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WineCouture, anno quattro, numero 5/6: Nuovi orizzonti

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L’estate è alle porte, ma prima di regalarsi un po’ di meritata vacanza, ecco il nuovo numero di WineCouture che giunge dopo un Vinitaly 2023 carico di spunti. La nuova uscita del nostro magazine cartaceo (numero 5/6-2023) dedicato al mondo Horeca e dedicata ai nuovi orizzonti del vino, tra mercato, Champagne e le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, in un racconto, come d’abitudine, carico di grandi esclusive.

In primo piano in apertura di magazine, quattro storie di come il vino italiano abbia scelto di cambiare marcia, con altrettanti progetti che mirano a valorizzare delle unicità operando sul filo d’innovazione e sostenibilità. 

A iniziare dal rilancio di una storia che parla di Lambrusco e di Modena: quella di Cavicchioli. Con il nuovo corso dell’azienda che passa dalla presa in carico da parte di Cantine Riunite & Civ dell’attività di distribuzione dello storico brand sia in Italia sia all’estero.

Spazio poi all’experience che ci ha visti protagonisti dell’assaggio in anteprima del Pinot Nero che punta a riscrivere la storia di questo vitigno sui pendii dell’Alto Adige, muovendo da uno dei cru per eccellenza di questa grande regione del vino: l’MGA Gleno, a Montagna (Bolzano). È qui che la famiglia Pfitscher ha dato forma, da una particella di 0,4 ettari altoatesine fra le più alte e vecchie, alla novità della Riserva Vigna Das Langefeld.

Spazio, poi, al nuovo verbo del bianco italiano, con il Vermentino Superiore di Maremma e la sua rivoluzione nel calice testimoniata da un cambio di passo epocale che la Denominazione toscana sta portando avanti sulla varietà, come testimoniato anche dalla nuova Top 10 2023 del Vermentino Grand Prix, che ha svelato il meglio delle etichette maremmane: in ordine alfabetico per azienda, sono Belguardo Belguardo “V” 2021, Bruni Perlaia 2021, Castelprile, Bianco Riserva 2021, Podere Cirene Cirene 2021, Santa Lucia Brigante 2022, Tenuta Agostinetto La Terrazza 2021, Tenuta Dodici Solo 2021, Terenzi Balbinvs 2021, Terre dell’Etruria Marmato 2022, Val Delle Rose Cobalto 2020.

Tra i grandi bianchi italiani, c’è anche un nuovo progetto che pensa al domani: quello del Lugana Oasi Mantellina Allegrini. Merito di un vino che, sulle sponde del Garda, nasce grazie a scelte altamente sostenibili che custodiscono la biodiversità in vigna, come evidenzia la certificazione Biodiversity Friend Beekeping, che esplicita la cura non solo della vite ma anche l’attenzione agli esseri viventi che popolano il paesaggio, come evidenza bene proprio la struttura del WWF recentemente installata in questo habitat naturale unico per accogliere gli insetti impollinatori.

Per il dossier di questo numero andiamo sulle colline Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2019 del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Qui, tra sostenibilità e valore, tracciamo lo stato dell’arte di una Denominazione che guarda già al domani. Iniziando da due dei suoi protagonisti, con il valore del tempo Masottina e la rivoluzione delle vecchie annate delle Rive di Ogliano, a spiegare la longevità del Prosecco Superiore, e l’interpretazione di Villa Sandi, legata a un futuro che sposa la tradizione.

È tutta da assaporare anche la Collection del nostro magazine, dedicata ad alcune delle novità presentate a Vinitaly 2023, dopo le anteprime esclusive dello scorso numero: si parte con la nuova Icon di Pasqua Vini: Fear No Dark Cabernet Sauvignon Igt 2020. Si passa poi a due volti Pop di due realtà storiche del vino di Nord e Sud Italia, con Calaonda Calabria Rosso Igt Librandi e l’Alba Doc Pi Cìt 2021 Marchesi di Barolo. Spazio all’innovazione con la scelta che guarda ai nuovi orizzonti dei consumi e racconta di un vino che punta a essere più inclusivo: da una parte, il Mionetto 0.0% Alcohol Free, dall’altra la Cuvée Zero Zonin. A chiudere la Collection Vinitaly 2023, due bollicine, con lo spumante piemontese Ritorno in Alta Langa Docg Brut Spumante Metodo Classico Millesimato Cantina Piazzo e l’altoatesino Puntay Peak Nat VSQ Brut 2022 Erste+Neue.

Il post-Vinitaly è sempre un momento privilegiato per guardare i numeri e interrogarsi sul futuro. È quello che abbiamo provato a fare con un’analisi dei principali indicatori del 2022 che traccia lo stato dell’arte di un comparto da record e delinea le prime stime e prospettive per il 2023.

E poi, parlando di futuro, ritorniamo dopo gli approfondimenti online a raccontare il vino dealcolato. Quali le opportunità che apre? Tra dubbi e incertezze su come definirli, i prodotti no alcol possono essere una via d’inclusione da non sottovalutare. A parlare i protagonisti: dalla produzione alla distribuzione, passando per enoteche e ristorazione, uno sguardo del mondo Trade sul soggetto.

And the winner is… Chi è il “Miglior Enotecario d’Italia” 2023. Catania, Teramo e Pavia sugli scudi alla seconda edizione di successo del Concorso organizzato da Aepi. I nomi di tutti i premiati.

Chiusura, come d’abitudine, con lo Champagne. Per gli amanti della bollicina più desiderata la mondo, un gran finale tutto da gustare d’un fiato. A iniziare dai numeri dello Champagne in Italia, con il 2022 da record che ha portato il Belpaese a essere il quarto mercato mondiale a valore. E poi le grandi esclusive. Jean-Baptiste Lécaillon, Chef de Caves Maison Louis Roederer, ci spiega la sua visione della Champagne di domani e presenta le grandi anteprima Collection 244 e Cristal 2015.

Poi, la nostra intervista esclusiva con Jean-Marc Gallot, presidente Veuve Clicquot, su mercato e innovazione nella bollicina più amata al mondo.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete cominciare ad avere una preview di WineCouture (numero 5/6-2023) con lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine mensile B2B di Nelson Srl, qui di seguito:

Editoriale WineCouture

Non è solo una questione d’etichetta

“Chi ga inventà el vin, se non el xe in Paradiso, el xe vissìn”, si dice in Veneto. “Chi ha inventato il vino, se non è in Paradiso, è lì vicino”. Non così la pensano i legislatori irlandesi, che contro tutto e tutti si sono convinti che un calice di vino sia da equiparare a un pacchetto di sigarette, ponendo ben in evidenza il suo essere nocivo in etichetta. Non crediamo però che i nostri avi implicassero una qualche sorta di dipartita quando facevano riferimento al Paradiso. Piuttosto, volevano semplicemente evidenziare quella che è una grande verità: che un calice di vino, come ha spiegato proprio in questo numero il presidente di Veuve Clicquot, Jean-Marc Gallot, “rappresenta una dose supplementare di ottimismo, rendendo realmente tutto possibile”. Un calice di vino è da sempre qualcosa che trascende giusto o sbagliato. Non è una questione di salute, si va ben oltre. Un orizzonte dalle mille sfumature e implicazioni: “Qualcosa che rende tutto possibile”. Nonostante quel che ci vogliono far credere gli amici irlandesi. Nessuno, sia chiaro, mette in dubbio la scientificità degli studi che spiegano come l’assunzione di alcol rappresenti un fattore di rischio per la salute, ma quel che preme evidenziare è quanto quello stesso calice possa fare infinitamente più bene dell’eventuale danno. Ovviamente, se assunto moderatamente, come proprio sono i protagonisti del vino a insegnare con il programma Wine in Moderation, che aiuta a far comprendere come a tavola una bottiglia sia segno di civiltà e non uno strumento di sballo. È un lungo cammino di consapevolezza quello a cui siamo tutti chiamati oggi, ma insieme sapremo convincere anche i più scettici.

WineCouture, anno quattro, numero 5/6: Nuovi orizzonti post Vinitaly 2023 di mercato, Champagne e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.
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