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WineCouture Meets Olivier Krug

Vi svelo l’essenza di Krug, l’eredità di un sogno ancora vivo

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Faccia a faccia, all’ora dell’aperitivo in uno dei più eleganti hotel milanesi, abbiamo avuto l’occasione di fermarci a comprendere meglio quella che è l’essenza di un mito della Champagne: Krug. Lo abbiamo fatto in una chiacchierata in compagnia di Olivier Krug, direttore della Maison fondata nel 1843 dal suo avo Joseph Krug, che ha svelato a WineCouture anche qualcosa in più di sé, tra ricordi d’infanzia, l’importanza dell’attesa, l’abbinamento tra bollicine e musica e l’emozione della speciale degustazione di un millesimato 1915.

Qual è il primo ricordo che associa Olivier Krug a un calice di Champagne?

Sono due, in realtà. E del primo ricordo, in verità, non ho memoria diretta. Questo, perché il mio “battesimo” con lo Champagne – almeno, così mi è stato raccontato in famiglia – è stato il giorno stesso in cui sono nato, quando ho avuto le labbra bagnate da un goccio di Krug.

Poi c’è l’altro primo ricordo, di cui ho ben memoria: sono bambino, a casa di mio nonno, al pranzo in famiglia, dove tutti noi bambini avevamo un piccolo calice con dentro un velo di Champagne che avevamo l’autorizzazione ad assaggiare.

Cos’è oggi lo Champagne per Olivier Krug?

È gioia. È condivisione. Lo Champagne è un’occasione per creare nuovi legami. È occasione per festeggiare in maniera elegante.

Ma lo Champagne è anche – e innanzitutto – un grande vino, che merita di essere scoperto, di essere atteso, di essere abbinato con un’infinità di piatti e cucine.

Cos’è oggi lo Champagne per Olivier Krug: viaggio all'essenza della Maison, tra annata 2008 e la speciale degustazione di un millesimato 1915

Krug è un simbolo della Champagne: cosa significa essere chiamati a trasmettere e comunicare un savoir-faire e una tradizione plurisecolari nel mondo contemporaneo?

Prima del savoir-faire, credo ci sia qualcosa di ancora più forte che siamo chiamati a far vivere: il sogno di Joseph Krug. Perché quando il mio avo, nel 1843, fondò la Maison che porta il nome di famiglia, il suo desiderio e la sua ambizione non era di trasmettere un saper fare, ma creare ogni anno uno Champagne straordinario e diverso dagli altri. Questo era il suo sogno. E per inseguire questo sogno ha riflettuto e dato forma a un savoir-faire.

E noi, oggi, comunichiamo oggi questo Champagne straordinario, che è la Grande Cuvée con la sua 170esima edizione. Ogni giorno è la visione di Joseph Krug che siamo chiamati a trasmettere a chi incontriamo: quella di un uomo che non era neanche originario della Champagne e che era già avanti con l’età al momento di dare il via alla Maison, ma che ha avuto il coraggio di creare qualcosa che non esisteva prima.

Cosa definisce oggi Krug come Maison?

La generosità. È un’equipe di donne e uomini realmente partecipi della storia e della filosofia della Maison quella che la compone oggi. Una condivisione di valori che porta sempre tutti ad andare “oltre”, in una costante ricerca dell’eccellenza, ancor prima che della perfezione.

C’è sempre tanta curiosità e grande libertà in ogni cosa che facciamo. Ci sono sempre delle evoluzioni e nell’ultimo decennio siamo diventati molto più contemporanei rispetto al passato.

Penso, ad esempio, alla creazione del Krug ID o a tutte le iniziative create nel corso del tempo, come quelle legate al singolo ingrediente o la creazione delle Krug Ambassade, che testimoniano la nostra vitalità come Maison. Non siamo certo un’istituzione impolverata e inaccessibile in Champagne.

Cos’è oggi lo Champagne per Olivier Krug: viaggio all'essenza della Maison, tra annata 2008 e la speciale degustazione di un millesimato 1915
Ph. Jenny Zarins (come copertina)

Come è nato l’abbinamento con la musica?

La musica è sempre stata presente all’interno della nostra Maison. E quando sono arrivato in Krug, ormai 33 anni fa, mio padre mi ha spiegato il suo savoir-faire attraverso un’analogia musicale, comparando i vini a dei musicisti, che dovevano essere selezionati, di anno in anno, per comporre una nuova sinfonia. Ma a ogni vendemmia che si sussegue, sono profili diversi di musicisti che si presentano all’audizione: dunque, per ricreare la nostra sinfonia occorre trovare dei performer con più esperienza alle spalle.

E dopo questo primo “incontro” tra musica e Krug, un giorno abbiamo letto questo studio dedicato alle connessioni neurologiche tra note e gusto: ci siamo lasciati incuriosire e abbiamo cercato, un passo alla volta, di sviluppare questo approccio che si chiama Krug Echoes, domandando a dei grandi artisti di “ascoltare” i nostri Champagne e inviarci indietro il loro spartito musicale di quel che avevano letto nel calice.

Tornando a tavola: qual è per Olivier Krug il piatto italiano che meglio si abbina a Krug?

Io, con estrema semplicità, adoro abbinare la Grande Cuvée Krug a una scaglia di Parmigiano stagionato, ma più in generale sono davvero tanti gli accostamenti che si potrebbero fare tra il nostro Champagne e i piatti della tradizione italiana.

Cos’è oggi lo Champagne per Olivier Krug: viaggio all'essenza della Maison, tra annata 2008 e la speciale degustazione di un millesimato 1915

Ma c’è, all’interno della gamma Krug, uno Champagne che Olivier Krug ama di più?

È come per i propri figli: non si può scegliere, li amo tutti alla stessa maniera.

Però, posso confessare di avere una predilezione per le Grande Cuvée con tre o più anni alle spalle, per la rotondità che sviluppa col passare del tempo. 

Dunque, è sempre bene attenderle un poco le creazioni in bottiglia Krug?

Sì, possiamo attenderli un poco per gustarli al meglio nella loro generosità.

L’anno scorso si è completata la grandissima trilogia, dall’orchestra al solista, che ha visto un’annata considerata eccezionale in Champagne, come è stata la 2008, interpretata da Krug: qual è il suo giudizio di questo millesimo, oggi, nelle sue tre espressioni?

Credo che in questo momento, anno dopo anno che passa, sia ogni volta meglio del precedente assaggio. Si avverte una ricchezza che si sviluppa con sempre maggiore importanza. Dopodiché parliamo di una degustazione comparata molto rara, quella che coinvolge Krug Clos du Mesnil 2008, Vintage 2008 e Krug Grande Cuvée 164ème édition.

Si tratta, tuttavia, anche di un parallelo straordinario, per andare a scoprire nella sua straordinaria espressività, tra orchestra, ensemble e solista, quella che è l’essenza di Krug, tra talento individuale, storia dell’annata e la più generosa musica che si può ascoltare in Champagne.

Quel è stata la più bella esperienza di degustazione con un Krug avuta?

Non so se definirla come la più bella, ma di certo è stata la più emozionante: parlo della degustazione di un Krug 1915 che era stato creato dalla mia bisnonna durante la Prima Guerra Mondiale.

Uno Champagne nato sotto le bombe che cadevano su Reims, con tutti gli uomini che erano al fronte e mio bisnonno che era stato fatto prigioniero. E la mia bisnonna ha avuto la forza di creare questo millesimo, di cui rimanevano ancora quattro bottiglie, una delle quali è stata battuta a un’asta di beneficenza nel 2015.

In questa occasione abbiamo degustato in Maison questo vino realmente unico ed è stato qualcosa di realmente straordinario: al momento dell’apertura, nel silenzio più totale, abbiamo sentito il sibilo della bollicina che si era conservata… Un’emozione grandissima.

Cos’è oggi lo Champagne per Olivier Krug: viaggio all'essenza della Maison, tra annata 2008 e la speciale degustazione di un millesimato 1915

E se guardiamo fuori dalla Champagne, quali sono i vini che Olivier Krug ama oggi bere?

Mi piace condividere nuove scoperte con i miei figli, che hanno la sensibilità al palato delle nuove generazioni e ricercano un frutto più marcato. Guardiamo nelle nostre scelte molto in direzione della Borgogna, ma anche della Loira e dell’Alsazia.

E poi sperimentiamo anche sugli Orange Wine, che non so se definire effettivamente che rispondono al mio gusto, ma è l’orizzonte che in questo momento rappresenta lo spazio su cui ci stiamo orientando per fare nuove scoperte: è, infatti, una tendenza che m’interessa comprendere meglio.

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