassativamente
  • esclusi gli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo).
  • maturando sulle proprie “fecce fini” fino all’imbottigliamento.
  • non correggendo nessun parametro chimico.
  • non chiarificando e filtrando prima dell’imbottigliamento.
  • dalla migliore espressione del terroir al quale appartengono.
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