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Alto Adige: rossi o bianchi, perché l’annata 2022 è “epocale”

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Un’annata “epocale”, tanto per i vini rossi, quanto per i bianchi. È il risultato della vendemmia 2022 in Alto Adige. A riferirlo è il Consorzio Vini Alto Adige, nel suo annuale bilancio sul millesimo. E il giudizio, tracciato insieme a Eros Teboni, già miglior sommelier del mondo 2018, racconta che quella appena conclusa sarà una grande annata 2022 sia per le verità a bacca bianca sia per quelle a bacca rossa. Ecco il suo racconto, vallata per vallata, terroir per terroir, varietà per varietà, dallo Chardonnay al Pinot Nero, dalla voce dei protagonisti del vino altoatesino.

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini dell’Alto Adige

Un’annata che dal punto di vista meteorologico si è caratterizzata senza dubbio per temperature da record, la 2022, che hanno portato a una fioritura prematura e accelerata anche nelle zone più in quota. E, dato che anche i mesi estivi di giugno, luglio e agosto sono stati eccezionalmente caldi e secchi, lo sviluppo vegetativo è risultato contenuto e, nella maggioranza delle zone di coltivazione, è stato possibile vendemmiare i grappoli due o addirittura tre settimane prima rispetto alla media annuale. 

“L’annata 2022 è iniziata con una comparsa dei germogli relativamente tardiva ma, a causa del clima molto caldo fino alla fine, si è trasformata in un anno molto precoce”, spiega Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige. 

Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige

A fargli eco, uno dei decani del vino altoatesino, Willi Stürz, mastro cantiniere della Cantina Tramin: 

“Durante l’estate eravamo preoccupati a causa del gran caldo. I grappoli, però, si sono rivelati eccezionalmente sani e perfettamente maturi, e in cantina i vini giovani si sono sviluppati molto bene”.  

Analizzando l’andamento dei vini bianchi, gli enologi esprimono quindi grande entusiasmo: questi vini, infatti, si stanno sviluppando sorprendentemente bene in tutte le zone e risultano decisi ma comunque freschi e fruttati. Per i vitigni bianchi si registrano, inoltre, buoni valori zuccherini, acidità inferiore alla media e una vendemmia molto sana. A svilupparsi in maniera particolarmente interessante sono soprattutto Chardonnay e Pinot Grigio. Il Gewürztraminer risulta molto fruttato e promette una buona annata, il Sauvignon ha sorpreso tutti. 

“In sostanza possiamo dire che tutti i vini dell’annata 2022 si stanno sviluppando uniformemente a un livello molto, molto alto”, racconta Stephan Filippi, mastro cantiniere della Cantina Bolzano. “In ogni caso ne siamo estremamente soddisfatti”. 

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini rossi e i vini bianchi dell’Alto Adige e perché è definita “epocale”.

Di calore e siccità, ma anche della possibilità di lasciar maturare i grappoli in modo ideale, hanno beneficiato soprattutto i vini rossi. “Complessivamente, il 2022 è un’ottima annata per i vini rossi”, aggiunge il direttore Bernhart, in riferimento a tutte le aree di coltivazione. Il Pinot Nero 2022, per esempio, si sta sviluppando in un vino forte, fruttato, di grande interesse. E anche Lagrein, Merlot e Cabernet promettono bene. 

“Sono di colore intenso, forti, compatti, molto fruttati e dalla buona persistenza”, sottolinea Filippi. Al palato si aggiungono bei tannini maturi e raffinati.

A preoccupare, in un primo momento, era stata solo la Schiava. “Aveva poco colore e temevamo che sviluppasse poche note fruttate”, aggiunge il mastro cantiniere della Cantina Bolzano, “ma tutto è andato per il meglio: il 2022 è un’ottima annata anche per Schiava e Santa Maddalena”.

Niente di meno di un’annata storica insomma. Questo è quanto pronostica anche Stefan Kapfinger, mastro cantiniere della Cantina Merano. “Non avevo mai visto un’annata simile”, afferma, ricordando come tutto abbia giocato a favore: “La maturazione era perfetta, gli zuccheri anche, e abbiamo potuto lasciare i grappoli sui tralci fino al momento ideale per la vendemmia”.

Ecco il suo racconto, vallata per vallata, terroir per terroir.

L’Alto Adige intorno a Bolzano: “annata storica” per i vini rossi con sorprendenti bianchi 

Di “grappoli da sogno” parla Stephan Filippi, mastro cantiniere della Cantina Bolzano, ripensando al raccolto. E l’entusiasmo rimane inalterato descrivendo l’annata 2022, soprattutto per i vini rossi. “Quella del 2022 sarà un’annata storica”, pronostica il mastro cantiniere di Bolzano. 

Il Pinot Nero 2022, per esempio, si sta sviluppando in un vino forte, fruttato, di grande interesse. E anche Lagrein, Merlot e Cabernet promettono bene. Al palato si aggiungono bei tannini maturi e raffinati. A preoccupare, in un primo momento, era stata solo la Schiava: allarme poi rientrato.

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini rossi e i vini bianchi dell’Alto Adige e perché è definita “epocale”.
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Presso la Cantina Bolzano ci si sorprende anche dello sviluppo dei vini bianchi 2022. Inizialmente si temeva che, a causa dell’elevato contenuto zuccherino, i vini fossero carenti di acidità. “Il nostro timore era che i bianchi diventassero più pesanti e meno diretti”, spiega Filippi ma “anche se sono effettivamente risultati meno acidi, il piacere al palato è comunque presente”.

A svilupparsi in maniera particolarmente interessante sono soprattutto Chardonnay e Pinot Grigio, il Gewürztraminer è molto fruttato e promette una buona annata, il Sauvignon ha sorpreso tutti e il Müller Thurgau ha i presupposti per un’annata da favola. “In sostanza possiamo dire che tutti i vini dell’annata 2022 si stanno sviluppando uniformemente a un livello molto, molto alto”, sintetizza Filippi. “In ogni caso ne siamo estremamente soddisfatti.”

Oltradige: “Tutto si è svolto a meraviglia”

Giudicando l’annata 2022, Matthias Hauser, mastro cantiniere della tenuta Castel Sallegg di Caldaro, non ha bisogno di riflettere troppo: “Una grande annata”, assicura. Nell’Oltradige, a beneficare della piena maturazione dovuta all’estate calda sono soprattutto i vini rossi. “Non hanno più note verdi, ma più estratto, più contenuti, un carattere deciso e una buona capacità di invecchiamento”, afferma il mastro cantiniere di Castel Sallegg. I vini bianchi invece si distinguono per belle note fruttate. “Sono di media densità, quindi non così spessi come in altri anni”, dice Hauser, “e trovo entusiasmante elaborare queste particolari sfaccettature legate all’annata”.

A risultare molto espressivo, spesso e raffinato è il Kalterersee 2022, per il quale il mastro cantiniere di Caldaro parla di “un’ottima annata”. Lo stesso dicasi per il Pinot Nero, la cui perfetta maturazione ha permesso di “giocare con l’eleganza che questo vitigno porta con sé”, dice Hauser che sorride apertamente quando gli si chiede di Merlot e Cabernet 2022. “Tutto si è svolto a meraviglia, nel 2022 il profilo di entrambe le varietà è pressoché perfetto.”

Tra i vini bianchi, il mastro cantiniere pone l’accento sul Gewürztraminer (“non va verso la corposità, ma in una direzione delicata, filigranata, fruttata”) ma soprattutto sul Sauvignon. “Per il Sauvignon, il 2022 è un’annata entusiasmante, con brillanti note fruttate”, spiega Hauser. “Tra i vini bianchi è quello che mi piace di più.”

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini rossi e i vini bianchi dell’Alto Adige e perché è definita “epocale”.
Andreas Kofler, presidente Consorzio Vini Alto Adige

Bassa Atesina: dai timori alla sorpresa di vini eccezionali

Per la viticoltura della Bassa Atesina il 2022 è stato un anno turbolento, come evidenziato sopra da Willi Stürz, mastro cantiniere della Cantina Tramin.

Delle alte temperature hanno sofferto soprattutto i grappoli di Pinot Bianco situati sui pendii più bassi, mentre quelli nelle zone più fresche si sono sviluppati al meglio. Il Pinot Grigio, al contrario, è di ottima qualità. “Le varietà aromatiche come il Sauvignon hanno resistito alle alte temperature e hanno conservato la loro componente fruttata”, spiega il mastro cantiniere. 

Chardonnay e Gewürztraminer hanno sopportato bene le temperature più elevate: “Lo Chardonnay ha potuto sviluppare appieno la sua eleganza e la sua finezza, mentre il Gewürztraminer, oltre a raffinate componenti floreali, ha sviluppato anche entusiasmanti sfumature aromatiche, tipiche della Bassa Atesina”, afferma Stürz.

Per quanto riguarda le varietà rosse, il Pinot Nero è ricco di estratto, fresco e armonico. Per la Schiava il 2022 è un’annata eccezionale con tannini fini e uno spiccato carattere fruttato che – come spiega il mastro cantiniere – “va nella direzione di un vivace sentore di ciliegia”.

Per le varietà di rossi più forti e a maturazione più tardiva, si è trattato addirittura di “una delle annate migliori degli ultimi dieci anni”, dice Stürz. “Soprattutto Lagrein, Merlot e Cabernet hanno trovato le condizioni ottimali che ora si riflettono in spessore, espressività e maturità dei tannini”, sottolinea il mastro cantiniere di Termeno, che aggiunge: “Nel complesso, il 2022 è un’annata eccezionale con alcune qualità di primissimo piano”.

Burgraviato: vini rossi storici e bianchi interessanti

Da Merano si evidenzia l’eccezionalità di un’annata “epocale”, soprattutto per i vini rossi. “Non avevo mai visto un’annata simile”, afferma Stefan Kapfinger, mastro cantiniere della Cantina Merano, ricordando come tutto abbia giocato a favore: “La maturazione era perfetta, gli zuccheri anche, e abbiamo potuto lasciare i grappoli sui tralci fino al momento ideale per la vendemmia”.

Le premesse sono state ideali per il Pinot Nero, che in bottiglia risulterà leggermente più scuro e forte. “Struttura, pienezza e maturazione assicurano che sarà un vino molto longevo”, sintetizza Kapfinger. Molto simile è anche il suo giudizio sul Cabernet, ma soprattutto sul Lagrein: “Raramente ho visto un Lagrein così profondo e intenso, con un’ottima struttura”, sostiene il mastro cantiniere. “Il Lagrein 2022 passerà certamente alla storia.” 

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini rossi e i vini bianchi dell’Alto Adige e perché è definita “epocale”.

Nel Burgraviato, infine, sarà un’annata speciale anche per la Schiava che risulterà più forte, scura e sicuramente longeva.

Per Stefan Kapfinger, tra i vini bianchi emergono soprattutto Pinot Bianco, Pinot Grigio e Chardonnay. “Rispetto ad altre, queste varietà hanno meno bisogno di notti fresche e si presentano quindi con una bella maturità e pienezza”, afferma il mastro cantiniere meranese. Anche il Gewürztraminer ha beneficiato delle alte temperature sviluppandosi con decise note fruttate e una grande espressività. Assolutamente straordinario si presenta infine il Sauvignon 2022. “Si sta sviluppando con un grande vigore, un gusto decisamente fruttato e pronunciate note di frutti esotici”, elenca Kapfinger. “Ciò lo rende complesso ed entusiasmante.”

Valle Isarco: un’annata di bianchi forti e di personalità dall’Alto Adige

Essendo la zona di coltivazione più settentrionale dell’Alto Adige, la Valle Isarco è stata meno colpita dal calore e dalla siccità della scorsa estate. “Soprattutto nei giorni della vendemmia, i grappoli hanno potuto ancora godere di notti fresche e di grandi escursioni termiche tra giorno e notte”, spiega Hannes Munter, mastro cantiniere della Cantina Valle Isarco. 

Ciononostante, anche in Valle Isarco la vendemmia è cominciata circa dieci giorni prima rispetto ad altri anni, una circostanza che ha comportato grandi sfide organizzative e logistiche soprattutto per i viticoltori.

Dallo Chardonnay al Pinot Nero, come è stata l’annata 2022 per i vini rossi e i vini bianchi dell’Alto Adige e perché è definita “epocale”.

Sebbene, a causa del caldo estivo e autunnale, anche in Valle Isarco la gradazione zuccherina risulti più elevata rispetto ad altre annate, il conseguente contenuto alcolico più elevato è stato ben integrato e i vini presentano una sorprendente bevibilità, sostiene il mastro cantiniere.

Nel suo complesso, l’annata per i vini bianchi della Valle Isarco è molto buona, come conferma Munter: “I vini hanno più struttura rispetto ad altre annate, sono più pieni, intensi e cremosi”.

Per quanto riguarda le principali varietà della zona, Munter mette l’accento soprattutto sul Veltliner verde che beneficia moltissimo della struttura straordinariamente cremosa, spiega il mastro cantiniere della Cantina Eisacktal. Anche il Kerner ha avuto uno sviluppo sorprendente: “Nonostante un periodo di fermentazione leggermente più lungo, presenta un carattere molto fruttato con interessanti note di tè e camomilla ed è molto piacevole da bere”, afferma Munter. Altrettanto fruttato si presenta il Sylvaner, la cui particolarità per il 2022 sta nel fatto di essere dominato da note più mature che verdi.

Val Venosta: annata matura ed elegante per i vini bianchi e rossi

Chiusura con l’estate eccezionalmente calda dell’anno scorso in Val Venosta, che si riflette anche nei vini dell’annata 2022. Le alte temperature, tra l’altro, hanno portato a un’annata matura ed elegante, caratterizzata, soprattutto per quanto riguarda le varietà di Pinot, da un’acidità minore rispetto ad altre annate. “Il Riesling, al contrario, ha beneficiato del settembre fresco, grazie al quale ha potuto mantenere buoni i valori dell’acidità”, spiega Magdalena Pratzner che gestisce la Tenuta Falkenstein di Naturno. “E lo stesso vale per i vini delle zone più elevate”.

Di conseguenza, il giudizio complessivo di Pratzner sulle varietà rosse della Val Venosta è pienamente positivo. “Il 2022 è un’ottima annata per i vini rossi”, assicura l’enologa, “di colore molto intenso e con una buona struttura dell’acidità”. Pregevoli anche gli aromi raffinati e i tannini che caratterizzano i rossi dell’annata 2022. 

L’enologa di Naturno valuta altrettanto positivamente anche l’annata 2022 dei bianchi venostani. “I vini bianchi risultano particolarmente minerali, con ottime note fruttate e una buona struttura dell’acidità”, spiega Pratzner che esalta soprattutto il Kerner. “Si sta sviluppando molto bene”, assicura.

E, in merito a un giudizio complessivo sui vini bianchi della Venosta per il 2022, Magdalena Pratzner chiosa: “Tutto considerato, per i vini bianchi il 2022 è un’annata molto elegante”.

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