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Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022, la degustazione e l’abbinamento con i piatti di Oldani

Chateau Galoupet Cru Classé

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Degustare e non assaggiare: non è semantica, ma la differenza tra vivere un’esperienza multi-sensoriale e provare se un vino piace o non piace. Posto che quest’ultimo è l’unico ed essenziale parametro soggettivo che porta alla scelta delle bottiglie, c’è però anche un concetto più ampio che si declina nella degustazione. Perché si attivano non solo naso e palato, ma anche emozioni e ricordi. Un vino che trasmette sensazioni piacevoli rimarrà cementato nella memoria e si tornerà a volerlo mescere per già assaporarne le fragranze. Ancora di più se il passaggio che si vive inizia da un prestigioso rosé francese e continua con alcuni piatti signature, ma non solo, preparati per l’occasione dallo chef Due Stelle Michelin Davide Oldani presso il Ristorante D’O a San Pietro all’Olmo (Cornaredo, MI). Il punto di partenza è rappresentato dal Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022, il secondo Vintage che entra in una collezione di eccezionali vini di terroir della Provenza. Come spiega Mathieu Meyer, Direttore della tenuta Château Galoupet, che ha tenuto banco nella degustazione a doppia via: i Cru Classé Rosé 2021 e 2022 (prezzo al pubblico indicativo di entrambe le annate: 55 euro) con i vini utilizzati per il blend e l’abbinamento dei due Cru con i piatti di Oldani.

Scoprire che i Cru Classé Rosé di Château Galoupet sono ottenuti da ben cinque componenti è un’esperienza unica. Si parte con il Cinsault, che è un vino quasi “popolare” ma tipico della Provenza, per poi passare al Grenanche, più ricco e già strutturato; il cambio di passo si ha con i tre blend principali: Tibouren, fruttato ed equilibrato; Rolle et Syrah, articolato, strutturato, completo e con una ampiezza al palato suggestiva; Filtrat, che fa invece da contraltare perché più fruttato, per quanto anche il Rolle et Syrah non si faccia negare questa sensazione, ma passato in botte e con una texture così persistente da essere chiaramente percepibile nel Château Galoupet Cru Classé Rosé 2021. Mentre, a nostro avviso, il Château Galoupet Cru Classé Rosé 2022 punta più sulla florealità e freschezza sulle note del Grenanche. Assaggiando in sequenza si comprende come l’attenta esecuzione del blend produca un Cru Classé Rosé diverso ma uguale nella sua complessità e nelle sue note sempre rinnovate.

Abbiamo chiesto direttamente a Mathieu Meyer in che modo questo blend possa essere fatto evolvere nel futuro, magari già con le uve raccolte nei prossimi mesi. La risposta è fresca e ariosa, come il vino che produce: “Stiamo sempre molto attenti a proporre un Cru Classé Rosé sofisticato, bilanciato, strutturato e tutt’altro che scontato. Questo ci porta di volta in volta ad aggiustare le dosi, come si evince dalle differenze del 2021 e del 2022, ma mantenendo armonia e fedeltà ai principi di qualità e massima attenzione al territorio”.

Ecco, il tono di Meyer è pervaso dall’orgoglio quando parla di come è rispettato il terroir: “Abbiamo diviso la tenuta in 40 lotti ciascuno gestito in modo separato per garantire la biodiversità e fare in modo che l’uva raccolta sia purissima e naturale. La salute delle viti e dei frutti passa da un’attenzione costante per ciascun lotto, evitando di utilizzare principi non naturali e consentendo, invece, alla biodiversità di valorizzare i nostri prodotti. Ci tengo a precisare che il 100% delle uve che usiamo provengono dai nostri territori in piena Provenza. E che, soprattutto, la sostenibilità ambientale totale è il nostro principale obiettivo. Si prendano per esempio le bottiglie che contengono il Cru Classé Rosé: c’è stato un enorme lavoro di studio per renderle più leggere senza pregiudicarne la qualità del vetro riciclato, al fine di ridurre il peso complessivo e, di conseguenza, l’impatto sull’ambiente dovuto alla logistica”.

Il Château Galoupet Cru Classé Rosé 2022

Dopo l’accoglienza positiva ricevuta da Château Galoupet Cru Classé Rosé 2021, il domaine presenta il suo secondo Millesimato in conversione al biologico. Elaborato a partire esclusivamente da uve di proprietà, Château Galoupet Cru Classé Rosé 2022 è un Rosé de Provence complesso, corposo, con un delicato finale minerale e un notevole potenziale di invecchiamento. E non ci si sbagli: da queste due prime annate traspare già la visione futura di Château Galoupet, che punta sull’estrarre il massimo potenziale di un terroir d’eccezione.

Se il 2021 è ritenuto un’annata ricca di contrasti, le condizioni climatiche del 2022 fanno di questo secondo Millesimato “un vero e proprio miracolo”. Le uve sono maturate con 10 giorni di anticipo rispetto al 2021, per via delle temperature elevate. Per la prima volta, la vendemmia è iniziata e finita in agosto, con una pausa imprevista dovuta a una violenta grandinata, mai vista in 20 anni. Château Galoupet Cru Classé Rosé 2022 è il risultato di un sapiente assemblaggio di Grenache, Tibouren, Syrah, Vermentino, Cinsault e Sémillon. Il Millesimato nasce da una rigorosa microselezione su 39 appezzamenti in conversione al biologico e da una attenta vinificazione in botti o tini da 600 litri in rovere francese, che consentono l’espressione autentica di ogni vitigno. Un’interpretazione del terroir leggermente diversa da quella di Château Galoupet Cru Classé Rosé 2021 (che presenta oggi interessanti note evolutive) ma altrettanto espressiva, con la stessa sensazione di bocca ben strutturata, finale lungo e minerale, nonché un notevole potenziale di invecchiamento.

“Il Millesimato 2022 è l’espressione di un terroir dalle molteplici sfaccettature e di una sapiente precisione in materia di viticoltura: un Rosé de Provence elaborato con cure meticolose, che dimostra chiaramente la nuova direzione presa dallo stile dei vini di Château Galoupet. Questo nuovo ingresso nel nostro portafoglio permette una degustazione verticale di confronto con Château Galoupet Cru Classé Rosé 2021. È appassionante vedere in che modo evolvono i nostri vini”, conclude Mathieu Meyer, direttore del Domaine.

Apprendendo che il confezionamento rappresentava il 40% dell’impronta di carbonio di una proprietà viticola, il team si è messo alla ricerca di soluzioni più sostenibili. Château Galoupet Cru Classé Rosé si presenta in una bottiglia in vetro ambrato, prodotta per l’80% con vetro riciclato e del peso di soli 499 grammi (contro una media di 770 grammi).

Creato esclusivamente con uve di proprietà, nella più assoluta trasparenza, dalla cantina alla bottiglia, con ogni fase della sua produzione tracciabile tramite un codice QR sull’etichetta. Grazie a un eco-imballaggio innovativo, impianti a basso consumo energetico, gestione appezzamento-per-appezzamento e pratiche di agroselvicoltura – tra cui le colture di copertura – Château Galoupet intende dare alla natura più di quanto le chiede. 3,5 ettari di vigne sono dedicati a ricerca e sviluppo: i team enologici sperimentano varietà resistenti al clima in partnership con l’Inao (Institut National de l’Origine et de la Qualité) e i sindacati della regione Côtes-de-Provence. Prove di agricoltura biodinamica sono in corso. Condividendo le proprie conoscenze e scoperte, Château Galoupet vuole essere un modello di sostenibilità all’interno del gruppo LVMH nonché in termini di pratiche ambientali nel settore vitivinicolo.

Château Galoupet, la rinascita del terroir

Château Galoupet è una proprietà viticola composta da 77 ettari di boschi protetti e 69 ettari di vigneti, certificati biologici da maggio 2023. Forgiata dai venti tra il massiccio dei Maures, le vecchie saline di Hyères e le Isole d’Oro della Riviera francese, è caratterizzata da 3 micro-terroir distinti e un microclima unico. Questa proprietà, indicata sulla cartina geografica sin dal XVIII secolo, è riconosciuta come Cru Classé de Provence dal 1955 e poggia sulla più antica formazione geologica della denominazione. In questo futuro santuario per la biodiversità, che ospita una ricca varietà di flora e fauna locali, il team mira a creare espressioni del terroir sempre più autentiche, nel massimo rispetto della natura e dell’ambiente.

Per Château Galoupet la biodiversità è parte integrante del processo di creazione di vini eccellenti che siano espressione del terroir. Da quattro anni, il team lavora con una comunità di esperti per ripristinare un delicato e raro ecosistema e adattare le proprie pratiche viticole in modo da rispettare l’equilibrio della vite e del suo ambiente. Le collaborazioni con tre associazioni locali sono essenziali per fare progredire la biodiversità nella proprietà e valutarne l’impatto nel tempo. Gli audit approfonditi svolti dal CEN PACA (Conservatoire d’Espaces Naturels de Provence-Alpes-Côte d’Azur) e dalla LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) permettono di impostare strategie di agroselvicoltura e colture di copertura. Diversi semi vengono testati nei vari appezzamenti, mentre alberi e arbusti provenienti dalla collina sono piantati per creare corridoi verdi e nuovi habitat per i pipistrelli, gli uccelli e gli insetti che popolano il vigneto. Alla stazione di fecondazione delle api regine nel bosco – una delle sole 12 esistenti al mondo – l’OFA (Observatoire Français d’Apidologie) valuta l’impatto delle colonie di api sulle condizioni del suolo e delle vigne, sulla qualità delle uve e sul profilo dei vini.

La degustazione al Ristorante D’O di Davide Oldani (2 stelle Michelin) di Château Galoupet Cru Classe Rosé 2021 e 2022

La degustazione del Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022 e 2021 è avvenuta attraverso una serie di piatti, alcuni dei quali Signature, dello chef Due Stelle Michelin Davide Oldani, la degustazione e l’abbinamento con i piatti di Oldani, che proponiamo qui di seguito. In questa sede vogliamo suggerirvi alcune informazioni per degustare al meglio il Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022, per dovere di cronaca il preferito da chi vi scrive, e per il 2021. Château Galoupet Cru Classé Rosé dimostra grande versatilità gastronomica, in qualsiasi stagione e dall’aperitivo al dessert.

Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022, la degustazione:

Naso: Generoso e vivace, su note di albicocca, pesca selvatica e pasticceria, con accenni di gariga.
Palato: Corposo, ampio, intenso, con note delicate di fiori freschi, frutti gialli, mandorle, spezie dolci, seguite da un tocco di miele. Un finale complesso, lungo e minerale.
Assemblaggio: Grenache 58% – Tibouren 12% – Syrah: 11% – Vermentino 11% – Cinsault 6% – Sémillon 2%
Potenziale di invecchiamento: 2-4 anni

Château Galoupet Cru Classe Rosé 2021, la degustazione:

Naso: Complesso e intenso, con ricchi aromi di albicocca matura, pepe, pasta di mandorle, noci e miele.
Palato: Corposo, morbido e vellutato, con delicate note di frutta secca. Un vino dalle molteplici sfaccettature, con un finale lungo e minerale.
Assemblaggio: Grenache 49% – Syrah 15% – Tibouren 15% – Vermentino 12% – Cinsault 7% – Mourvèdre, Cabernet, Sémillon 2%
Potenziale di invecchiamento: 3-5 anni

L’abbinamento tra i piatti dello chef Davide Oldani e Château Galoupet Cru Classe Rosé 2022 e 2021

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