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Don Bougeat, il Blanc de Morgex et de La Salle e 40 anni di bollicine da Prié Blanc

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La viticoltura in Valle d’Aosta ha origini antiche e si è sempre fondata su quel Prié Blanc che rappresenta il simbolo di una produzione che per lungo tempo si è fondata sulla commercializzazione, da parte dei singoli vigneron della zona, del Blanc de Morgex et de La Salle. Produzioni modeste, al tempo, figlie di tradizioni tramandate di padre in figlio, ma poco orientate all’indagine della vocazione di un vitigno autoctono realmente straordinario. La svolta, come vi abbiamo raccontato, la si deve a quel Don Bougeat, parroco di Morgex fino al 1971, che ha accompagnato gli uomini e le donne che vivevano ai piedi del Monte Bianco alla creazione delle “Associations des Viticulteurs”. Nel 1983, poi, quale primo risultato della politica di sostegno e sviluppo della viticoltura valdostana attuata dalla Amministrazione Regionale, la fondazione della Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle, ora Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle. Una realtà che ha scelto di scommettere fin dalle origini su un unico vitigno autoctono: il valdostano Prié Blanc, coltivato su pergole basse per evitare i danni del vento e del gelo invernale e sfruttare il calore del terreno. 

Una viticoltura eroica, come si diceva, alle pendici del Monte Bianco, dove la moltiplicazione avviene ancora oggi col sistema delle propaggini o con barbatelle a piede franco, non essendo necessario l’innesto su vite americana: a queste altitudini, infatti, la fillossera non arreca danno alla vite. 

Inoltre, le particolari condizioni climatiche a queste altitudini rendono la viticoltura naturale per definizione, potendo limitare sensibilmente i trattamenti in vigna.

Poi la cornice del Monte Bianco racconta di una magia che ha nel terroir le sue fondamenta. Una realtà alpina, fatta di roccia, acque pure e gelo d’inverno. E una viticoltura che sale in quota lungo la sinistra orografica della Dora Baltea, nei comuni di Morgex e La Salle, fino a superare i 1200 metri s.l.m.

Ma c’è uno speciale progetto che conduce ancora più in quota i vini di Cave Mont Blanc: la Cuvée des Guides. L’evoluzione di 40 anni di bollicine.

40 anni di bollicine da Prié Blanc: la storia del primo Metodo Classico in Valle d’Aosta raccontata da Vincent Grosjean e da Nicolas Bovard

All’unicità del vino bianco che prende forma in alcuni dei vigneti più alti d’Europa, si affiancano infatti le bollicine dei ghiacciai. 

Cave Mont Blanc, parla Nicolas Bovard: Don Bougeat, il Blanc de Morgex et de La Salle e il Metodo Classico da Prié Blanc in Valle d’Aosta.
Ph. Evi Garbolino (come copertina)

Cave Mont Blanc, infatti, è stata la prima azienda in Valle d’Aosta a produrre Spumante Metodo Classico Doc. Una storia che prende il via esattamente 40 anni fa, come ci ha raccontato Vincent Grosjean, presidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta, sboccando à la volée una bottiglia ancora sui lieviti della sua prima prova, datata proprio 1983, di Metodo Classico da 100% Prié Blanc.

L’accurata selezione delle uve Prié Blanc, che ben si prestano ad essere spumantizzate, conduce a una prima vinificazione in acciaio inox e legno grande e a una seconda fermentazione del vino in bottiglia. Segue un lungo periodo di riposo, mai inferiore ai 18 mesi, per bollicine che poi si caratterizzano per equilibrio, eleganza e armonia, come ci ha spiegato il presidente di Cave Mont Blanc, Nicolas Bovard, in questa videointervista direttamente sulle pendici del Monte Bianco.

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